Dragon Trainer 2

¤ Recensione Dragon Trainer 2

Dragon Trainer 2 (How to Train Your Dragon 2) è un film d’animazione statunitense del 2014 diretto da Dean DeBlois. Il film è il sequel di Dragon Trainer. Il film ha avuto un ultimo sequel dal titolo Dragon Trainer – Il mondo nascosto.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Jay Baruchel, America Ferrera, Gerard Butler, Craig Ferguson, Jonah Hill, Christopher Mintz-Plasse, T.J. Miller, Kristen Wiig, Kit Harington, Cate Blanchett, Djimon Hounsou.

Il cast vocale italiano è composto da: Flavio Aquilone, Letizia Scifoni, Roberto Draghetti, Carlo Valli, Alessio Nissolino, Gabriele Patriarca, Mattia Ward, Letizia Ciampa, Daniele Giuliani, Francesca Fiorentini, Massimo Corvo.

Vichinghi e draghi vivono in armonia e unità nel villaggio di Berk da ormai cinque anni. Hiccup è sempre insieme al drago Sdentato, il suo migliore amico. Adesso ventenne, Hiccup è spinto dal padre Stoick a succedergli come capo, cosa non voluta dal ragazzo, poiché non è pronto per quella responsabilità.

Mentre Hiccup, Astrid e i loro draghi esplorano una nuova terra, scoprono i resti di una fortezza distrutta dal ghiaccio e incontrano un gruppo di cacciatori di draghi guidati da Eret, che li accusa per la distruzione del suo forte e cerca di catturarli per un certo Drago Bludvist. I due ragazzi riescono a fuggire per tornare a Berk e riferire la scoperta a Stoick, il quale ordina di fortificare l’isola e prepararsi alla battaglia.

Hiccup, però, si rifiuta di credere che la guerra sia inevitabile, così torna da Eret, per farsi portare da Drago. Ma Stoick arriva in tempo: spiega che molti anni prima, in una riunione di capitribù, Drago si presentò offrendo agli altri salvezza dai draghi in cambio della loro sottomissione a lui. Ma deriso, egli scatenò dei draghi armati i quali uccisero tutti i presenti tranne Stoick, salvatosi per miracolo. Ma Hiccup sempre convinto di poter far ragionare Drago, scappa insieme a Sdentato alla ricerca dell’uomo.

     

Durante il tragitto, Hiccup si imbatte in un misterioso cavaliere che risponde al nome di Valka, che si rivela essere la madre creduta morta vent’anni prima. Spiega al figlio che nel periodo in cui draghi e vichinghi erano nemici, lei ha sempre creduto che questa guerra fosse inutile. Rapita durante un attacco dei draghi a Berk, ha trascorso 20 anni salvando draghi dalle trappole di Drago e portarli nel “Santuario”, una grotta coperta di ghiaccio creata dall’Alfa, un mastodontico drago chiamato Bestia Selvaggia che comanda sui draghi in armonia.

Poco dopo Stoick trova Hiccup e, con grande sorpresa e commozione, si riconcilia alla moglie perduta: la famiglia è di nuovo riunita. Contemporaneamente, Astrid e gli altri cavalieri rapiscono Eret per trovare Drago, ma apprende dai ragazzi, dell’alleanza tra i vichinghi di Berk e i draghi, e di Hiccup stesso, che controlla i draghi come lui. Su tutte le furie, Drago e il suo esercito, assediano il Santuario, dove si rivela che anch’egli ha la sua Bestia Selvaggia. Segue una battaglia tra i due draghi colossali, che termina con la vittoria nemica, diventando così il nuovo Alfa e controllando tutti i draghi, che ipnoticamente gli obbediscono.

Hiccup cerca di persuadere Drago di porre fine a tutto senza successo. Infatti, Drago comanda a Sdentato, che è sotto l’influenza del nuovo Alfa, di uccidere Hiccup, ma Stoick s’interpone tra loro e muore al posto del figlio. Dopo aver riassunto il controllo di sé, Sdentato viene cacciato via da Hiccup in un impeto di disperazione, dopo che il drago aveva provato ad avvicinarsi. Ma viene di nuovo ipnotizzato dall’Alfa, catturato e cavalcato da Drago. E mentre l’esercito si avvia verso Berk, viene celebrato il funerale di Stoick.

