Unastoria

Gipi: Unastoria e lo Strega

Non illudiamoci, sarà dura… non per vincere, ma solo per partecipare. Come cultori della “Nona Arte” non possiamo che essere felici ed apprezzare la campagna per far partecipare la nuova Graphic Novel di Gipi al premio letterario per antonomasia in Italia: lo Sterega! Quindi, ma non illudiamoci, del resto lo stesso Gipi, al secolo Gianni Pacinotti, ha dichiarato in merito alla crociato pro Strega: “Io la prendo a ridere”, e sul suo profilo Facebook ha commentato la cosa con ironia:

  Fandango ha candidato “Unastoria” al premio Strega… In realtà io aspiravo al premio Stock 84… 

Domenico Procacci (co-editore con la Fandango per il fumetto di Gipi) ha intrapreso una battaglia per la partecipazione all’ambito Premio Strega. Una missione che suona quasi impossibile, visto che le graphic novel non sono mai state presi in considerazione da questo premio. Ma l’edizione del 2014 potrebbe conoscere una storica innovazione, tutto dipenderà da come verrà interpretato il regolamento. Procacci ha rilasciato alcune dichiarazioni alle agenzie di stampa, precisando che il regolamento dello Strega parla di narrativa in prosa. Effettivamente la storia di Gipi non è in rima, quindi, a suo parere, potrebbe andare bene.

Il Comitato direttivo del premio letterario dovrebbe riunirsi per discutere sull’ammissibilità dell’opera di questo volume edito da Coconino Press-Fandango.

Gli interessi dietro al premio letterario più ambito in Italia sono enormi, si vocifera che una vittoria valga circa duecentomila copie di venduto, ma pure entrare nel giro dei finalisti porta con sé incontri, promozione, interviste, pubblicità. Non è un caso che ogni anno la serata finale, si trasformi in un testa a testa micidiale fra Mondadori ed Rcs Libri. Gli altri la spuntano una volta ogni dieci anni, per questo motivo partecipare allo Strega per l’opera di Gipi sarebbe come vincerlo.

Unastoria

“Se il diciottenne si svegliasse di colpo una notte. Si alzasse. Ed allo specchio si vedesse [per magia] per maledizione con la faccia con la pelle dei suoi futuri cinquantanni, [morirebbe] vomiterebbe. Ma invece, ma invece, scivolando secondo dopo secondo, per anni e poi decenni, sempre distratto da altro. Un giorno, non più diciottenne ello si alzerà. Andrà allo spicchio [nel bagno] e si vedrà mica male per quel momento, di colpo, una notte. Mica male, mica male penserà”

Unastoria è la storia di un uomo che va in pezzi. Silvano Landi, scrittore di successo lasciato dalla moglie, alla soglia dei cinquant’anni finisce in un ospedale psichiatrico. Lo hanno trovato in stato confusionale su una spiaggia. Sembra non comprendere più la realtà e disegna ossessivamente due cose che ricorrono nelle sue visioni: una stazione di servizio e un grande albero spoglio. Landi è affascinato dalle lettere ritrovate del bisnonno, soldato della Prima guerra mondiale, che dalle trincee scriveva a casa. Sempre a un passo dalla morte, ma animato da un’incrollabile volontà di vivere per poter tornare un giorno dalla moglie e dal figlio.

Le due storie, il presente di Silvano Landi e il passato del suo avo Mauro, si intrecciano e diventano unastoria. La storia della fragilità di ognuno di noi, sospesi tra la bellezza e il continuo sentimento della sua perdita, tra la dolcezza e la tragedia della vita. Sotto i cieli dipinti ad acquerello di una natura magnifica e indifferente, splendida e crudele, Gipi disegna piccole donne e piccoli uomini di ieri e di oggi, le lacrime e le speranze che da sempre ci segnano il viso.

Unastoria è la storia di quel punto di svolta nella vita oltre il quale si affaccia alla coscienza, d’un tratto, la paura di invecchiare e morire. È la storia di una caduta nell’abisso. E di come però, nonostante tutto, ogni volta ci si può rialzare.

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