Jerusalem un milione di parole per Alan Moore

Alan Moore ha lavorato per oltre quindici anni a alla stesura di un romanzo, non saranno i sette tomi di “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust, ma lo scrittore inglese nella sua ultima fatica ha utilizzato seicentomila parole per comporre il suo secondo romanzo.


Fumettista, scrittore, musicista e mago, Alan Moore risulta essere una delle personalità più eccentriche e geniali nel panorama culturale Inglese. All’età di sessant’anni dopo aver segnato la storia del fumetto entrando nell’immaginario collettivo con graphic novel come Watchmen e V per Vendetta, ha appena concluso il suo secondo romanzo: Jerusalem.

Jerusalem, come la sua precedente narrazione The Voice of the Fire è ambientato nella sua città natale: Northampton. Se nel primo romanzo l’intera cittadina veniva esplorata nell’arco di 10.000 anni di esistenza. “Stavolta”, aggiunge lo scrittore, con l’ironia che lo contraddistingue, “l’opera sarà meno cosmopolita e si concentrerà solo sui tre o quattro isolati dove sono cresciuto io. Tanto sono comunque il luogo storico più importante dell’area.

Per l’uscita di Jerusalem, che sarà pubblicato in Gran Bretagna da Knockabout nell’autunno 2016, Alan Moore tornerà a prendere in mano le matite per disegnare la copertina del libro, attività a cui non si dedicava più da tantissimo tempo.

Il Italia, Jerusalem, sarà pubblicato dalla Rizzoli Lizard che già dal 2014 ne aveva comprato i diritti a scatola chiusa, annunciandone, con un po’ di ottimismo, l’uscita per il 2015.

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