¤ Recensione Alla ricerca di Dory

Alla ricerca di Dory (Finding Dory) è un film d’animazione del 2016, sequel e spin-off di Alla ricerca di Nemo del 2003, diretto da Andrew Stanton, prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Walt Disney Pictures.


A comporre il cast vocale originale troviamo: Ellen DeGeneres, Albert Brooks, Diane Keaton, Eugene Levy, Ty Burrell, Willem Dafoe, Dominic West, Idris Elba, Kaitlin Olson, Vicki Lewis, Jerome Ranft.

A comporre il cast vocale italiano troviamo: Carla Signoris, Charlotte Infussi D’Amico, Sara Labidi, Luca Zingaretti, Gabriele Meoni, Ugo Maria Morosi, Melina Martello, Carlo Valli, Francesca Manicone, Ambrogio Colombo, Stefano De Sando, Pasquale Anselmo, Marco Mete, Stefano Masciarelli, Sebastiano Pezzulli, Gerolamo Alchieri, Franca D’Amato, Licia Colò, Alex Polidori, Renato Cecchetto, Stefanella Marrama, Becky L’anatra, Silvia Pepitoni, Angelo Nicotra, Massimo Corvo, Oliviero Dinelli, Luca Graziani, Giò Giò Rapattoni, Alessandro Ballico, Massimiliano Rosolino, Baby K.

Un anno dopo il salvataggio di Nemo, Dory inizia ad avere sogni frammentari della propria vita prima di incontrare Marlin e Nemo, in particolare dei suoi genitori. Dopo aver sentito una lezione di Mr. Ray sulla migrazione, dove animali marini usano l’istinto per tornare a casa, i ricordi di Dory vengono innescati e lei ha il bisogno improvviso di trovare i suoi genitori, solo ricordando vagamente che vivono al “Gioiello di Morro Bay, California”. Marlin, ancorché riluttante, accetta di accompagnare Dory. Con l’aiuto di Scorza, Dory, Marlin e Nemo cavalcano la corrente oceanica fino in California. Dory poi vaga vicino a un naufragio, dove i tre devono sfuggire a un calamaro gigante, che quasi uccide Nemo. Marlin incolpa Dory di aver messo in pericolo Nemo: ferita, Dory sale in superficie e viene salvata da volontari del Marine Life Institute.

   

Dory viene mandata alla sezione quarantena dell’istituto, dove incontra un polpo di nome Hank. Hank desidera la targhetta di Dory, dato che essa indica che anziché essere rimessa in libertà come gli altri pesci verrà mandata a un acquario permanente a Cleveland. Hank, a causa di un’esperienza traumatica, ha paura di vivere in libertà e vorrebbe vivere in cattività per sempre, quindi stringe un patto con Dory: la aiuterà a trovare i suoi genitori in cambio della sua targhetta. Grazie a vari indizi e a frammenti di memoria, Dory deduce di essere nata nella sezione dell’istituto chiamata Alto Mare, quindi i suoi genitori devono essere lì. Lungo la strada viene aiutata dalla sua amica d’infanzia Destiny, uno squalo balena, e Bailey, un beluga che crede di aver perso la sua abilità di ecolocalizzare. Dopo aver lasciato la sua vecchia casa nell’espositore dell’Oceano Aperto, Dory scopre che tutti i pesci chirurgo come lei vengono trasferiti a Cleveland, quindi i suoi genitori dovrebbero essere tornati in Quarantena. Nel frattempo, Marlin e Nemo tentano di salvare Dory e vengono aiutati da un paio di leoni marini, Fluke e Rudder, che li presentano a un’amichevole ma stupida strolaga di nome Becky. Becky li fa entrare nell’Istituto con un secchio e Marlin e Nemo passano per vari espositori prima di ritrovare Dory nel labirintico sistema di tubi dell’Istituto.

Riuniti, i tre vanno nel reparto Quarantena, dove trovano il serbatoio che contiene gli altri pesci chirurgo. Loro spiegano che quando Dory da giovane venne risucchiata dal sistema di tubi dell’istituto, i suoi genitori andarono a Quarantena per cercarla ma non tornarono mai, quindi probabilmente morirono. Mentre Dory è sotto shock, Hank tenta di far uscire lei, Marlin e Nemo, ma riesce a recuperare solo Dory. Marlin e Nemo finiscono nel serbatoio di pesci chirurgo, che viene caricato nel camion diretto a Cleveland. Nella fretta di scappare, Hank rischia di essere catturato da un dipendente dell’istituto ed accidentalmente fa cadere Dory in una fogna, lasciandola di nuovo sola nell’oceano. Avendo dimenticato perché si trovi nell’oceano, Dory nuota senza metà finché s’imbatte in una scia di conchiglie. Ricordando che i suoi genitori le dissero di seguire una scia di conchiglie per tornare a casa, Dory segue la scia e si riunisce ai suoi genitori, Charlie e Jenny. Essi rivelano che quando non trovarono Dory in quarantena, dedussero che fosse scappata nell’oceano, così scapparono dall’istituto e per anni hanno lasciato scie di conchiglie nella speranza che Dory le trovasse e le seguisse fino a casa. Felice di aver ritrovato la sua famiglia, Dory ricorda che deve salvare Marlin e Nemo.

   

Destiny e Bailey scappano dai loro espositori per aiutare Dory a intercettare il camion. Riescono a fermarlo temporaneamente chiedendo alle lontre di andare in autostrada e distrarre il traffico. Destiny poi lancia Dory nel cielo e le lontre la prendono e la portano al camion. Una volta dentro, Dory tenta di aiutare Marlin e Nemo a scappare, ma viene accidentalmente lasciata indietro. Con la porta del camion chiusa, Dory convince Hank che vivere in libertà non è così male e Hank acconsente ad aiutarla a scappare di nuovo. Lavorando insieme dirottano il camion e lo fanno finire nell’oceano, liberando i pesci all’interno. Riuniti, Dory, i suoi genitori, Hank, Destiny e Bailey tornano con Marlin e Nemo per vivere una nuova vita nella Grande Barriera Corallina.

In una scena dopo i titoli di coda, i pesci dell’acquario del dentista visti nel film precedente, ancora intrappolati nei sacchetti di plastica, riescono ad arrivare in California, dove vengono “salvati” da volontari del Marine Life Institute.

Tutto il mondo si ricorda di Dory, personaggio irresistibile alla ricerca di Nemo. Tutti tranne Dory, amabile pesciolina blu che soffre di un disturbo della memoria breve. Sorgente inesauribile di gag nel Pixar oceanico del 2003, la sua amnesia diventa il centro di una favola sulla disabilità e la maniera di convivere coi limiti che impone. Ma Dory coltiva la reciprocità, l’esperienza di scambio vicendevole con un beluga colpito da un blocco psicosomatico, uno squalo balena affetto da miopia e un uccello di mare vagamente grullo, che mettono le proprie risorse a servizio della loro piccola comunità di “pesci fuori” (d’acqua).

Invertendo i ruoli, a questo giro di corrente i pesci clown recitano i ‘rinforzi’, Alla ricerca di Dory persegue lo spirito picaresco del titolo nuotando nel mondo di Dory deformato dall’amnesia. Colpita da una fugace immagine dell’infanzia, la ex comedy sidekick si lancia alla ricerca dei suoi ricordi, scongiurando con l’azione l’oblio. Nel viaggio che la separa dall’Istituto Biologico Marino riempito di attrazioni e reminiscenze, Dory rischia non soltanto di non trovare quello che cerca ma addirittura di perdersi. Quello che la protagonista dimentica è qualche volta un gioco, qualche altra una spinta tragica, più di tutto un dispositivo drammaturgico.

Le scene sono disconnesse le une dalle altre, isolate dentro la loro bolla temporale. Ed è proprio questa memoria instabile e altalenante come la marea a fare del film di Andrew Stanton un nuovo (e grande) Pixar concettuale. Più vicino a Inside Out che Alla ricerca di Nemo, a dispetto del titolo, Alla ricerca di Dory si svolge simbolicamente nella testa di Dory, una testa da ‘riordinare’. Lo spettatore non naviga nell’immensità dell’oceano ma nella sua proiezione ludica e pedagogica, mutuata direttamente dal parco d’attrazione emozionale di Riley, l’eroina di Inside Out.

Avventura più raccolta ma non meno travagliata, Alla ricerca di Dory non ha l’audacia del film che lo ha preceduto, che si concede addirittura l’astrazione, nondimeno la Pixar ribadisce e persegue un’ambizione melodrammatica e teorica, spingendo più lontano l’intrattenimento (mentale). Sospeso tra vena familista e delirio mnemonico, tra divertimento ed emozione, Alla ricerca di Dory concepisce nei molteplici flashback la versione infantile (e mielata) di Dory, che i genitori allevano nel tenero rispetto della sua differenza. Eroina senza memoria, immersa in un parco acquatico e dentro una storia concepita come un percorso ad ostacoli, Dory rivela una formidabile attitudine al presente, all’intraprendenza e al lavoro di squadra, aggirando la sua diversità e trovando un modo altro di nuotare nell’oceano della vita.

Nel bestiario bizzarro e travolgente messo ‘in acqua’ dalla Pixar peschiamo su tutti Hank, l’octopus camaleonte, Gerard, l’otaria allocca, Becky, il volatile spiumato e bislacco e un’anonima ostrica sentimentale con un surplus di memoria, lacrime e parole che non ha mai dimenticato la sua Capasanta. Accanto alla banda accreditata di Nemo, le creature marine della Pixar seguono le correnti marine e ci conducono al largo ‘abbordando’ la nozione di solidarietà e accettazione e toccando il fondo. Del cuore.


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