Brisby e il segreto di NIMH

Recensione Brisby e il segreto di NIMH

Brisby e il segreto di NIMH (The Secret of NIMH) è un film d’animazione del 1982, tratto dal libro Mrs. Frisby and the Rats of NIMH, scritto dall’autore americano Robert C. O’Brien.


Il cast originale della pellicola è composto da: Elizabeth Hartman, Derek Jacobi, Peter Strauss, Dom DeLuise, John Carradine, Arthur Malet, Paul Shenar, Hermione Baddeley, Wil Wheaton, Shannen Doherty, Frank Welker.

Il cast vocale italiano della pellicola è composto da: Flaminia Jandolo, Gianfranco Bellini, Giorgio Piazza, Piero Tiberi, Carlo Alighiero, Flora Carosello, Rossella Acerbo, Sergio Di Stefano, Sergio Tedesco, Michele Gammino.

La signora Brisby, una dolce topolina di campagna rimasta vedova del marito Jonathan, vive con i suoi quattro figli all’interno di un vecchio mattone nel campo di un contadino di nome Fitzgibbon. Brisby si sta preparando a traslocare, in quanto si sta avvicinando il periodo in cui Fitzgibbon ara il campo con un trattore, ma è impossibilitata a farlo dato che il figlio Timothy è gravemente malato.

     

La signora Brisby chiede consiglio al signor Agenore, vecchio amico del marito defunto, il quale le fornisce una medicina. Tornando a casa la topolina incontra Geremia, un corvo svitato ed esuberante ma gentile alla disperata ricerca di una ragazza, ed i due si aiutano a vicenda a sfuggire da Dragon, il feroce gatto di Fitzgibbon. Il giorno seguente, la signora Brisby esce di casa di prima mattina e scopre che il contadino sta mettendo in moto l’aratro e che passerà proprio sulla sua casa. Disperata, riesce con l’aiuto di zia Bisbetica (una sorta di tata che accudisce i suoi figli) a sabotare la macchina agricola ma è conscia che entro il giorno seguente le cose ricominceranno.

Zia Bisbetica allora le suggerisce di andare a chiedere consiglio al Grande Gufo, creatura temutissima dai topolini in quanto cacciatore degli stessi. Per amor del figlio, la signora Brisby, aiutata da Geremia, giunge all’abitazione del gufo. Il Grande Gufo rimane sorpreso nello scoprire che lei è la moglie di Jonathan. Brisby domanda come faccia il Grande Gufo a sapere di suo marito, ma egli replica che non è importante accennando al fatto che il nome di Jonathan è conosciuto nei boschi circostanti. Il grande gufo prima di andarsene consiglia a Brisby di provare a chiedere aiuto ai ratti che vivono all’interno del grosso cespuglio di rovi vicino alla casa del contadino, ma anche i ratti sono molto temuti dai topolini.

La signora Brisby comunque si fa coraggio ed entra nel regno dei ratti, sorprendentemente illuminato con l’utilizzo dell’elettricità (infatti il signor Fitzgibbon non si dà pace per le bollette della luce eccessivamente care). Inizialmente inseguita da un ratto brutale, incontra il signor Agenore cui spiega le istruzioni fornitele dal gufo, convincendolo a portarla da Nicodemus. Subito dopo fa amicizia con una guardia, Giustino, il quale la conduce al cospetto delle personalità più importanti fra i ratti, i quali si mostrano subito interessati, in quanto il nome Brisby non è a loro affatto estraneo. La signora incontra quindi Nicodemus, il saggio e mistico capo dei ratti, che l’accoglie gentilmente e le consegna un prezioso amuleto che brilla e acquisisce un grande potere quando portato da un cuore coraggioso.

Nicodemus spiega alla signora Brisby la vera storia del marito Jonathan dopo averle rivelato in che modo è morto: questi, assieme all’amico Agenore ed a molti altri topi e ratti erano stati ingabbiati dagli uomini dell’Istituto Nazionale per la Salute Mentale (National Institute of Mental Health, N.I.M.H.), un luogo oscuro e misterioso, come cavie per alcuni esperimenti. Questi esperimenti avevano reso topi e ratti incredibilmente intelligenti, in grado di leggere, scrivere e comprendere complessi concetti di meccanica ed elettricità, oltre ad aver allungato la durata delle loro vite. Grazie a Jonathan Brisby, topi e ratti riuscirono un giorno a fuggire dalle loro gabbie, ma durante la fuga tutti i topolini, a parte Jonathan e il sig. Agenore, restarono uccisi. I ratti allora si stabilirono nel groviglio di rovi presso la casa del contadino Fitzgibbon, sfruttando l’elettricità di quest’ultimo e dando così inizio alla costruzione della loro grande abitazione con complessi meccanismi, come ad esempio ascensori e camere speciali.

