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Dragon Trainer

Dragon Trainer (How to Train Your Dragon) è un film d’animazione del 2010 diretto da Chris Sanders e Dean DeBlois. Tratto dal libro Come addestrare un drago scritto nel 2003 da Cressida Cowell e primo capitolo della serie di film omonima, il film, ambientato nel mondo dei Vichinghi, racconta la storia di un gracile ragazzo di 15 anni, Hiccup, che fatica ad ambientarsi e a dimostrare il suo valore in qualità di uccisore di draghi (occupazione principale di ogni vichingo), ma lui è destinato a infrangere ogni tradizione.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Jay Baruchel, America Ferrera, Gerard Butler, Craig Ferguson, Christopher Mintz-Plasse, Jonah Hill, Kristen Wiig, T. J. Miller.

Il cast vocale italiano è composto da: Flavio Aquilone, Letizia Scifoni, Roberto Draghetti, Carlo Valli, Gabriele Patriarca, Alessio Nissolino, Letizia Ciampa, Mattia Ward.

Sull’isola di Berk, l’occupazione principale di ogni vichingo è dimostrare il suo valore in qualità di uccisore di draghi, che periodicamente rubano il bestiame. Il giovane Hiccup, figlio del capo villaggio Stoick, è troppo piccolo e gracile per combattere i draghi, così inventa dispositivi meccanici durante il suo apprendistato con Skaracchio il fabbro.

Ma durante un attacco, Hiccup riesce ad abbattere una Furia Buia, un esemplare di drago, il più pericoloso e raro. Una volta trovato, lo libera, ma nota la sua incapacità di volare per via della coda ferita a causa della trappola creata dal ragazzo. Le visite di Hiccup nella foresta sono sempre più frequenti e pian piano riesce a conquistare la fiducia del drago, che chiama “Sdentato” per via dei suoi denti retrattili, che dimostra una grande intelligenza, curiosità e capacità di apprendimento. Tuttavia, un drago incapace di volare è un drago che ha pochissime speranze di sopravvivenza, per cui Hiccup gli costruisce una protesi alla coda per permettergli di volare.

Ma la protesi è instabile e necessita di manutenzione perché continui a funzionare. Dopo diversi tentativi, Hiccup trova una soluzione efficace e impara a cavalcare Sdentato. Hiccup ormai ne è convinto: quello che sanno i vichinghi sui draghi è tutto sbagliato.

Studiando il comportamento di Sdentato, Hiccup diventa abile ad addomesticare i draghi custoditi per la formazione dei giovani vichinghi. Questo scatena l’invidia di Astrid, ragazza bravissima nel combattimento e della quale Hiccup è da sempre innamorato, e che, insospettita dall’improvviso miglioramento di Hiccup, decide di seguirlo di nascosto, scoprendolo insieme con Sdentato. Prima che lei possa svelare il suo segreto al villaggio, Hiccup la porta a fare un giro in sella al drago per dimostrarle che i draghi non sono cattivi come i vichinghi hanno sempre creduto, riuscendo a farle cambiare idea.

     

Ma Sdentato per errore li porta al Nido dei Draghi, dove i ragazzi scoprono che tutto il cibo rubato viene usato per nutrire un mostruoso drago chiamato Morte Rossa, che mangia i suoi simili se non adempiono al loro compito. Il trio, con difficoltà riesce a fuggire. Atterrati, Astrid cerca di convincere Hiccup a raccontare al villaggio ciò che hanno appena visto, ma per proteggere il suo drago, il ragazzo decide di tacere.

Il giorno seguente, Hiccup sostiene l’esame per diventare vichingo: dovrà uccidere un drago davanti all’intero villaggio. Egli però si rifiuta di farlo, tentando di dimostrare a tutti la vera natura dei draghi. Ma Stoick, furioso, fa arrabbiare erroneamente il drago che tenta di uccidere Hiccup, che viene però salvato da Sdentato: il drago, udito l’amico in pericolo, tenta di proteggerlo, ma nel caos più totale, viene catturato dai vichinghi.

Stoick se la prende furiosamente con Hiccup, che accidentalmente gli rivela di aver trovato il nido dei draghi e che solo un drago può trovare l’isola. Stoick rinnega il figlio e parte per il nido con Sdentato come guida, intenzionato a distruggere tutti i draghi, lasciando Hiccup e i suoi amici a Berk.

