In occasione del ventennale della Planet Manga, la Panini Comics ripercorre i vent’anni di successi con una serie di interviste che oggi prosegue con la seconda intervista del ciclo. Si prosegue con l’intervista a Simone Airoldi, Direttore Mercato Italia di Planet Manga.
Continuiamo a curiosare tra i ricordi di chi venti anni fa lavorava dietro le quinte per far esordire i primi fumetti giapponesi targati Panini Comics. Una chiacchierata per recuperare e condividere con tutti i nostri lettori un po’ dell’atmosfera che nel 1995 si respirava in quel della redazione di Bologna, tra una pagina e l’altra dei primi albi Planet Manga.
Oggi a rispondere è il Direttore Mercato Italia Simone Airoldi!
Dov’eri e di cosa ti occupavi nell’estate del 1995?
Eravamo in Piazza Galileo, a Bologna, e come responsabile Marketing e Commerciale mi occupavo di tutti i fumetti editi da Marvel Italia srl, all’epoca appena fusa con Panini srl nella nuova realtà, oggi ancora più prosperosa, di Panini SpA.
Cosa ricordi della prima serie targata Planet Manga che hai avuto in mano?
Se ricordo bene era Silent Moebius, cui fecero seguito subito dopo Dark Angel ed Elementalors. Era strano vedere un formato pocket in bianco/nero, e ci chiedevamo se avrebbe avuto successo oppure no. Ci sono voluti anni prima che l’intero progetto Planet Manga decollasse, forse nel 1995 era perfino troppo anticipatore.
Qual è la serie di questi vent’anni di produzione alla quale ti senti più legato e perché?
Confesso di non essere un grande lettore di fumetti manga seriali, ho sempre prediletto le opere uniche. I volumi di Taniguchi, per esempio, mi sono sembrati dei capolavori fin dalla prima lettura, così come Ali d’Argento di Tachihara.
Non è facile immaginare le difficoltà e gli imprevisti che si devono affrontare per arrivare a proporre ai lettori sempre il miglior albo possibile.
Ricordi un aneddoto particolarmente divertente di questi anni?
Visto che son passati oramai venti anni e più, vorrei raccontare soprattutto le difficoltà per iniziare a pubblicare fumetti manga in Italia. Già nel 1994, alla fiera del libro di Francoforte, incontrammo i maggiori Licenzianti Giapponesi chiedendo loro i diritti per pubblicare in Italia i loro successi. Ci risposero che sarebbero stati ben felici di concederci delle licenze… ma solo a patto che potessimo dimostrargli di essere già editori di fumetti manga.
E il corto circuito ci tenne in stallo per diversi mesi, fin quando non riuscimmo a convincere Kadokawa a concederci un atto di fiducia…
Potendo scegliere, quale mangaka ti piacerebbe invitare in Italia?
Probabilmente Kentaro Miura, visto che il suo Berserk è stato tra i primi grandi successi della nostra linea editoriale e ancora oggi è una super-hit senza eguali.