Hiccup, disperato e addolorato, viene rincuorato da Valka, che lo incoraggia dicendogli che solo lui può unire gli uomini e draghi, e ispirato dalle sue parole e da quelle del padre, Hiccup decide di tornare a Berk per fermare Drago. Raggiunta l’isola cavalcando dei cuccioli, scoprono che Drago ha già attaccato il villaggio e preso il controllo dei suoi draghi. Hiccup raggiunge Drago, cercando di riavvicinarsi a Sdentato e a liberarlo dal controllo dell’Alfa, con grande sorpresa di Drago. Ma affrontando l’uomo, l’Alfa attacca Hiccup e Sdentato, intrappolandoli nel ghiaccio.

Il grande cumulo di ghiaccio esplode: ne fuoriesce Hiccup illeso, e Sdentato, illuminatosi di blu si scaglia contro la Bestia Selvaggia, colpendola con i suoi colpi al plasma rompendo così il suo controllo sugli altri draghi, che ora si schierano con Sdentato in qualità di nuovo drago Alfa. Sconfitto, l’enorme drago si ritira insieme al ferito Drago Bludvist. Dopo la vittoria, Hiccup diventa il nuovo capo di Berk, con la consapevolezza che i suoi draghi sono pronti a difenderla.

Fedele al proprio titolo, Dragon Trainer 2 continua, sulle orme del primo, imbastendo un’altra storia di animalismo e superamento delle diffidenze come allegoria del superamento dei preconcetti verso gli esseri umani.

Questa volta con molta più enfasi e meno metafora sono infatti apertamente i ragazzi a guadagnare il rispetto (là dove nel primo film erano i draghi nei confronti delle persone e i figli sui padri). Sono i bambini e i più giovani gli unici in grado di salvare tutti e possono farlo proprio in virtù delle qualità precipue di disobbedienza e pensiero autonomo proprie della loro età.

Senza l’apporto fondamentale di Chris Sanders, rimane a dirigere e scrivere (o meglio adattare dalle storie di Cressida Cowell) il solo Dean DeBlois, da sempre sodale del maestro Sanders e con lui co-autore di piccoli capolavori di originalità prodotti tra le maglie del colosso dell’ordinario Disney come Lilo & Stitch, Mulan, nonchè del precedente Dragon Trainer. Il passaggio non è indolore però, Dragon Trainer 2 infatti è decisamente più convenzionale di quanto non fosse il primo (solo fintamente classico e decisamente più audace nelle sue scelte, non ultima la mutilazione del protagonista) ma riesce a centrare tutte le scene madre.

Come se si concentrasse unicamente nello sforzo di realizzare al meglio possibile lo svolgimento più tradizionale questo secondo Dragon Trainer non è un campione di pensiero divergente come i protagonisti che esalta ma più un buon soldato agli ordini del proprio padrone (come i villain che condanna). Esalta, quando gli eroi cavalcano verso la vittoria, e intimorisce nel metterli in difficoltà. Tuttavia, dal precedente film, eredita alcuni personaggi strani e peculiari come gli amici del protagonista ma li rende innocui, ammortizza la portata del fabbro-spalla comica e nella miglior tradizione entro la fine del film riesce ad accoppiare tutti i draghi ad un padrone (una delle più fastidiose leggi della buona forma a cui il cinema contemporaneo ha deciso di obbedire), in perfetto accordo con la legge di La carica dei 101, per la quale ad ogni padrone corrisponde un animale che gli somigli.

Anche la rinnovata presenza di Roger Deakins come consulente visivo, solo a tratti, sembra in grado di fare la differenza. Il geniale direttore della fotografia dei fratelli Coen (probabilmente il migliore in attività oggi ad Hollywood) aveva contribuito a dare a molti punti del primo film un impatto estetico solitamente sconosciuto all’animazione, sfruttando il bello per ottenere il sentimentale. In questo film accade (e a tratti) solo il primo effetto, tra le nuvole e nel fumo Dragon Trainer 2 conquista più di un’immagine affascinante (e debitrice a Miyazaki specie nella comparsa del nuovo personaggio), ma non c’è nessun lavoro di sponda con gli eventi o i personaggi. Bello e fine a se stesso.

Scheda Film

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