Arrivati sull’isola, Stoick e gli altri vichinghi aprono una breccia nel nido: da questo escono fuori migliaia di draghi, che però scappano senza combattere. All’improvviso appare la Morte Rossa, che non lascia vie di fuga ai vichinghi. A quel punto intervengono Hiccup e i suoi amici, accorsi da Berk in groppa ai draghi, tentando un attacco alla Morte Rossa, che però si rivela quasi inutile.

Nel frattempo Hiccup libera Sdentato aiutato da Stoick, che si scusa per tutto. Hiccup e Sdentato attirano la Morte Rossa su di loro, costringendolo a volare per inseguirli, ma durante la battaglia aerea, la protesi artificiale di Sdentato prende fuoco a causa dei vari colpi lanciati dal gigantesco drago. Prima che possano precipitare, Sdentato con il suoi colpi al plasma, sotto la guida di Hiccup, colpisce la bocca della Morte Rossa, dando fuoco al gas contenuto all’interno e facendolo schiantare al suolo con un’esplosione. Nella fuga dalle fiamme, Hiccup cade dalla groppa di Sdentato, che cerca disperatamente di recuperarlo, il fuoco li avvolge entrambi.

Quando cala il silenzio, Stoick trova e raggiunge Sdentato: il drago è riuscito a salvare Hiccup, avvolgendolo nelle sue ali. Qualche giorno più tardi, Hiccup si risveglia e scopre di aver perso la gamba sinistra (dal ginocchio in giù) nel combattimento, sostituito da una protesi. Scopre anche che la guerra tra vichinghi e draghi è giunta al termine, e che questi ultimi sono divenuti abitanti del villaggio. A Hiccup viene regalata una nuova sella che si adatta alla sua protesi, e, a sua volta, una nuova protesi per la coda di Sdentato. Finalmente accettati, Hiccup e Sdentato volano via insieme.

Sebbene gli incassi al botteghino sembrino suggerire il contrario, alla Dreamworks non sempre centrano il bersaglio, soprattutto considerando che vivono un’impossibile concorrenza con i più grandi animatori statunitensi dalla nascita di Walt Disney, cioè la Pixar.

Nei casi migliori lo studio diretto con pugno di ferro e grande abilità da Jeffrey Katzenberg è riuscito a coniugare un umorismo contagioso ad una messa in scena innocua e scorrevole, con addirittura punte di ardore stilistico nelle composizioni cromatiche di Kung fu panda (forse il titolo più riuscito). A fronte di questo si possono però citare moltissimi titoli totalmente sbagliati, privi sia di una storia originale che di personaggi affascinanti che infine di una vena comica che diverta sopra i 13 anni. In questo insieme eterogeneo Dragon Trainer si pone leggermente sopra la media.

La storia per famiglie di come un ragazzo e un animale sviluppino un rapporto profondo (il drago mostra movenze, caratteristiche e atteggiamenti sia da cane che da gatto) riuscendo nel doppio intento di sfatare un mito (i draghi sono cattivi) e riabilitare il protagonista (che da outsider diventa il più popolare del suo villaggio), è trattata con molta leggerezza e nessuna pretesa. Che la trama sia un canovaccio finalmente sembrano saperlo anche gli sceneggiatori. Quello che invece è presente è una concentrazione maggiore nel ritmo e nelle gag le quali, nell’universo commerciale del cinema Dreamworks, sono tutto. Non tanto emozionare o narrare storie rivoluzionarie quanto avvincere e divertire. E Dragon Trainer lo fa bene, sempre considerando un target principalmente “familiare” ovvero composto da ragazzi al di sotto della maggiore età e di adulti che accettano di vedere un film simile solo come occasione “per stare tutti insieme”.

L’interesse maggiore di questo genere di cinema però è tutto in come, nel tentativo di rispecchiare i mutamenti nelle dinamiche sociali, essi influenzino la percezione comune che abbiamo dei ruoli nella nostra società. Come dimostra Dragon Trainer nei decenni la figura dello sfigato è sempre meno tale, dal nerd si passa al geek, e la bella ragazza è sempre più maschile nel suo atteggiamento di potere, è essa stessa a rimettere a posto i bulli invece di subirne il corteggiamento come capitava una volta. La storia sempre uguale di un ragazzo che con la sua purezza scopre la bontà di figure temute dagli adulti nel suo adattarsi ai tempi svela come percepiamo la nostra società.

Scheda Film

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