“Dino Battaglia – Le immagini parlanti” un’esposizione dedicata alle tavole del maestro veneziano che verrà ospitata nella suggestiva cornice del Chiostro di Voltorre, a Gavirate, provincia di Varese dal 16 marzo al 2 giugno 2013. In mostra alcune delle tavole di Battaglia, definito un “pittore prestato al fumetto” che ha reinterpretato alcuni grandi capolavori della storia della letteratura, dal “Cantico di Natale” di Charles Dickens allo “Strano caso del Dottor Jekill e del Signor Hyde” di Stevenson, in cui il forte contrasto tra chiari e scuri riproduce graficamente la lotta tra Jekill e Hyde e rivela una concezione quasi fotografica della tavola da parte di Battaglia. Dalle tavole de “Il Golem”, omaggio alla sua passione per il cinema muto, alle opere di Edgar Allan Poe La caduta della casa degli Usher, Il sistema del Dott. Catrame e del Prof. Piuma caratterizzate da un forte simbolismo e da chiare citazioni artistiche, per giungere infine ai racconti di Guy de Maupassant (Due amici, il tragicomico Un colpo di stato, Mamma Sauvage, Palla di Sevo e La signorina Fifi) ambientati durante la guerra franco prussiana da cui si evince l’amore dell’autore per le uniformi ed in cui i forti contrasti delle tavole precedenti lasciano il posto al grigio in tutte le sue sfumature.
Veneziano di nascita, la sua carriera di disegnatore inizia nell’immediato dopoguerra (1945) lavorando, assieme a Hugo Pratt e ad altri autori (come Mario Faustinelli e Alberto Ongaro), per la rivista Asso di Picche. Quando, nel 1948, il gruppo di Asso di Picche si sposta in Argentina a lavorare per l’editore italo-argentino Cesare Civita, Battaglia rimane in Italia, trasferendosi a Milano e sposandosi con quella che sarà la compagna di una vita (oltre che la colorista), Laura De Vescovi. A Milano realizza per la Mondadori le tavole di parecchi episodi di Pecos Bill. Collabora anche a L’Intrepido e disegna fumetti pubblicati in Inghilterra sul Daily Mirror.
Per L’audace illustra nel 1954 L’isola del tesoro e Peter Pan. Nel 1955 e 1956 disegna El Kid su testi di Gianluigi Bonelli.
Dal 1956 al 1959 disegna quattro storie per Il Vittorioso, le più famose delle quali sono Il corsaro del Mediterraneo e Piuma bianca.
Lunga e fruttuosa è la collaborazione con il Corriere dei Piccoli e, successivamente, con il Corriere dei Ragazzi, durata dai primi anni sessanta fino al 1972. Su queste riviste Battaglia lavora alla riduzione di fiabe e romanzi cavallereschi, spesso su sceneggiatura di Mino Milani.
Proprio sul Corriere dei Piccoli nel 1965 pubblica I cinque della Selena su testi di Mino Milani, storia di fantascienza utopica di un equipaggio che decide di ripararsi dal male condividendo una nuova vita con gli alieni che non conoscono la menzogna e la cattiveria.
Nel 1967 pubblica sulla rivista Sgt. Kirk la riduzione di Moby Dick, opera che segna la sua maturità artistica e che dimostra che Battaglia ha acquisito ormai uno stile proprio, particolare e ben definito.
Da tale momento in poi, Battaglia inizia a tradurre in fumetti varie opere di autori classici, specie dell’Ottocento quali Poe, Lovecraft, Stevenson e Hoffmann pubblicandole sulla rivista Linus; verranno poi raccolti nel volume Totentanz. Sono disegni goticheggianti, che lo faranno qualificare come Maestro delle tenebre. Di particolare pregio risulta il suo segno nelle tavole del volume Battaglia racconta Maupassant (edizioni Milano Libri), che raccolgono varie storie pubblicate su Linus tra il 1968 e 1977 tratte dai racconti dello scrittore francese Guy de Maupassant.
Negli anni settanta collabora con il Messaggero dei ragazzi e Il Giornalino delle Edizioni Paoline per i quali crea alcuni lavori di carattere religioso e agiografico quali Antonio da Padova e Frate Francesco (1974) ed altre memorabili rivisitazioni a fumetti, questa volta con una vena umoristica e grottesca, quali Till Eulenspiegel (1975), sceneggiato da Piero Zanotto, e nel 1979 Gargantua e Pantagruel, dal celebre romanzo di Rabelais del 1532, sull’adattamento scritto dalla moglie Laura Battaglia. Tutte le storie di Dino Battaglia per Il Giornalino verranno in seguito ripubblicate in edizione hardcover dalle Edizioni Paoline.
Verso la fine degli anni settanta inizia una collaborazione con la casa editrice Bonelli, per cui realizza L’Uomo della Legione e L’Uomo del New England nell’ambito della celebre serie Un uomo un’avventura.
Battaglia non si è mai dedicato al fumetto seriale, ma verso la fine della sua carriera ha comunque creato un suo eroe di carta: l’ispettore Coke, protagonista di storie ambientate all’inizio del XX secolo; Coke è stato protagonista di due storie (“I delitti della fenice” e “La Mummia”) e di una terza (“Il mostro del Tamigi”) rimasta incompiuta.
Dino Battaglia attraverso i suoi disegni perfetti, senza guide, correzioni o sbavature, come confermato dalle parole della moglie: “disegnava in maniera rapidissima”, che le sue matite “erano perfette” e che “non c’era nulla di troppo”, è riuscito a conferire ad un genere considerato “popolare” la dignità di “letteratura disegnata”.