Recensione Batman Noel

Con l’arrivo delle feste Natalizie ecco la recensione di un fumetto di Batman proprio a tema festivo: Batman Noel.

Opera di Lee Bermejo, non nuovo a storie dell’universo di Batman, insieme a Brian Azzarello realizzò lo splendido Joker, una storia che deve protagonista la nemesi del cavaliere oscuro. Con Noel in veste d’autore unico curando sia testi che disegni.

Bermejo per questa avventura natalizia di Batman s’ispira al famoso Canto di Natale di Charles Dickens del 1843. Prima di recensire il fumetto è bene scrivere un po’ dell’opera originale. Canto di Natale (A Christmas Carol) è forse l’opera più famosa di Dickens, quella che vanta più riproduzioni per il grande e piccolo schermo (non c’è serie tv americana che non abbia un episodio a tema natalizio ispirato a questo romanzo breve). A Christmas Carol è una storia di fantasmi, il cui protagonista è Ebenezer Scrooge, un vecchio arido e tirchio che la notte di natale riceverà la visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del presente e quello del futuro. Gli spiriti riusciranno a redimere Scrooge trasformandolo in un uomo completamente diverso, generoso e altruista. Solo un genio come Dicksen poteva trasformare una storia gotica, nella più famosa storia di Natale di tutti i tempi, famosa soprattutto in Gran Bretagnia e negli Stati Uniti, da noi è invece poco conosciuta.

In realtà questa non è la prima storia di Batman ispirata da quest’opera di Dicksen, esiste uno speciale di Halloween (1995) ad opera di Jepf Loeb e Tim Sale, dove al posto del Natale c’è la festa delle streghe.

Bermejo trasforma Batman in un nuovo Scrooge, il cavaliere oscuro è di nuovo a caccia del Joker e per riuscire a catturare il suo nemico tormenta il povero Bob, piccolo criminale e padre single di un bambino di nome Tim. I personaggi sono ispirati da Bob Cratchit, il segretario di Scrooge e suo figlio Tim il più piccolo e malato.

In questa storia il personaggio di Batman è molto indurito dalla sua stessa guerra contro il crimine, oscuro come non mai. L’avventura sembra venir narrata dallo stesso Bob, che fa riferimento a Batman chiamandolo più volte Scrooge.

A fare la parte di Jacob Marley, il socio d’affari di Scrooge nel racconto di Dickens, abbiamo il secondo Robin Jason Tood ucciso dal Joker in morte in famiglia. Robin rappresenta anche gli anni in cui la carriera di Batman sembra più facile e piena di speranza, divertenti e persino ridicole con riferimento alla serie Tv degli anni 60 con protagonista Adam West.

Il primo “fantasma” è Catwoman, che rappresenta lo spirito del Natale passato. Catwoman è una figura del passato di Batman, con il loro eterno gioco a rincorrersi. In un immagine ammiriamo Catwoman con il suo primo costume usato negli anni 40, mentre ha intrappolato Robin, lasciandolo in balia di una tigre.

Finito l’incontro con Catwoman ecco il secondo “fantasma” Superman, lo spirito del Natale presente. Chi meglio di Superman può rappresentare lo spirito natalizio, resta il dubbio che sia davvero l’eroe di Metropolis o solo una illusione o la coscienza stessa di Batman. La figura di Superman è appunto avvolta in una luce calda. Dopo una visita a Bob, Superman porta Batman in giro per Gotham mostrandoli come le persone normali della città festeggiano il Natale, poi una visita a casa del commissario Gordon che ha invitato un suo agente per la vigilia.

Superman porta Batman alla Bat-mobile, ma questa esplode e arriva l’ultimo “fantasma” quello del Natale futuro: il Joker. Come nel racconto di Dickens, l’ultimo spirito e quello più inquietante. Il Joker trascina Batman in un cimitero buttandolo in una fossa. Durante il sonno Batman vede il futuro, Gotham è in fiamme e dei giovani emuli di Batman armati di mazze uccidono dei criminali, tra loro c’è pure Tim adulto. Lui e gli altri si scontreranno con i Jokers.

Questo Joker è simile a quello della storia di Bermejio e Azzarello, anche questo ha delle cicatrici ai lati del bocca, anche se formano un ghigno simile al Joker più tradizionale. E’ completamente pazzo e simile a una forza della natura.

I disegni sono superlativi, il tratto di Bermejo è fantastico. Il suo Batman è un personaggio molto reale, il costume non è una semplice calzamaglia, ma una vera armatura di Spandex, Kevlar e pelle, si notano soprattutto le cuciture. Il costume misto alla sagoma imponente fanno di questo Batman, un Batman maturo, duro, vecchio e inasprito dalla sua lotta.

La colorazione di Barbara Ciardo è molto buona, funzionale al tratto, ma anche alla storia, fredda e priva di colori forti con le scene di Batman, più calda con gli altri personaggi e con le visioni del passato.

Edito da noi dalla Lion in versione cartonata con una splendida copertina con Batman arrabbiato nel cimitero, sul retro del volume statue dei fantasmi: Catwoman e Superman, e il volto scolpito su una lapide del Joker. Il volume è arricchito con una introduzione di Jim Lee che racconta come Lee Bermejo sia arrivato a diventare un grande disegnatore professionista tramite un Workshop alla Wildstorm. Come extra ci sono alcune spiegazioni sulla creazione dei personaggi di Catwoman e Superman, e il layout di alcune tavole.

A Cura di Alan Gray

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