Nessun errore nel titolo, in questo post partiremo da dall’ultimo Cinecomics della Marvel dedicato al più piccolo supereroe della casa delle idee (Ant-Man) per ripercorrerne la cronologia italiana a fumetti.
Uscito qualche giorno fa al cinema la pellicola di Peyton Reed, sta vivacizzando un periodo solitamente piatto nei cinema italiani. Ant-Man è la dodicesima pellicola del Marvel Cinematic Universe nonché l’ultimo della cosiddetta Fase Due, al botteghino sta letteralmente asfaltando le altre pellicole in programmazione solo un cinecomic Marvel poteva risvegliare i cinema italiani dal tipico torpore estivo che la programmazione italiana non riesce a scrollarsi di dosso.
Naturalmente nella settimana ferragostana l’andamento del film non è confrontabile con quello degli altri film Marvel, tanto più che tra due settimane inizieranno a uscire i grandi titoli di inizio settembre, ma si tratta sempre di numeri importanti ottenuti da questo supereroe grande quanto… una formica.
Personaggi ingombrati come l’Uomo Ragno o Thor difficilmente possono essere riscritti e stravolti, il lettore medio vuole trovare dei punti di contatto con il passato dei propri eroi, mentre i personaggi secondari hanno una grande potenzialità. Possono essere sfruttati più e meglio di quelli famosi. Questo succede per almeno due motivi: meno aspettativa da parte dei fan e più libertà d’azione da parte degli autori. Irrimediabilmente quello che succede nell’universo “cartaceo” si ripercuote nell’universo “cinematografico”
Ant-Man parte proprio da questa prerogativa presentare un personaggio decisamente poco noto alla massa. Il regista Peyton Reed assolve piuttosto bene questo compito, mettendo in scena la prima vera commedia Marvel un insieme frizzante di gag e combattimenti spettacolari, e come da perfetta filosofia Marvel (supereroi con superproblemi) riesce a mettere in scena i problemi di tutti i giorni, facendo identificare lo spettatore con l’eroe: Scott Lang vuole semplicemente riconquistare sua figlia. Hank Pym vuole proteggere le sue invenzioni. Darren Cross, in fin dei conti, vuole dimostrare a tutti quanto vale…
Realizzando un film davvero per tutti, dal respiro “famigliare”.
Lo scassinatore Scott Lang accetta un ultimo colpo, ma dentro la cassaforte anziché soldi trova una strana tuta. Quando la indossa attiva un meccanismo di miniaturizzazione che lo trasforma in un minuscolo guerriero. Contattato dal creatore della tuta, lo scienziato Hank Pym, Scott si troverà di fronte alla difficile decisione di diventare Ant-Man e assieme al dottor Pym dovranno pianificare un colpo che salverà il mondo.
La prima apparizione di Ant-Man fu in Tales to Astonish Vol.1, n. 27 nel gennaio 1962, mentre in Italia il 18 febbraio 1971 su L’Uomo Ragno n. 22 dell’editoriale Corno. Proprio in appendice all’Uomo Ragno il personaggio avrà il maggior numero di apparizioni, seguito dalla testata dei Fantastici Quattro. Passata l’era dell’editoriale Corno lo ritroveremo nel 1990 su Capitan America (Star Comics), per poi approdare (1996) nella testata Iron Man e i Vedicatori (Marvel Italia)
Hank Pym, l’Ant-Man originale

Il primo uomo a rivestire i panni di Ant-Man (creato da Stan Lee e Jack Kirby) è Henry Pym, un brillante biochimico che riuscì ad inventare un siero miniaturizzante, in grado di ridurlo alle dimensioni di una formica, per poi tornare normale con un contro-siero. Il dottor Pym ideò anche un elmetto che consentiva di comunicare con le formiche e una tuta in grado di proteggere dalle radiazioni. Quando alcuni agenti del KGB tentarono di impossessarsi del suo laboratorio, il dottor Pym si auto-somministrò il siero e creò le particelle di Pym, con indosso tuta ed elmetto, si mise a capo di un esercito di formiche riuscendo ad avere la meglio sugli avversari. Fu così che cominciò a rivestire i panni di Ant-Man.
Ben presto l’eroe fu affiancato dalla miliardaria Janet Van Dyne (che divenne sua moglie) nelle vesti di Wasp. I due furono tra i fondatori del gruppo dei Vendicatori (nome ideato proprio da Wasp). In seguito Pym rivestì diverse altre identità come Giant-Man, Golia e Calabrone…
Scott Lang il secondo Ant-Man

Il secondo Ant-Man è Scott Lang, (creato da David Michelinie e John Byrne) un uomo che si trova costretto a rubare il costume originale di Henry Pym e le “particelle Pym” che gli conferiscono i poteri, nel tentativo di salvare la dottoressa Erica Sondheim, unica persona al mondo in grado di salvare sua figlia, in fin di vita, dalle grinfie di un boss della Cross Technological Enterprises, che l’aveva rapita. Una volta compiuta la sua missione e salvata la dottoressa, Scott Lang cerca di restituire il materiale sottratto al dottor Pym, ma con sua meraviglia, quest’ultimo gli fa dono dell’attrezzatura, conferendogli di fatto l’identità e i poteri di Ant-Man e dandogli la sua benedizione per la sua nuova carriera di super-eroe.
Scott continua la sua attività di avventuriero in costume con alti e bassi, diventando un membro ufficiale dei Vendicatori e degli Eroi in vendita e membro di riserva dei Fantastici Quattro.
Nell’ultimo periodo della sua carriera Scott diventa un membro attivo dei Vendicatori, ma nell’evento Vendicatori divisi muore per mano di Scarlet, che distrugge i Vendicatori.
Oggi sua figlia Cassie, membro dei Giovani Vendicatori, continua la tradizione paterna adottando inizialmente i nomi di Ant-Girl e Giant-Girl e poi, definitivamente, Stature. In seguito agli eventi di Civil War, inizialmente milita contro i ribelli di questa nefasta iniziativa, per poi essere convinta da Tony Stark a cambiare e in seguito allinearsi alle posizioni governative.
Tuttavia in una battaglia con nemico il Dottor Destino, e con alleati i Vendicatori e gli X-Men, Cassie muore, sacrificandosi, per salvare la vita del padre, che aveva precedentemente salvato dall’esplosione del Fante di cuori.
Eric O’Grady l’ultimo Ant-Man
Un ulteriore Ant-Man, un agente dello S.H.I.E.L.D. di nome Eric O’Grady, (creato da Robert Kirkman e Phil Hester) a cui è stata dedicata una serie regolare, L’incorregibile Ant-Man (vista in Italia solo nel 2012, sei anni dopo l’uscita americana).
