Akame ga Kill! è un manga shōnen scritto da Takahiro e disegnato da Tetsuya Tashiro. Serializzato sul Gangan Joker della Square Enix dal 20 marzo 2010, in Italia è edito dalla Panini Comics.
Il manga è ambientato in un modo fantastico pieno di creature pericolose ed esseri malvagi. Tre giovani amici, Tatsumi, Ieyasu e Sayo, lasciano il loro piccolo villaggio in rovina per raggiungere la capitale dell’impero in cerca di fortuna in modo da poter risollevare le sorti del loro luogo d’origine. Durante il viaggio Tatsumi perde di vista i suoi amici giungendo solo nella capitale. Ben presto però l’idea che aveva della capitale si scontra con la dura realtà, e così Tatsumi si trova solo, derubato e senza un tetto.
Accolto da una ricca famiglia del luogo, Tatsumi crede di aver avuto una bella possibilità ma quella stessa sera la residenza dove si trova viene attaccata da una banda di assassini che si fa chiamare Night Raid. Dopo aver contrastato a fatica una degli assalitori, una spadaccina di nome Akame dal passato oscuro, Tatsumi scopre che in realtà la famiglia che lo ha accolto segretamente rapisce viandanti e vagabondi al solo scopo di torturarli a morte e trova proprio gli amici Ieyasu e Sayo tra le ultime vittime.
Furente, uccide lui stesso l’ultima sopravvissuta e finisce per unirsi ai Night Raid con la speranza di riuscire a eliminare la malvagità dell’impero. Ma potrà un assassino portare giustizia?
L’opera, in generale, presenta una trama che, anche se può risultare banale, riesce a coinvolgere anche il lettore più esperto: gli assassini, normalmente percepiti dal pubblico in modo negativo, hanno un ruolo predominante e si occupano di eliminare ciò che di brutto e corrotto esiste nel mondo per poter creare un nuovo regno. I Night Raid, infatti, sono in realtà solamente un piccolo gruppo che fa il cosiddetto “lavoro sporco” per quello che è l’esercito rivoluzionario, intenzionato a fare un colpo di stato e a eliminare il primo ministro, principale responsabile della degradazione e della rovina del regno. L’imperatore, infatti, è solamente un ragazzino, ed è solo il primo ministro a muovere i fili dietro all’esercito e alla repressione di ogni suo possibile rivale politico.
Per quanto riguarda i personaggi, troviamo tra i Night Raid assassini con caratteri completamente diversi e con obiettivi diversi, ma che si aiutano l’un l’altro durante le missioni creando così forti legami: si passa da chi, come Akame, che dà il nome alla serie, sembra sempre priva di emozioni (una sua caratteristica è dire sempre “eliminare” prima di far fuori un obiettivo) a chi, come Leone, che viene dai bassi fondi della città, è sempre piena di vita. Troviamo tra i membri di questo gruppo anche Najenda (il boss) che era un generale dell’esercito; Bulat, anch’esso soldato prima di unirsi ai Night Raid e sempre dedito ad allenarsi; Mine, molto permalosa e sicura di sé; Sheele, il tipico esempio di ragazza goffa e con la testa tra le nuvole; Lubbock, apparentemente molto pigro ma pieno di risorse. Ciò che unisce questi protagonisti è il fatto che si considerano parte della stessa famiglia. Ognuno di loro ha avuto un brutto passato alle spalle, ma l’ha superato e si è impegnato per riuscire a raggiungere il proprio obiettivo.
Altra particolarità di questo manga, è quanto sia spietato. Infatti Takahiro non fa differenza tra i personaggi, che siano personaggi principali o antagonisti, potrebbero fare tutti una brutta fine. Ma non è spietato solo in questo, basti vedere lo stile di disegno e la violenza presente.
La tanta violenza infatti è strana, visto che negli altri manga del suo genere c’è si, ma in quantità minore.
L’unica cosa che non mi é piaciuta molto, sono i personaggi stereotipati (la tsundere, il pervertito, la “oppai”), ma questo non vuol dire che sono brutti, visto che io mi ci sono affezionato comunque.
Dal punto di vista tecnico, il character design è piacevole e proporzionato, il tratto è tutto sommato pulito, mentre gli sfondi non sono particolarmente curati o suggestivi, per quanto vari.
Le scene d’azione sono emozionanti e di media durata, il che le rende ancora più godibili, rispetto ai combattimenti interminabili presenti in altre opere di carattere simile. Notevole anche l’assenza dei tanto odiati e ingiustificati power up che risolvono gli scontri a favore dell’eroe di turno.
In conclusione, Akame ga Kill! è sicuramente uno dei manga che sa invogliare il lettore nel proseguire la lettura senza mai interromperla, grazie al suo sapiente mix di atmosfere leggere e cupe, alla sua capacità di mantenere il lettore in perenne tensione e alla sua imprevedibilità, dato che la sopravvivenza dei buoni non è affatto scontata. Questo manga è decisamente consigliato a chi desidera una lettura impegnata, ma mai noiosa, con momenti drammatici e altri dai toni più scherzosi, con una vivida rappresentazione dei combattimenti e di efferate violenze che non risparmiano nessuno.
