Home Animazione Recensione Batman: Under the Red Hood

Recensione Batman: Under the Red Hood

68
0
Batman: Under the Red Hood

Batman: Under the Red Hood è un film d’animazione direct-to-video del 2010 diretto da Brandon Vietti e basato sui personaggi del supereroe Batman e del vigilante Cappuccio Rosso.


La pellicola è tratta dalla storia a fumetti Batman: Cappuccio Rosso (Batman: Under the Hood) scritta da Judd Winick, il quale è anche sceneggiatore di questa trasposizione.

Il casto vocale originale è composto da: Bruce Greenwood, John DiMaggio, Neil Patrick Harris, Jensen Ackles, Jim Piddock, Jason Isaacs, Wade Williams.

Il cast vocale italiano è composto da: Fabrizio Pucci, Gerolamo Alchieri, Daniele Raffaeli, Gianluca Crisafi, Oliviero Dinelli, Roberto Draghetti, Stefano Mondini.

Sarajevo. Joker ha catturato e sta torturando Jason Todd, il secondo Robin, allontanandosi solo dopo averlo lasciato in fin di vita; in una corsa disperata Batman raggiunge il casolare in cui il ragazzo meraviglia è rinchiuso, ma l’edificio esplode lasciando trovare all’eroe solo il corpo esanime del suo giovane assistente.

Gotham City, cinque anni dopo. Il misterioso Cappuccio Rosso prende il comando del traffico di droga della città sottraendolo a Maschera Nera; nel frattempo Batman, con l’aiuto di Nightwing, neutralizza l’androide Amazo, trasportato da sgherri di Cappuccio Rosso. I due inseguono il criminale, che si rivela particolarmente addestrato ed equipaggiato e addirittura a conoscenza dell’identità segreta di Batman, e più tardi fanno visita a Joker nel manicomio di Arkham per chiedergli se conoscesse il misterioso vigilante, in quanto anche lui, una volta, aveva usato quell’identità: il giorno in cui incontrò Batman per la prima volta e cadde accidentalmente nella vasca di liquido chimico che lo ha reso quello che è ora. Il clown principe del crimine, tuttavia, afferma di non conoscerlo.

Maschera Nera, vedendo il suo impero criminale minacciato da Cappuccio Rosso, ordina che venga eliminato a qualsiasi costo; durante uno scontro che vede coinvolti Batman e Cappuccio Rosso contro dei mercenari professionisti conosciuti come la “Mano dei Quattro”, il Cavaliere Oscuro recupera e confronta il sangue del misterioso vigilante con quello di Jason: coincidono. Scopre quindi che la tomba del ragazzo contiene un fantoccio e si reca allora da Ra’s al Ghul; quest’ultimo rivela che cinque anni prima era stato lui ad ingaggiare Joker come diversivo: la morte di Robin tuttavia non era prevista e, sentendosi responsabile, aveva provato a riportarlo in vita attraverso una Fossa di Lazzaro, dalla quale uscì vivo ma cambiato. Il suo lato peggiore aveva preso momentaneamente il sopravvento e nella fuga si era gettato dall’alto del suo castello, facendo credere a Ra’s che fosse di nuovo morto, ma sentendo le notizie riguardanti Cappuccio Rosso ha capito che è sopravvissuto.

     

Nel frattempo uno stremato Maschera Nera arriva ad allearsi col Joker per liberarsi di Cappuccio Rosso e lo fa evadere da Arkham. Per il suo piano contro lo spietato giustiziere, però, Joker arriva ad usare come esca Maschera Nera e i suoi uomini: quando si trova di fronte a lui, però, Cappuccio Rosso rivela che tutti i suoi piani miravano esclusivamente ad incontrarsi proprio con Joker e solo Maschera Nera aveva le capacità di farlo uscire di prigione.

Al suo arrivo Batman cerca di recuperare Joker, ma Cappuccio Rosso riesce a rapirlo e intima al Cavaliere Oscuro di raggiungerlo al Vicolo del Crimine, lo stesso luogo dove Batman scoprì Jason bambino che cercava di rubare le ruote della Batmobile. Arrivato sul posto, Batman si scontra in un combattimento all’ultimo sangue contro Cappuccio Rosso, il quale alla fine rivela la sua identità al suo vecchio mentore: è proprio Jason Todd. Batman decide di fermarlo una volta per tutte e i due finiscono nell’appartamento dove Jason ha portato Joker e lo ha malmenato con un piede di porco (sorte che precedentemente era toccata a lui). A questo punto Jason afferma che non ce l’ha con Batman perché non è riuscito a salvarlo, ma perché non ha ancora eliminato Joker dopo tutti gli omicidi da esso compiuti ed intima al Cavaliere Oscuro di farlo in questo momento con una pistola, altrimenti sarà pronto a sporcarsi le mani lui stesso.

Batman, tuttavia, è deciso a non oltrepassare mai quel confine e riesce a neutralizzarlo ferendolo alla mano destra. A questo punto Jason usa la sua ultima carta: aziona degli esplosivi che elimineranno lui, Batman e Joker. L’uomo pipistrello cerca di impedire la detonazione ma viene fermato da Joker, il quale è finalmente felice di morire portando con sé il suo vecchio nemico con il suo ex aiutante. Batman riesce tuttavia a stenderlo e questa volta salva Jason dall’esplosione; mentre lo cerca tra le macerie, Batman scopre che Joker è incredibilmente sopravvissuto, seppur ferito gravemente, mentre Jason sembra essersi volatilizzato.

Ritornato nella Batcaverna, Batman osserva il costume di Jason. Alfred chiede se sia il caso di rimuoverlo, dopo ciò che è successo, ma Bruce risponde che non cambierebbe nulla.

Subito dopo, addolorato, Batman se ne va con la Batmobile ed ha un ultimo ricordo di Jason quando divenne il nuovo ragazzo meraviglia.

Trattasi a furor di popolo di uno dei film più riusciti dello studio di animazione della Warner, nonché uno dei film di Batman più oscuri e violenti. Per temi e situazioni rivaleggia infatti con l’ormai nefasto “Batman Beyond: Return of the Joker”, che presentava praticamente la prima scena di tortura su un bambino mai vista nella storia di Batman.

Dovendo scegliere, questo è il film animato sull’uomo pipistrello che davvero ci sentiamo di consigliare. Anche se si potrebbe contestare fermamente il ripescaggio commerciale di certi personaggi, il conflitto genitoriale presente è emozionante. In pratica hanno ripescato la trama del fumetto targato 1989 “Una morte in famiglia” e ne hanno fatto un seguito. Certo il film non è privo di difetti, ad esempio il Jocker, pur reso magnificamente crudele sotto le risate, si vede tagliato troppo spazio e anche la messa da parte di Nightwing e il modo in cui succede non è piacevole a vedersi. Capiamo la necessità di concentrarsi tra i due protagonisti maggiori, ma Dick Grayson è e resta un ottimo personaggio, con dei tormenti propri e legato in buona parte a Red Hood, quindi gli si poteva dare benissimo molto spazio in questa storia.

Scheda Film

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui