Doraemon

¤ Recensione Doraemon – Il film: Le avventure di Nobita

Doraemon – Il film: Le avventure di Nobita e dei cinque esploratori è un film giapponese per bambini (kodomo) del 2014 diretto da Shinnosuke Yakuwa. È il trentaduesimo film d’animazione tratto dalla serie Doraemon di Fujiko Fujio.


Il cast vocale originale è composto da: Wasabi Mizuta, Megumi Ōhara, Yumi Kakazu, Tomokazu Seki, Subaru Kimura, Shinoko Hagino, Yu Kobayashi, Miku Natsume, Chika Sakamoto, Shōzō Iizuka, Tadashi Miyazawa, Masashi Hirose, Katsuhisa Hōki, Kenji Tada, Yoshi Yamada, Shun Oguri.

Il cast vocale italiano è composto da: Pietro Ubaldi, Davide Garbolino, Federica Valenti, Patrizia Scianca, Luca Bottale, Renata Bertolas, Tommaso Zalone, Annalisa Usai, Marcella Silvestri, Dario Oppido, Diego Sabre, Andrea Bolognini, Francesco Mei, Elda Olivieri, Cesare Rasini, Mattia Bressan, Claudio Moneta, Mario Scarabelli, Mario Scarabelli.

     

Shizuka, Nobita, Gian e Suneo discutono per intraprendere un’avventura durante le loro vacanze estive. Gian e Suneo si stancano di pensare a questo, e rendono responsabile Nobita che chiede aiuto a Doraemon. Nel frattempo la mamma di Nobita, Tamako, gli chiede di andare a fare la spesa. Nobita accetta questo lavoro a differenza dei suoi rifiuti negli episodi della serie animata. Mentre Nobita sta per andare al supermercato vede un cane. Pur essendo dispiaciuto per il cane, essendo randagio, abbandonato e non nutrito, Nobita lo ignora e va al supermercato. Sulla via del ritorno Nobita dà alcune salsicce al cane, che abbaia amichevolmente e lo segue, e non appena il ragazzo se ne accorge, corre a casa sua dato che la madre non vuole che abbia un animale domestico. Nobita, tornato a casa, implora Doraemon di stampargli delle foto di posti di vacanza, ma la cosa risulta faticosa e difficile, quindi gli propone di trovare un modo migliore per cercare un buon luogo per la loro avventura, piuttosto che controllare tutte le immagini. Nobita vuole bere un succo di frutta, così arriva in cucina quando vede il cane che gli dà un enorme spavento. Sua madre passa vicino al cane ma non se ne accorge e riferisce a Nobita che non trova la sua borsa della spesa. Il cane ritrova la borsa e allora Tamako permette a Nobita di tenere il cane chiamandolo Peko. Il cane è sveglio e intelligente e va, insieme a Nobita e i suoi amici nel centro dell’Africa. Dopo un po’ di avventure il cane rivela la sua identità spiegando che è il principe di un regno dei cani, ma un brutto giorno un infido criminalaccio usurpa il trono del padre avvelenandolo e rubando tutti i progetti delle armi più tecnologiche che il primo antenato di Peko aveva nascosto per mantenere la pace. Insieme all’aiuto di altri Nobita, Gian, Suneo e Shizuka riescono a fare di tutto per riprendere il trono a Peko e a farlo sposare con la sua ragazza che il furfante voleva sposare.

Della parabola originaria del ragazzo pigro vessato dai bulli della scuola, aiutato da un robot dalle sembianze di gatto venuto dal futuro, è rimasto poco in Doraemon Il Film – Le avventure di Nobita e dei cinque esploratori: un film immerso per buona parte nel verde della giungla, alle prese con un’avventura fantasy, con incursioni nel soprannaturale. Ma la sola presenza del gattone blu – per il Giappone ormai ufficialmente un simbolo nazionale – e della sua tasca piena di chusky in grado di far fronte a ogni problema ha garantito al film di Yakuwa Shinnosuke un risultato lusinghiero al botteghino giapponese.

Doraemon Il Film – Le avventure di Nobita e dei cinque esploratori, trentaseiesimo film di animazione della longeva serie, nata come manga nel lontano 1969, è in sostanza il remake di una pellicola del 1982 (Doraemon nel paese delle meraviglie – in Italia uscito solo in home video) rimasta emblematica per alcune svolte epocali nella continuity narrativa. In primis l’adozione di un cane, desiderio impossibile di Nobita negli episodi classici della serie per la costante contrarietà della madre Tamako, che qui funge da spunto narrativo per virare sul fantasy nella bizzarra seconda parte, ambientata in un regno di cani antropomorfi.

La dinamica più classica che a un problema fa seguire una soluzione con utilizzo di chusky di Doraemon mostra la corda quasi subito, così come l’interesse per i comprimari Jian e Sonio, un tempo bulli temibili e odiosi, oggi ridotti a membri un po’ eccentrici della compagnia. Un franchise ormai difficilmente in grado di stupire, quello del gattone, sempre più incanalato sul binario della riproposizione in loop di un pattern consolidato, con un politicamente corretto dilagante (nei confronti degli animali ma soprattutto nell’interazione tra i ragazzi protagonisti) che lo rende più didattico ma sempre meno coinvolgente.

Doraemon – il film del 2014 aveva suscitato un risveglio di interesse per il trattamento in CGI e il relativo restyling dei personaggi, elemento mancante in Doraemon Il Film – Le avventure di Nobita e dei cinque esploratori, assai classico anche da un punto di vista tecnologico e di cura dell’animazione (benché ovviamente superiore rispetto all’originale del 1982).

Scheda Film

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