Finita la narrazione, Nicodemus promette alla signora Brisby che tutti i ratti, in riconoscenza di quello che Jonathan fece per loro, l’aiuteranno a spostare la sua abitazione all’esterno del campo coltivato, così che il piccolo Timothy non debba uscire all’aria aperta aggravando la sua terribile malattia. Ringraziatolo, la signora Brisby si congeda e si prepara per il giorno stabilito (aiutata dalla “Zia Bisbetica”), sebbene abbia sentore del dissenso che si andava creando tra i ratti, insoddisfatti della loro attuale dimora e della loro ruberia nei confronti del contadino progettando di trasferirsi in un nuovo luogo chiamato Valle Spinosa.

Il malvagio Cornelius, il rappresentante dell’opposizione, non sembra invece essere minimamente amareggiato da una vita da ladro, e non ha quindi nessuna intenzione di lasciare il cespuglio di rovi. Prepara quindi con un suo assistente un piano, secondo il quale un incidente voluto e prestabilito durante le manovre per spostare la casa della famiglia Brisby, dovrebbe far cadere il grosso mattone addosso a Nicodemus, uccidendolo.

Arriva il giorno del trasloco e mentre Brisby si trova intrappolata in casa Fitzgibbons (catturata dopo aver drogato il cibo di Dragon per neutralizzarlo temporaneamente), il piano di Cornelius va in porto: l’anziano Nicodemus rimane schiacciato. Brisby, liberatasi, arriva subito dopo e rivela di aver sentito Fitzgibbons parlare al telefono con il Nimh e che sono tutti in pericolo. Cornelius per farla tacere l’aggredisce e scopre che porta l’amuleto che ha sempre bramato. Giustino ed altri però scoprono il complotto e dopo un lungo combattimento contro Giustino, Cornelius viene ucciso dal suo stesso assistente che gli si rivolta contro, pentito di ciò che è successo (prima di morire lui stesso perché gravemente ferito dal suo capo).

A questo punto la casa di Brisby incomincia a sprofondare nel fango con i figli dentro. A nulla valgono i frenetici tentativi dei ratti e della stessa Brisby. Ma l’amuleto, anch’esso sprofondato nel fango, rispunta fuori e, ardente e brillante, fluttua verso Brisby che lo afferra. Si sprigiona così il suo immenso potere, che fa riemergere la casa dal fango per poi collocarla sul lato sicuro della roccia. Alla fine Timothy guarisce ed i ratti si trasferiscono a Valle Spinosa (sfuggendo agli uomini del Nimh che avevano deciso, in accordo col contadino, di abbattere il cespuglio dei rovi per ucciderli) capeggiati da Giustino. Il film finisce con l’incontro tra Geremia e una cornacchia, tra i quali scocca immediata la scintilla.

Come dicevamo in apertura, Brisby e il segreto di NIMH è una produzione statunitense del 1982 di derivazione letteraria, per la prima regia di Don Bluth e le musiche del geniale eschimese J. Goldsmith. Un autentico “cartone oscuro” per adulti, di taglio mitico-avventuroso: vorremmo che l’avido lettore si soffermasse un poco su questa microcategoria – o sottogenere, se si vuole –, per introdurla accortamente nella sua propria tassonomia semantica. L’oscurità e la destinazione sottilmente adulta, sotto le apparenze di una lucidatura tutta di superficie, induce a più d’una comparazione con l’AOR (deriva etica ed estetica del “prog”, già recentemente e spudoratamente sbertucciato in altri contigui lidi): analogia che poniamo, porgendola alle argute, intemerate ermeneutiche del lettore, senza svilupparne però i ragguardevoli cascami.

La storia di Brisby ci riporta per assimilazione alla nostra condizione di uomini, stigmatizzando però il comportamento di quegli esseri umani che, “per semplice curiosità scientifica”, maltrattano e torturano poveri animali indifesi. Un tema complesso e di difficile interpretazione quello della sperimentazione animale, che il film affronta con grande sensibilità.

Non è poco per questo genere di pellicola: avrà appassionato i ragazzi che hanno avuto la fortuna di vederlo e ha tanto da dire ancora oggi, ai bambini e agli adulti.

Brisby e il Segreto di Nimh è un film tenero ed appassionante, per chi sa ascoltare con la mente e con il cuore.

Scheda Film

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