¤ Recensione Dragon Quest: Your Story

Dragon Quest: Your Story è un film CG anime giapponese del 2019 basato sulla serie di videogiochi Dragon Quest, e principalmente ispirato al capitolo Dragon Quest V del 1992.


La trama segue le vicende di Luca, figlio del Re di Gotha Pankraz, dalla sua infanzia fino all’età adulta, quando diverrà padre a sua volta.

Il cast vocale della pellicola è composto da: Takeru Satoh, Kasumi Arimura, Haru, Kentaro Sakaguchi, Takayuki Yamada, Kendo Kobayashi, Ken Yasuda, Suzuki Matsuo, Kouichi Yamadera, Chikako Kaku, Arata Furuta, Kotaro Yoshida, Arata Iura.

Mada, sua madre e moglie di Pankraz, viene rapita dai mostri servi del malvagio Ladja quando lui era ancora un bambino. Obiettivo di Ladja è aprire i cancelli di Nadiria, il Mondo degli Inferi, per liberare il Gran Maestro Nimzo, demone potentissimo che vi è imprigionato e per far ciò ha bisogno dei poteri di uno Zenithiano, razza celestiale il cui sangue scorre nelle vene di Mada, la quale si rifiuta di collaborare e pronunciare la formula necessaria. Ladja la tiene quindi prigioniera, nella speranza che prima o poi la sua volontà crolli. Pankraz decide quindi di mettersi sulle tracce di Mada, per liberarla, e dell’Eroe Leggendario, un grande Guerriero che si dice possa sconfiggere Nimzo e chiudere per sempre i cancelli di Nadiria.

Questa ricerca porta Pankraz e Luca a viaggiare molto, e durante questi viaggi Luca conosce Nera Briscoletti, figlia del magnate di Mostroferrato Rodrigo Briscoletti, e Bianca Whitaker, con la quale per liberare un cucciolo di Saber maltrattato da dei bulli, accetta la loro sfida e si avventura in un Castello infestato dai fantasmi: lì trova uno strano globo dorato, che tiene con sè. Avendo vinto la scommessa fatta con i bulli, essi smettono di maltrattare il cucciolo, che Bianca chiama Purrcy e viene adottato da Luca.

Quando il viaggio di Pankraz li porta nella città di Coburg, Luca tenta di stringere amicizia con il principe Harry, il quale però, irresponsabile e viziato, fugge, venendo rapito dai mostri di Ladja: Pankraz corre quindi a salvarlo, non accorgendosi che non solo Harry, ma anche lo stesso Luca vengono entrambi presi in ostaggio da Ladja durante la battaglia. Nonostante Pankraz sia molto più forte degli scagnozzi di Ladja, con suo figlio in pericolo nelle mani del malvagio stregone smette di reagire, cosciente che opporre resistenza significherebbe condannare a morte Luca. Impotente, Pankraz soccombe per amore del figlio, che insieme ad Harry viene rapito, reso schiavo e portato sul Monte Zugzwang, covo di Ladja e dei suoi servitori, dove gli schiavi umani vengono fatti lavorare per la costruzione di un colossale Tempio dedicato a Nimzo.

Harry e Luca passano 10 anni come schiavi, finché non vengono a conoscenza di una via di fuga grazie a un loro compagno di sventura; i cadaveri degli schiavi che muoiono vengono chiusi in barili e gettati nel fiume che ha origine dal Monte. Si fingono quindi morti e riescono a scappare dall’orrendo posto. Aiutati dall’appena conosciuto Dr. Agon, che li fa nascondere in un carico merci di una nave mercantile diretta verso il loro continente, i due ormai ex-schiavi possono finalmente tornare a casa: Harry torna a Coburg, giurando a Luca di ripagargli un giorno il debito contratto con Pankraz, a cui deve la vita, mentre Luca torna nella casa paterna, dove trova il Diario di Pankraz leggendo il quale scopre che il padre riteneva che l’Eroe Leggendario non fosse altri che lo stesso Luca.

Ritrovatosi con il suo padrino Sancho, che gli narra dei disperati viaggi del padre alla ricerca dell’Eroe per salvare la sua amata Mada, Luca decide di continuare sulle orme del genitore e, attraverso un pericoloso viaggio che lo riunisce ad un ormai cresciuto Purrcy e gli fa stringere amicizia con Gootrude, un simpatico Slime, si dirige a Mostroferrato, dove lo attende la Spada Zenithiana, potentissima arma leggendaria che solo il mitico Eroe può brandire.

Rodrigo Briscoletti ne è il proprietario, ma una volta arrivato in città il magnate e Luca scoprono sbigottiti che la Spada è stata rubata da Bjorn, enorme mostro che terrorizza il villaggio.

Luca è riluttante all’idea di affrontarlo, ma l’idea di sposare la bellissima dolcissima Nera, la cui mano è promessa all’Eroe degno di una tanto grande impresa, lo convince a provarci, fallendo miseramente: tornato in città con le poche forze rimastegli, viene rimesso in sesto dalla sua vecchia amica Bianca, ormai donna adulta. Bianca decide di aiutarlo, e collaborando riescono a recuperare la Spada e sconfiggere Bjorn. Con loro grande sorpresa, però, scoprono che Luca non è l’Eroe Leggendario, poiché non è in grado di brandire la Spada Zenithiana.

