I mitici mattoncini di plastica nati in Danimarca oltre sessanta anni fa fanno la gioia non solo dei più piccoli, ma anche di quei genitori mai troppo cresciuti che si divertono più dei figli con le costruzioni di plastica conosciti in tutto il mondo con il nome di LEGO.
Ne sa qualcosa chi si è trovato a passare, nel corso di Etna Comics 2018, nel corridoio limitrofo alla sala conferenze del primo piano del padiglione F1, ha avuto modo di osservare, stropicciandosi gli occhi, per la meraviglia, un sogno d’infanzia di chiunque sia cresciuto leggendo i fumetti dei super eroi Marvel.
Ben protetti all’interno delle vetrine, infatti, campeggiavano, attorniate da miriadi di piccoli personaggi in combattimento, la scuola del Prof. Xavier degli X men, il Sanctum Sanctorum del Doctor Strange, il ponte di Broooklin, la base dei Fantastici 4 e la Torre degli Inumani, tutte realizzate coi mattoncini LEGO con proporzioni reali tra i personaggi e la scenografia e complete in interno e in esterno.
Autore di cotante meraviglie, è un ragazzo (quantomeno nell’animo) di Catania, Chicco Fazio, che ha fatto del LEGO la sua passione principale.
“Ho amato il Lego fin da piccolo” – spiega – “perché si trattava di un gioco dinamico. Per un periodo crescendo l’ho abbandonato, ma poi l’ho ripreso con la nascita di mio figlio, che ora ha 21 anni e che collabora con me nella realizzazione dei miei progetti. Il mio intento è sempre stato quello di unire il LEGO ai supereroi, puntando però a realizzare playset che non sono mai stati prodotti dalla casa madre, realizzando opere tutte originali su mio progetto”.
Quello invero che colpisce di più nei set esposti, invero, oltre alla perfezione quasi maniacale con cui sono realizzate le strutture, è la grande quantità di personaggi che li animano, rappresentati i varti personaggi della Marvel nel classico formato LEGO.
“In effetti la LEGO non ha mai prodotto tutti i supereroi, ma solo qualche personaggio. La maggior parte devono essere creati ex novo utilizzando pezzi esistenti.” – spiega Chicco – “Considerato però che i personaggi LEGO hanno solo 4 snodi, io di solito preferisco utilizzare i Minimates, quasi sconosciuti in Italia, che hanno 12 snodi e quindi si prestano a poter essere posizionati in maniera più realistica”.
Gran parte dei pezzi usati per le costruzioni, tuttavia, non sono presenti nelle scatole tradizionali della LEGO. Come te li procuri?
“Alcune volte li richiedo alla casa madre, che però soddisfa solo ordini di minimo 1000/2000 perzzi, oppure li compro su Amazon o su Ebay da altri collezionisti che li vendono a peso. Discorso diverso per i personaggi. Alcuni Minimates, infatti, sono molto costosi, per cui spesso preferisco realizzare alcuni personaggi customizzandone altri o assemblando i vari pezzi sfusi di cui sono sempre ben provvisto”.
Colpisce il fatto che queste costruzioni vengono realizzate ex novo, senza alcun foglio di istruzioni. Tu come procedi?
“Beh, dopo anni di esperienza, ormai so impostare la base per realizzare qualsiasi cosa, poi procedo ad istinto, sviluppando tutto a piacere. Talvolta compro qualche set LEGO dei supereroi, ma solo per utilizzare i pezzi secondo le mie esigenze”.
Prossimi progetti?
“Diciamo che da un po’ mi ronza in testa l’idea di realizzare una nuova villa di Xavier degli X-men, ma prima devo completare la Torre degli Inumani. In ogni caso sarà sempre qualcosa legato alle serie classiche dei Supereroi Marvel, come Fantastici 4, Vendicatori e X men, che adoro”.
La speranza a questo punto è di rivederlo anche l’anno prossimo a Etna Comics, per vedere quale altro sogno d’infanzia Chicco sarà stato in grado di realizzare.
