Etna Comics 2012 Diabolik 1968 Mario Bava

Diabolik è la creatura più originale del fumetto italiano, nato nel 1962 inaugura il ciclo dei neri, fumetti tipicamente italiani dal formato tascabile di 12×17 cm, dove il protagonista è un criminale che sta in una zona d’ombra tra il bene e il male. Diabolik è un ladro che riesce a mettere in atto furti impossibili, che uccide senza rimorso, ma che ha un certo codice d’onore, insieme a lui c’è Eva Kant sua fedele compagna.

Con il successo di Diabolik si vedono nascere negli anni 60 moltissimi suoi epigoni, tra cui i più famosi e originali sono Kriminal e Satanik di Bunker e Magnus, e molti altri che fanno della violenza estrema il loro punto di forza, poi proprio come è nato il fenomeno dei fumetti neri sparirà esaurendo la sua moda o si modificherà nel fumetto erotico o nel horror. L’unico a continuare le pubblicazioni è proprio Diabolik che quest’anno festeggia i suoi 50 anni, appunto 1 novembre del 62 usciva in edicola il re del terrore, la sua prima terrificante avventura.

Negli ultimi anni però Diabolik non è più lo stesso, i suoi fumetti sono diventati più politicamente corretti, così se negli anni 60 e 70 il nostro anti-eroe uccideva senza pensarci troppo o i cattivi erano davvero crudeli e senza scrupoli; oggi fa fuori, se lo fa, solo criminali tra i più efferati per esempio trafficanti di droga e diventa testimonial di campagne contro abbandono dei cani, diventato più un marchio che un vero fumetto.

Nel 1967 Dino de Laurentiis fiuta l’affare è pensa di realizzare un film sul personaggio di Diabolik dando la regia a Mario Bava, maestro horror del nostro cinema.

Mario Bava è il mio registra preferito, è una via di mezzo tra Tarantino, Del Toro e Burton, ancora oggi resta uno dei registi più citati e “copiati” soprattutto nel genere horror.

De Laurentiis scelse lui perché ci sapeva fare con i trucchi, cioè gli effetti speciali che dovevano essere la base del un film. Il film si apre con il furto di 100 milioni di dollari da parte di Diabolik ed Eva e con la rocambolesca fuga dei due che tornano nel loro covo sotterraneo, una specie di Diabolik caverna che Bava realizzò usando pezzi di cartone e carta attaccati su una lastra di vetro, un vero genio che conosceva davvero il mezzo cinematografico.

Il film prosegue con il furto di smeraldi che il nostro eroe vuole regale a Eva per il compleanno, memorabile la scena in cui dopo il furto Diabolik sistema a forma di collie le gemme sul decolté nudo della sua amata. Poi come da programma Eva viene rapita e il protagonista deve salvarla.

Il film è pieno di riferimenti alla cultura pop degli anni 60, a partire dalla colona sonora, con in particolare una canzone Deep Down del maestro Ennio Morricone che curò l’intera colona sonora della pellicola, ma anche i vestiti e l’arredamento soprattutto del cavò sembrano essere fatti da Andy Warhol.

Il ruolo di Diabolik fu affidato a John Phillip Law, attore americano non molto espressivo, ma dallo sguardo di ghiaccio necessario al personaggio. Il ruolo di Eva Kant da prima viene offerto a Catherine Deneuve, ma non piaceva a Bava e per il suo rifiuto di girare scene di nudo, venne sostituita da Marisa Meli.

Ginko, l’investigatore eterno nemico di Diabolik, era interpretato da Michel Piccoli, mentre nel ruolo di Valmont, cattivo creato per il film troviamo il volto di Adolfo Celi, l’indimenticato attore d’origine messinese famoso per aver interpretato James Brooke nello sceneggiato Rai di un altro anti-eroe tutto italiano: Sandokan.

Diabolik è un film lontano dal fumetto, anche se il regista voleva davvero portare sullo schermo tutta la violenza delle sue storie, ma De Laurentis aveva paura che la pellicola potesse essere bloccata o tagliata dalla censura italiana, così Diabolik diventa un film d’avventura più simile alle pellicole di James Bond che all’eroe dei fumetti, ma nonostante tutto era ed è un film godibile e divertente, un avventura piena di una dose di humour,  e con una piccola dose di sensualità.

Naturalmente siamo molto lontani dagli adattamenti dei fumetti di oggi, ma resta un piccolo gioiello e uno dei molti esempi di quando il cinema italiano sapeva fare anche altri generi di film oltre alle commedie sexy o agli spaghetti western.

In occasione dei 50 anni di pubblicazione del re del terrore, Etna Comics ha presentato diverse manifestazioni: una mostra celebrativa con foto del film, immagini d’epoca delle pubblicità d’edicola, vari incontri e approfondimenti con vari esperti: lo sceneggiatore e grande conoscitore del mondo dei fumetti Tito Faraci, Lorenzo e Roberto Altariva del dk club che hanno contribuito a rendere l’evento unico oltre che interessante.

A cura di Alan Gray


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