Accolto comunque dal villaggio come un eroe, e ormai promesso sposo di Nera, Luca scopre grazie ad una misteriosa vecchietta (che è in realtà Nera, che ha cambiato aspetto grazie a una magia) che il suo vero amore è Bianca, e sposando Nera non farebbe altro che mentire a sè stesso. Shockato dalla scoperta, Luca annulla il matrimonio, e viene ripudiato da Rodrigo, che gli lascia però la Spada Zenithiana incaricandolo di trovare l’Eroe in grado di brandirla. Proprio Nera aveva compreso i veri sentimenti di Luca, e seppur innamorata si rende conto che la loro unione sarebbe un errore.

Luca si dichiara quindi a una incredula Bianca, che accetta commossa: nonostante le apparenze e il fatto che fosse lei stessa ad aiutarlo con Nera, contemporaneamente sopprimeva i suoi sentimenti per il bene dell’amico. I due si sposano, vanno a vivere insieme interrompendo la ricerca dell’Eroe, e hanno un figlio: il piccolo Alus.

Durante un normale giorno in famiglia, proprio quando Luca è sul punto di lasciare la casa, la famiglia e rimettersi alla ricerca dell’Eroe, vengono attaccati dagli scagnozzi di Ladja: Bianca incarica Sancho di prendere Alus e fuggire al sicuro, mentre Bianca e Luca vengono sconfitti: Luca viene immediatamente tramutato in una statua di pietra da Ladja, mentre Bianca, che ha sangue Zenithiano, viene portata sul Monte Zugzwang: rifiutatasi anch’essa di collaborare, su consiglio della stessa Mada, viene tramutata in pietra anche lei.

Passano quindi 8 anni, e Alus, cresciuto da Sancho, è ormai un vivace ragazzino: i due riescono ad ottenere il magico Bastone di Stolos, con il quale rimuovono la maledizione che aveva tramutato Luca in pietra. Vengono però attaccati da dei Gigantes, e d’istinto Luca lancia la Spada Zenithiana ad Alus affinché possa difendersi: si accorge troppo tardi, però, di quale fosse l’arma lanciata al figlio. Come se niente fosse, però, Alus brandisce l’Arma e distrugge i Gigantes: Luca aveva finalmente trovato l’Eroe che cercava… il suo stesso figlio.

Si mettono quindi alla ricerca del Drago Zenithiano affinché egli li aiuti nello scontro contro Ladja portandoli sul Monte Zugzwang, e scoprono stupefatti che il Drago era il Dr. Agon, l’uomo che aveva aiutato Luca a fuggire molti anni prima. Agon non è più però in grado di trasformarsi, in quanto ha smarrito il suo prezioso globo dorato: Luca ricorda quindi del globo che trovò da piccolo e che Ladja distrusse, comunicandolo ad Agon, che gli consiglia di rivolgersi alle Fate. La Regina delle Fate non può aiutarlo direttamente nello scontro contro Ladja e Nimzo, ma può mandarlo indietro nel tempo con un globo falso: qui, Luca “prende in giro” il sè stesso bambino del passato, rubando il globo vero e dandogli in cambio quello falso (che verrà poi distrutto da Ladja).

Finalmente in possesso del globo, Dr. Agon si trasforma nel Drago Zenithiano, e porta Luca e Alus sul monte Zugzwang dove, dopo aver liberato anche Bianca grazie al bastone di Stolos, si preparano allo scontro finale: aiutati dall’esercito di Harry, giunto in loro soccorso, e da un pentito ed ora buono Bjorn, Luca, Bianca e Alus affrontano Ladja e le Forze del Male.

Visionando il film, salta immediatamente all’occhio la scelta della produzione di rinunciare al character design di Akira Toriyama, troppo spigoloso e irreale per un film come questo. Il design finale non si allontana troppo dallo stile dell’autore di Dragon Ball, a dire la verità, ma appare subito più morbido e rotondeggiante, quindi più adeguato a una computer grafica tanto ricca e curata. Ottime anche le animazioni in generale, fluide e nitide anche nelle spettacolari scene d’azione. Dragon Quest: Your Story è un film coloratissimo, pieno di citazioni che richiamano ai caratteristici tratti distintivi della serie, come i buffi personaggi che parlano improbabili commistioni di italiano, inglese, russo e spagnolo. La colonna sonora è una deliziosa raccolta di brani orchestrali ascoltati soprattutto in Dragon Quest V: a firmarla troviamo il compositore storico Koichi Sugiyama, che ci delizia col motivetto introduttivo di Dragon Quest nei momenti più divertenti e coinvolgenti del film.

La scellerata decisione di raccontare la trama principale di un prodotto longevo e particolare quanto Dragon Quest V: La Sposa del Destino attraverso un unico film da 100 minuti circa, invece, ha imposto tagli opinabili e ritmi intransigenti. Come risultato, l’intreccio narrativo appare lacunoso, confusionario e a tratti persino forzato, trasmettendo allo spettatore l’irritante sensazione di star visionando un prodotto dozzinale e sbrigativo. In compenso il film realizzato in computer grafica 3D può contare su una resa visiva notevole ed estremamente fluida, per non parlare della magistrale colonna sonora storica del franchise.

Al netto delle sopracitate imperfezioni, Dragon Quest: Your Story rimane comunque un’alternativa quantomeno accettabile per chiunque voglia conoscere la tumultuosa avventura di Luca senza passare uno spropositato quantitativo di ore in compagnia delle versioni SNES o Nintendo DS di Dragon Quest V. Per i fan storici, invece, il film sarà l’occasione propizia per poter ammirare finalmente in 3D i vari protagonisti di un intramontabile classico degli anni ’90.

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