Dylan Dog

Aumentano gli albi di Dylan Dog (Giuda Ballerino)

Se uno vuole fare il pompiere la prima cosa da fare è quella di non alimentare le fiamme, e solo dopo cercare di spegnerle con ogni mezzo. Buttare benzina sul fuoco non è certo il modo migliore per far spegnere un incendio, gli aficionados di casa Bonelli erano abituate al tono pacato di Sergio Bonelli quando questi era “costretto” ad annunciare un aumento di prezzo e quasi si scusava con i lettori.

Questa volta invece l’aumento non è stato annunciato nei soliti modi, ma è stato solo grazie alla foto dell’albo, in uscita a giugno, pubblicato su la fan page di Dylan Dog a svelare l’aumento di 0,30 cent, facendo passare la testata da 2,90 euro a 3,20 euro, la polemica è subito montata sul web, anche frasi poco gentili, e qui che secondo noi ci voleva il pompiere e non un secchio di benzina lanciato da Roberto Recchioni:

“Per chiarire (e questo sarà l’unico intervento che faremo su questa pagina riguardo ai prezzi perché non vogliamo fare polemica con voi): un albo di Dylan Dog è composto da 94 pagine di fumetto. In USA, un albo di 20 pagine (a colori, è vero) e venduto a quasi 4 dollari. In Francia, un albo di 48 pagine (di grande formato, a colori, su carta lucida e cartonato) è venduto a 14-16 euro. Se non vi interessano i paragoni con gli altri mercati, parliamo dei costi di produzione vivi (sceneggiatura, disegno, lettering, cura redazionale, ESCLUSA la stampa): per realizzare UNA singola pagina di Dylan Dog ci vogliono COME MINIMO 350 euro. Parliamo di tempi: per realizzare un albo ci vogliono COME MINIMO 10 mesi. A fronte di tutto questo, il prezzo di vendita degli albi Bonelli (ma dell’editoria a fumetti da edicola italiana in genere) è assolutamente basso. Aggiungiamo: sono anni che non c’erano aumenti. Aggiungiamo ancora: con 3 euro e venti ci pagate UNA colazione in un bar di Roma (caffè, succo, cornetto, per essere precisi). Insomma, certi commenti ci sembrano un poco ingiusti.”

In linea di principio non si può non essere d’accordo con Roberto Recchioni, quanto dice è giusto e sacrosanto, ma è il modo come lo dice lontano mille miglia dallo stile “bonelli”, che secondo noi ha disorientato i vecchi lettori ormai abituati al classico gioco delle parti.

Ora siccome nulla succede per caso crediamo che far coincidere l’aumento di prezzo con l’albo dal titolo “La paga dell’inferno” sia un abile trovata di marketing degna del miglior pubblicitario, non poteva la stessa persona, tanto abile con questa e altre trovate (Dylan Dog che si “sbenda” nel numero che segna l’inizio di un nuovo corso per l’indagadore dell’incubo) scrivere una letterina ai lettori e annunciare questo fastidioso, ma improcrastinabile aumento, con un tono pacato e amichevole come Sergio Bonelli aveva abituato negli anni i suoi lettori.

Dylan Dog 334

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