Recensione Capitan Harlock 3D

Harlock? Perché quell’uomo continua a combattere? Sono queste le domande del narratore all’inizio e alla fine di questo film. Anno 2977, l’umanità ha lasciato la terra cercando nuovi pianeti nell’universo. Ma nessun luogo nell’universo sembra sia adatto al genere umano, così dopo tanti secoli l’uomo vuole tornare a casa, tornare sulla Terra, ma questo è impossibile perché ci sono più di 500 miliardi di uomini sparsi per il cosmo, la terra non potrebbe mai sopportare una simile popolazione. Si scatena allora una guerra, la guerra di “Came Home”, tra chi vuole difendere il pianeta e chi vuole tornare a casa. Finito il conflitto la Coalizione Gaia dichiara la Terra zona inviolabile, terra sacra, l’umanità potrà solo vederla da lontano come un sogno irraggiungibile, come un paradiso terrestre oramai perduto, come una speranza.

La coalizione Gaia governa un’umanità stanca, disillusa e prossima all’estinzione. Per la coalizione la Terra è diventa un simbolo di una religione con cui tenere l’umanità nell’eterna speranza della salvezza, ed è disposta a tutto per tenere in piedi questa illusione. L’unico ad opporsi, a combattere e a conoscere la verità è Capitan Harlock e la sua potente astronave Arcadia. Harlock sembra immortale infatti continua la sua lotta da ben cento anni.

Questa è la storia senza troppi spoiler di Space Capitan Harlock 3D. La storia ci viene narrata attraverso gli occhi di Yama, un ragazzo appena arrivato sull’Arcadia, una spia con il compito d’uccidere Harlock. Yama è agli ordini di suo fratello maggiore Erza, comandante molto ambizioso della coalizione rimasto Paralizzato dalla vita in giù e con un profondo odio.

Questo film ci riporta la figura di Capitan Harlock creatura del grande autori di manga Leiji Matsumoto, da noi molto famoso per la serie TV andate in onda dalla Rai negli anni 80. Capitan Harlock è importante per la Generetion X degli anni 80 nello stesso modo di Goldrake, così molti non vedevano l’ora di rivederlo in questo nuovo film CG 3D. Questo non è l’Harlock che tutti credono, ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo rispetto al pirata della spazio degli anime e del manga. Harlock adesso è una figura molto più umana rispetto al simbolo di libertà assoluta che si vedeva nell’anime e nei manga, la sua storia è stata sporcata con un passato che rivela degli errori e un profondo senso si colpa, è un uomo ossessionato, forse folle. Una figura sfuggente non dissimile al capitan Nemo del Nautilus del romanzo di 20.000 leghe sotto i mari di Jules Verne in guerra contro tutta l’umanità, un essere immortale come Davy Jones, ossessionato fino alla follia come il capitano Hacab di Moby Dick, mentre la sua stessa Arcadia sembra una nave fantasma come quella dell’Olandese volante, il cui equipaggio è immortale condannato a vivere in eterno senza mai poter trovare un approdo sicuro.

Molti vedendo questo film hanno detto che Harlock è una figura marginale rispetto al nuovo giovane protagonista Yama, come anche rispetto agli altri membri dell’equipaggio dell’Arcadia. In realtà anche restando sullo sfondo, la figura di Harlock mostra tutta la sua forza, il suo carisma e la sua umanità.

La trama del film è ricca di colpi di scena, di situazioni inaspettate soprattutto per chi già conosce il personaggio protagonista e s’aspetta situazioni degne di un film per bambini. Harlock qui è un antieroe maledetto, degno del Batman di Nolan o quasi di un Satana da Paradiso Perduto di Milton.

Molte sono le citazioni e i rimandi alle vecchie opere di Harlock, che non sfuggo a un fans ben informato, per esempio il numero di codice di Harlock S000999 preso dalla seconda serie, l’Arcadia è la quarta nave di classe Death Shadow, questo trova anche una spiegazione anche nel film, ma questa Arcadia è davvero la quarta nave di Harlock se si considerano la Death Shadow, l’Arcadia blu della prima serie e l’Arcadia verde della serie SSX. Meeme l’aliena che comanda il potente motore a Darkmater della nave pirata è l’ultima della razza aliena dei Nibelunghi citazione dal manga dell’oro del Reno, un viaggio sul pianeta Tocarga del sistema di Goram.

L’Arcadia è magnifica mai stata cosi oscura e potente, con il classico teschio sulla prua e la parte di antico veliero del 600 sulla poppa, mai inquadrata per intero così da sembrare ancora più grande e misteriosa, da sembrare in certi punti un essere vivente, con un armamento così potente che da sola riesce ad affrontare un’intera flotta terrestre, il numero delle sue torrette sembra infinito, in una scena di battaglia quando passa da parte a parte un’astronave quasi si sente la mancanza del rostro di prua, la lama che serviva da arma finale nella serie degli anni 70.

Nel film c’è una forte influenza del Steampunk, nelle armi, armature (l’equipaggio dell’Arcadia ha delle armature che ricordano gli scafandri del Nautilus) nei vestiti e nelle uniformi. Per ribadire il ruolo quasi religioso della coalizione Gaio, la sua sede richiama l’architettura di una cattedrale gotica come Notre Dame o il duomo di Milano, ma bianca e luminosa, completamente in contrasto con l’oscura Arcadia.

Tra i personaggi dell’equipaggio della nave pirata, Kei Yuki che è presente in ogni opera di Harlock, qui ha un aspetto simile a quello antico, anche se rimodernato, più battagliera e sexy a ricopre il ruolo di primo ufficiale, Yattarana che non è più il genio nanerottolo appassionato di modellini della vecchia serie, ma il più agguerrito dei pirati.

Il film è visionario, la CG è praticamente perfetta, il 3D è funzionale al film e da un’esperienza unica, anche la colonna sonora accompagna bene le scene epiche.

In definitiva un film che merita almeno una visione sul grande schermo in attesa di un’adeguata edizione home video.

A cura di Alan Gray

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