Era nell’aria che Paperman, un cortometraggio animato di sei minuti diretto da John Kahrs e prodotto dai Walt Disney Animation Studios vincesse l’ottantacinquesima edizione degli Academy Awards, ne avevamo parlato in tempi non sospetti qui, pubblicando integralmente il cortometraggio e l’intervista al regista con le fasi di lavorazione di Paperman, allora avevamo parlato di piccolo capolavoro.
Paperman si è aggiudicato l’Oscar sbaragliando una nutrita schiera di concorrenti: “Maggie Simpson in The Longest Daycare” di David Silverman, (ne avevamo parlato qui), “Adam and Dog” di Minkyu Lee, “Fresh Guacamole” di PES, “Head over Heels” di Timothy Reckart and Fodhla Cronin O’Reilly, nel video che vi proponiamo ecco i canditati e la proclamazione del vincitore: John Kahrs col suo breve discorso di ringraziamento
Il lavoro di John Kahrs, frutto di una nuova tecnica di animazione che riesce ad integrare, la vecchia tecnologia di animazione e le tecnologie contemporanee.
La storia racconta, in un elegante bianco e nero, un amore a prima vista di un semplice impiegato e una donna incontrata sulla banchina aspettando il metrò. Tra i due solo sguardi e neanche una parola. Dalla finestra del suo ufficio però il giovane la rivede nel grattacielo di fronte. Affiderà ad aeroplani di carta, ma soprattutto ai capricci del vento il compito di attirare l’attenzione della donna amata. Nessun dialogo. Tutto è affidato alla fantasia e ai sentimenti. Ripubblichiamo molto volentieri l’intero cortometraggio, seguito però da un altro breve video, che siamo certi susciterà qualche polemica
Paperman riesce a guadagnare quell’atmosfera retrò, di una New York degli anni quaranta, grazie ad un uso innovativo di tecniche di animazione, come avevamo spiegato nel precedente articolo. Invece il video che andiamo a pubblicare sotto fa uso di quella che può definirsi la classica animazione, fatta di disegni in sequenza e tante idee, si intitola “Paroles en l’air” autore il francese Sylvain Vincendeau, ed è un video datato 1993 che dura 7 minuti e 15 secondi, lasciamo a Voi ogni considerazione guardando i due video dell’articolo.
Mai come in questo caso le immagini parlano da sole, lasciamo a Voi ogni commento e vi lasciamo con le parole dell’autore Sylvain Vincendeau:
“PAROLES EN L’AIR è un progetto che voglio sviluppare al di fuori del normale ritmo del cartone animato, ma la lentezza di uno stato d’animo poetico e contemplativo … Il mio desiderio è quello di evidenziare la bellezza delle piccole cose, la poesia di sensazioni di vita quotidiana e tutto ciò che l’uomo, da solo o nel suo rapporto con gli altri … mi sforzerò di distillare l’allegria di una poesia di Jacques Prévert, l’indifferenza di una canzone Charles Trenet e la semplicità di un film di Paul Grimault. “
…diciamo che il regista si è – liberamente – ispirato al lavoro dell’animatore francese… stendendo un pietoso velo su cosa e come fa l’animazione la Disney