[Etna Comics 2013] Recensione Perfect Blu

La seconda giornata di Etna Comics 2013 è stata arricchita dalla proiezione di un film anime di rara bellezza. Stiamo parlando di Perfetct Blu del compianto Satoshi Kon e liberamente tratto da un romanzo omonimo di Yoshikazu Takeuchi.. In un certo senso per questa pellicola essere proiettata a Catania è stato un ritorno alle origini, infatti, come pochi sapranno è proprio in Sicilia che il lungometraggio ha avuto la sua prima nazionale, avvenuta al festival internazionale del cinema di Taormina.

Mima Kirigoe è una idol e popstar facente parte del gruppo delle CHAM, un terzetto formato da altre idol come lei che cantano un j-pop allegro e orecchiabile. Nonostante i numerosi fan, però, Mima è insoddisfatta della sua carriera e vorrebbe diventare un’attrice: infatti presto lascia il gruppo per lo sconforto dei fan (tra cui in particolare di uno stalker ossessionato da lei) e inizia a recitare in una serie drammatica.

Tuttavia alcuni fatti iniziano ad avvenire: Mima riceve delle minacce, tra cui un fax che l’accusa di essere una traditrice, e scopre l’esistenza di un sito internet chiamato Mima’s Room in cui qualcuno, con inquietante precisione, descrive le sue giornate nei minimi dettagli.

La carriera di attrice procede bene, fino al punto in cui le viene proposto di girare una scena di stupro. Ciò la sconvolge profondamente, al punto di renderla incapace di distinguere tra fantasia e realtà: in alcune occasioni ha delle allucinazioni in cui vede se stessa in tenuta da CHAM. La situazione peggiora ulteriormente quando alcune delle persone che avevano lavorato allo sceneggiato in cui lei recitava vengono ritrovate uccise brutalmente, e alcuni indizi fanno pensare che sia lei la colpevole. A causa del suo stato di instabilità mentale però lei non può confermare o smentire di aver commesso quei delitti, e per di più la presenza del misterioso stalker si fa sempre più inquietante.

Pluripremiato lungometraggio di animazione e primo degli psycho thriller della storia dei cartoni animati, per la regia dell’ottimo (ed allora esordiente) Satoshi Kon, uno dei più famosi assistenti di Katsuhiro Otomo che si farà notare anche per la versione anime di Viale del tramonto (Millennium Actress, 2001), anch’esso arrivato in Italia in edizione Home Video.

Da sempre affascinato dalle meccaniche del cinema e dello spettacolo, Kon prende la sceneggiatura di questa pellicola (tratta da un romanzo di Yoshikazu Takeuchi) che inizialmente doveva essere portata sullo schermo da attori in carne e ossa, e le dà forma con la sua matita in una maniera virtuosa, lontano da quel solito freddo esercizio di equilibrismo stilistico tipicamente nipponico. Lineare e compatto, riesce a tenere saldamente i fili della suspense, tessendo la trama a perfezione. Asetticità, immobilità, solitudine si mescolano come in un mazzo di carte falsate, dove non si eccede nel sensazionalismo o nel facile psicologismo. Come è facile sottolineare, gli anime non sono necessariamente per bambini. Qui si gioca con Hitchcock, con quell’antagonista che mescola e sconvolge il destino, fino a moltiplicare la personalità della protagonista, le sue storie, i suoi luoghi, la sua voce. Ma non confondetelo assolutamente con Guardia del corpo! Sarebbe un affronto! Mima è sola di fronte alle sue visioni e ai cadaveri che le si presentano sotto gli occhi, non c’è nessun Kevin Costner a salvarla… Bellissime le musiche, orecchiabili, ma anche introspettive. Egregio il doppiaggio: una menzione particolare a Elisabetta Spinelli che presta magistralmente la voce alla protagonista.

Dicevamo che il film in origine doveva essere un live action, va detto che il progetto originale fu abbandonato in favore di una versione animata dopo che il grande terremoto di Kobe del 1995 danneggiò gli studi di produzione. Sicuramente si è trattato di una fatalità, ma da una simile disgrazia è nata una perla dell’animazione e ci ha regalato uno dei migliori e geniali registi dell’animazione giapponese degli ultimi quindici anni che, forse, senza quel terremoto non si sarebbe mai accostato all’animazione.

Come accennavamo in apertura, Satoshi Kon ci ha lasciato, scompare alle 6:20 del 24 agosto 2010 per un tumore al pancreas, diagnosticatogli allo stadio terminale appena il 18 maggio dello stesso anno. Al momento della sua morte, il regista stava ultimando il suo nuovo lungometraggio per la Madhouse, intitolato Yumemiru kikai, (purtroppo attualmente ancora incompiuto) cui ha dedicato tutte le sue ultime energie. Nel messaggio pubblicato postumo sul suo sito web, intitolato significativamente sayonara (“addio”), Satoshi Kon scrive al pubblico della sua malattia e del suo ultimo lavoro, accomiatandosi con queste parole:

« Pieno di gratitudine per tutto ciò che di buono c’è nel mondo, poso la mia penna.

Con permesso. Satoshi Kon »

Queste furono le ultime parole di un regista che in poche opere (appena 4 film ed una serie tv) è cresciuto e maturato tantissimo. La scelta optata dagli organizzatori di Etna Comics per questa pellicola, pur essendo già stata pubblicata in Blu Ray e DVD dall’editore Yamato Video, c’è sembrata molto più che azzeccata e, forse in maniera un po’ egoistica, ci auguriamo e speriamo che in una delle prossime edizioni della tre giorni catanese, si dedichi una retrospettiva a questo regista così sognatore e visionario.


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