Dororo to Hyakkimaru è un manga creato da Osamu Tezuka, negli anni Sessanta. Venne serializzato a partire dal 27 agosto 1967, fino al 22 luglio 1968 sulla rivista Weekly Shonen Sunday, della casa editrice Shogakukan.
Da questo manga, come per moltissimi altri dell’autore, ne venne tratta una serie tv anime (raccolta in 26 episodi realizzati tutti in bianco e nero) che ha il primato d’esser la 1ª serie creata da quella ch’è oggi conosciuta come World Masterpiece Theater che, per chi non lo sapesse, è una serie di anime prodotti con cadenza annuale tra il 1975 ed il 1997 dalla Nippon Animation e trasmessi la domenica sera alle 19.30 dall’emittente giapponese Fuji TV.
La serie, a differenza del manga, possiede un finale conclusivo ed è inedita in Italia. Ne è stato tratto anche un film live action uscito nelle sale giapponesi nel 2007.
La storia del manga è ambientata durante il periodo Sengoku. Hyakkimaru è un giovane samurai che combatte e distrugge demoni. Durante il suo viaggio per il Giappone gli si affianca Dororo, un giovane ladruncolo.
“Hyakkimaru” significa letteralmente “piccolo mostro“. Alla sua nascita, 48 parti del corpo gli vennero sottratte da altrettanti demoni, in virtù del patto stipulato dal padre coi demoni, per sacrificare il figlio in cambio di potere.
Come conseguenza di tutto ciò, il neonato non ha neanche un aspetto umano, e la madre è costretta dal marito ad abbandonarlo in una cesta sul fiume. Il bambino viene successivamente trovato dal Dottor Honma, un chirurgo che lo tiene con sé, curandolo ed allevandolo. Questi, accortosi ben presto degli accentuati poteri mentali posseduti dall’informe neonato, lo guarisce con metodi magico-alchemici e gli fornisce un corpo artificiale (a partire dai resti dei bambini morti in guerra) col quale egli può andare in seguito a caccia dei demoni che gli rubarono arti e sensi.
Ogni volta che Hyakkimaru riesce ad ucciderne uno, riacquista una parte perduta del corpo. Il ragazzo diviene allora quasi invincibile contro ogni colpo mortale; innestato all’interno del suo braccio sinistro si trova inoltre una lama speciale, che usa per poter combattere contro le entità maligne soprannaturali che lo perseguitano.
Dopo che il buon medico è costretto a mandarlo via (attirava difatti i demoni sulla sua casa), Hyakkimaru inizia ad andar per la sua strada: il giovane arriva a conoscer attraverso una voce spettrale della maledizione che s’era fissata su di lui fin dalla nascita, ma anche che uccidendo i demoni responsabili avrebbe potuto recuperare i pezzi rubati al suo corpo e ritrovare la sua umanità perduta.
Si mette in cammino attraverso il paesaggio devastato dalla guerra e si guadagna presto il nome Hyakkimaru per la sua disumana natura.
Fin dall’inizio della narrazione s’imbatte in un giovanissimo orfano di nome Dororo, che lo affiancherà. Egli si rivelerà un ladruncolo matricolato particolarmente abile: anche Dororo possiede un destino, del quale però sembra ancora del tutto inconsapevole… o forse è solo un segreto che riesce a tener ben celato?
Lo stile del maestro è riconoscibile fin da subito: che si tratti del suo umorismo caratteristico o delle vignette disposte in sequenze a tratti cinematografiche, o dei personaggi secondari delineati alla perfezione in un paio di battute, o ancora delle emozionanti e fluide sequenze d’azione o infine dei colpi di scena sempre orchestrati a dovere, Tezuka riesce sempre ad esprimere la sua arte al massimo del suo potenziale, regalandoci una storia sicuramente non alla portata di opere del calibro di Kirihito, Ayako o La storia dei tre Adolf, ma ciò nondimeno efficace e mai noiosa nella sua semplicità e scorrevolezza. Aggiungiamo che non mancano sequenze particolarmente cruente e crude, le quali contribuiscono a rendere l’opera più matura di quanto non appaia a prima vista. Unica nota negativa dell’opera è il finale un po’ troppo affrettato, tanto che nella postfazione un dispiaciuto Tezuka ne spiega brevemente le cause. La versione italiana è a cura della RW Edizioni, divenuta famosa di recente per la pubblicazione di fumetti della DC Comics al posto dell’ormai fallita Planeta DeAgostini, e fa parte nello specifico della collana Goen. Le traduzioni sono buone, così come la qualità della carta e della stampa; tuttavia è doveroso segnalare alcune evidenti incongruenze nell’indice dei capitoli, le cui pagine sono indicate in modo errato. Comunque, se volete leggere qualcosa del grande Tezuka e soprattutto se avete voglia di intrattenimento allo stato puro, Dororo è proprio il titolo che state cercando.
