Recensione Dolce Remì (seconda parte)

Passato l’inverno, i Driscoll partono con i loro carri per vendere in giro per l’Inghilterra la merce accumulata, ma durante la sosta in un villaggio approfittano ancora di Capi per mettere a punto l’ennesima rapina. Il colpo però non va a segno e fuggono lasciando Remì, per farlo incolpare del furto a causa della presenza di Capi sempre al suo fianco, riconosciuto come “il cane dei rapinatori”. Il bambino viene quindi arrestato e processato e viene deciso il suo trasferimento nelle carceri della contea… ma Mattia non ha certo abbandonato l’amico e con l’aiuto di Bob riesce a mettere a punto un piano d’evasione che riesce alla perfezione, permettendo loro di imbarcarsi finalmente alla volta della Francia.

Tornati in Francia, i due decidono di rimettersi in cammino seguendo il corso dei fiumi così da avere più probabilità di incontrare il Cigno… soprattutto Mattia sembra ansioso di raggiungere i Milligan, anche se non svela a Remì i motivi che lo spingono con tanta premura a cercarli. Seguendo le tracce del passaggio dell’imbarcazione (che non passa inosservata agli abitanti dei vari villaggi), Remì e Mattia arrivano nel paese in cui abita Lisa, ma giunti alla sua casa, scoprono che lo zio che se ne prendeva cura è morto annegato, la moglie si era trasferita in Egitto, e che la bambina adesso si trova su un battello dove una gentile signora inglese l’ha accolta per fare compagnia al figlio malato. Dunque Lisa si trovava adesso con la signora Milligan!

Continuando il loro viaggio, riescono finalmente a raggiungere il Cigno ma scoprono che i Milligan non vi abitano più sopra e che l’hanno lasciato ormeggiato per trasferirsi momentaneamente in Svizzera, sul lago di Ginevra. Arrivati in città e non avendo la minima idea di dove potesse trovarsi la villa dei Milligan, i due amici decidono di esibirsi davanti a tutte le abitazioni sperando di essere riconosciuti da coloro che tanto affannosamente stavano cercando. Un giorno infatti, cantando davanti ad una villa, Remì sente improvvisamente una voce intonare la seconda strofa della canzone: si tratta di Lisa che per la forte emozione ha riacquistato l’uso della parola.

Riabbracciata anche la signora Milligan e Arthur, è giunto per Remì il momento di conoscere la verità sulle proprie origini: egli non è altri che il figlio scomparso della signora Milligan, rapito alla nascita dal malvagio zio, disposto a tutto pur di essere l’unico erede del patrimonio di famiglia, tanto che aveva organizzato con i Driscoll la messinscena per tenerlo lontano dalla sua vera famiglia. Mattia aveva sempre intuito la verità, ma era stato attento a non far trapelare nulla finchè, daccordo con la signora Milligan, avesse potuto smascherare i loschi piani del perfido e crudele zio.

A questo punto la serie tv si conclude col più classico, commovente e struggente degli happy end, con Remì, dopo tante avventure, traversie e sofferenze patite che riesce, finalmente, ad abbracciare la vera madre, ma in verità il romanzo di Malot prosegue ancora per qualche riga, portandoci avanti nel tempo e mostrandoci un Remì ormai uomo, sposato felicemente con Lisa e con al suo fianco anche mamma Barberin che farà da balia al suo neonato figlio. Arthur è diventato anch’egli un uomo sano e robusto, legato sentimentalmente alla sorella di Mattia, il quale ha finalmente potuto studiare musica seriamente ed è diventato un famoso compositore. E tutta la famiglia e gli amici possono finalmente riunirsi per festeggiare assieme il battesimo del piccolo Milligan che verrà proprio chiamato Mattia.

Il romanzo di “Senza famiglia” non è stato l’unica opera di Malot ad essere trasposta in animazione, infatti, anche il romanzo “In famiglia” (da molti definito il seguito di Remì, pur non avendo in comune nessuno dei personaggi del primo romanzo) ed anche questa trasposizione in animazione è giunta da noi col titolo di “Peline Story”.

Considerando l’anno di realizzazione, l’anime risulta essere sotto tutti i punti di vista di ottimo livello e di ottima fattura. Il character design e la supervisione dei disegni sono ad opera di Aiko Sugino e le magistrali scenografie sono di Shikiro Kobayashi che le ha curate così bene da risultare particolareggiatissime. C’è da segnalare anche un episodio curio, i disegni di questa serie hanno generato l’equivoco che fosse realizzata in 3D, in realtà il gioco visivo è dato da più sovrapposizioni di fondali mobili (realizzati non a caso da Shichiro Kobayashi), che danno una reale sensazione di profondità. La colonna sonora è curata da Takeo Watanabe e le riprese sono di Hirokata Takahashi.

Oltre al già citato film del 1970 (anch’esso giunto in Italia), nel 1980 fu realizzato un secondo lungometraggio, questa volta realizzato rimontando e sintetizzando (forse un po’ troppo) gli episodi e gli avvenimenti della serie tv risultando, pur tuttavia, estremamente fedele e gradevole nella visione, con l’immancabile finale toccante.

Remi’ inoltre, fu uno dei primi anime ad essere trasmesso in Italia, dalla Rai prima e dalle emittenze locali dopo, a seguito del grande successo riscontrato con la messa in onda di Heidi e Goldrake, che di fatto hanno aperto la strada degli anime in Italia.

L’edizione italiana di Remì è stata (come per altre serie) abbastanza travagliata, la serie è stata trasmessa una prima volta dalla Rai e successivamente da piccole emittenti locali per poi sparire nell’oblio fino a qualche anno fa, quando Mediaste l’ha riesumata ridoppiandola interamente e riproponendola con più passaggi televisivi.

Qualche anno fa la serie è uscita anche in edicola in vhs e successivamente ha beneficiato del formato digitale in un’ottima edizione di tutto rispetto, sempre da edicola e proposta dalla De Agostani, casa editrice che in questi ultimi anni si è rivelata estremamente attenta ai gusti degli appassionati e che ripetutamente ha proposto delle interessanti collane arrivate con delle edizioni nettamente al di sopra delle uscite tipiche da edicola. L’edizione in questione risulta essere abbastanza curata e ripropone la serie nella sua integralità, con una notevole qualità della traccia video ed un’ottima traccia audio che, totalmente priva di imperfezioni, che permette di gustare totalmente sia la bellezza della serie che la bravura degli impeccabili doppiatori italiani.

Ogni DVD è corredato da una speciale scheda che permette di approfondire la conoscenza dei vari personaggi della serie e svela anche alcuni piccoli retroscena e tutto questo senza intaccare minimamente la collana che è composta da ben 25 DVD. In conclusione se già conoscete ed amata questa serie compratela, se ancora non la conoscete compratela, in entrambi i casi rimarrete estremamente soddisfatti dell’acquisto fatto e dal pregevole titolo inserito nella vostra videoteca personale, se invece già possedete la serie allora rivedetela e se mi permettete un’ulteriore piccolo suggerimento, comprate anche il romanzo da cui è tratta la serie e leggetelo, saprà regalarvi ore indimenticabili esattamente come la serie tv.

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