¤ Intervista a Alex Bertani per i 20 anni di Planet Manga

In occasione del ventennale della Planet Manga, la Panini Comics ripercorre i vent’anni di successi con una serie di interviste che oggi prosegue con la quarta intervista del ciclo. Si prosegue con l’intervista a Alex Bertani, Senior Marketing Manager di Planet Manga.


Dov’eri e di cosa ti occupavi nell’estate del 1995?
Vivevo e lavoravo a Bologna, in Marvel Italia, nella ormai “mitica” sede di Piazza Galileo. Erano anni incredibili. Ricchi di passione ed emozione. Mi occupavo, esattamente come oggi, di marketing. Eravamo partiti editando i fumetti Marvel, ma in breve tempo iniziammo a pensare di voler essere un editore più completo; in questa logica l’arrivo ai manga fu un passo brevissimo.

Cosa ricordi della prima serie targata Planet Manga che hai avuto in mano?
Delusione. Silent Moebius. Non lo conoscevo bene. Quando in redazione arrivarono le prime copie staffetta pensai che forse non era un grande partenza per la nostra divisione manga. Asamiya non è mai stato uno dei miei autori preferiti. Non sapevo ancora che nel giro di poco tempo avremmo pubblicato una raffica di capolavori del calibro di Alita, Evangelion, Berserk e via dicendo.

Qual è la serie di questi vent’anni di produzione alla quale ti senti più legato e perché?
Akira. Un manga, opinione personale, ancora oggi forse insuperato. Per spessore narrativo e potenza grafica. Un capolavoro assoluto del fumetto mondiale. Avevo seguito l’edizione Glenat che si era interrotta a due numeri dalla fine. Così quasi per provocazione andai da Marco Lupoi e gli dissi: “Ma perché non prendiamo la licenza e la portiamo a compimento?”. Mi sembrava qualcosa di impossibile e invece andò proprio così. Finimmo la serie nel formato che fu di Glenat e poi la riproponemmo integralmente in altre edizioni.

Non è facile immaginare le difficoltà e gli imprevisti che si devono affrontare per arrivare a proporre ai lettori sempre il miglior albo possibile. Ricordi un aneddoto particolarmente divertente di questi anni?
La cultura giapponese e in genere il loro modo di affrontare i problemi ma anche la vita in generale sono molto difformi dalle nostre. Occasioni che hanno generato “qui pro quo” o situazioni divertenti o strane ce ne sono state tante, difficile sceglierne una. Ricordo una telefonata in cui una segretaria ci informò che il suo responsabile non era al momento in ufficio (in Giappone era ormai tardissimo pomeriggio) ma di non preoccuparci perché lo avremmo trovato più tardi dopo la sua… ehm… “pausa cena”. Che dire? Chapeau!

Potendo scegliere, quale mangaka ti piacerebbe invitare in Italia?
Tra gli autori Planet Manga? Facile: Otomo. Un genio.
Tra quelli invece che non hanno mai pubblicato per Planet Manga (e che quindi ahimè non posso invitare) farei sicuramente la fila per un autografo di Mitsuru Adachi un narratore con una grande capacità di investigare l’animo umano con profondità, realismo e grandissima sensibilità.

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