Dylan Dog scende in politica

Dylan Dog scende sale in politica, mai avremmo pensato in questo blog di affrontare temi politici, e se avevamo volutamente glissato sui Fantastici Quattro, per le primarie del PD, adesso i personaggi a fumetti utilizzati per la campagna elettorale del movimento guidato dall’ex magistrato Antonio Ingroia sono davvero tanti, e forse non tutti sanno di essere stati arruolati da una parte politica. Come non lo sapeva Dylan Dog di essere un lavoratore a progetto

dylan dog

Così la Sergio Bonelli editore in un tagliente comunicato stampa ha dovuto prendere le distanze dall’utilizzo dei suoi personaggi per propaganda politica diffidando di fatto chiunque dall’uso dei suoi personaggi nei manifesti elettorali, questo uno stralcio del comunicato: “Sergio Bonelli Editore spa, proprietaria del nome e dei diritti di utilizzazione del personaggio Dylan Dog dichiara di non essere in alcun modo affiliata o di sostenere, con l’immagine di Dylan Dog o di qualunque altro personaggio della casa editrice, alcuna formazione politica, e diffida dall’utilizzo illecito del nome e dell’immagine delle sue proprietà intellettuali”.

Ma non è stato il solo Dylan Dog ad fare da testimonial (involontario) nella campagna politica di Ingroia, nella gallery in basso questi gli altri eroi a fumetti utilizzati con motti davvero poco credibili, così abbiamo i supereroi di casa Marvel, Wolverine  “vuol fare a pezzi il fiscal compact”, Thor “prendere a martellate la mafia e la corruzzione”, La Cosa che resta di pietra a causa degli aumenti, ma per par condicio troviamo anche i nipotini di Paperino Qui, Quo e Qua “stanchi di giocare tra le macchine”, l’infermierina Candy Candy che vuole più sanità pubblica, Mafalda che invece vuole più scuola pubblica e Lisa Simpson che urla chiedendo verità sui disastri ambientali.

E poi c’è Brontolo che fa onore al suo nome e “brontola” che non vuole lavorare fino a 70 anni, Nonna Papera che chiede sostegni per l’agricoltura e L’uomo Ragno che non vuole più arrampicarsi sugli specchi… e altri ne vedremo in questa campagna elettorale in cui i personaggi della politica sono diventati talmente poco credibili agli occhi di tutti, che i personaggi di fantasia dei fumetti appaiono più attendibili nel raccontare parole di verità.

Una volta ci si interrogava se Tex era di destra o di sinistra, o se Batman fosse un reazionario, adesso il circo mediatico della politica tira in ballo i personaggi a fumetti, sfruttandoli per i propri scopi e snaturando l’essenza stessa dei personaggi, così oggi quando parli di “er Batman” ti viene in mente un sudaticcio e corpulento “signore” che nulla a che fare col garbo e signorilità di Bruce Wayne, non solo questi politicanti hanno rovinato il nostro futuro, ma vogliono uccidere pure i nostri sogni.

2 commenti su “Dylan Dog scende in politica”

  1. in politica c’é chi scende c’é chi sale… purtroppo solo noi italiani siamo in mezzo ad un pantano.
    In ogni caso un autogol così da un magistrato attento alla legalità non me l’aspettavo, utilizzare un’immagine di cui non si detengono i diritti é un reato.

    • Per dovere di cronaca, ed in risposta a Temistocle, pubblichiamo un Twitt dello stesso Ingroia: “Ragazzi, facciamo la Rivoluzione Civile ma facciamola anche legale! Il copyright va rispettato!”
      Speriamo questo basti a calmare ogni altra polemica, anche se tutta la vicenda ha un chè di grottesco, ci sembra strano che nessuno interno al movimento si sia posto prima il problema che anche i personaggi dei fumetti hanno dei diritti che vanno rispettati, non tanto (a nostro avviso) di chi detiene il copyright, ma proprio della loro immagine nei confronti di tutti i lettori, a meno che non siano gli stessi autori a farli schierare.

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