Anima Buenos Aires vince il Future Film Festival

Si è concluso mercoledì 17 il Future Film Festival, giunto ormai alla XV edizione; nei giorni passati abbiamo dato ampia copertura dell’evento (ne avevamo parlato qui , qui e qui) che per sei giorni ha visto diventare Bologna capitale del cinema d’animazione. Come ogni anno tante le prime visioni, le proposte fuori concorso, gli eventi speciali, la sezione riservata ai corti: FUTURE FILM SHORT, sostenuto quest’anno, oltre che dalla Provincia di Bologna, anche dalla RAI, che direttamente dal suo sito web ha programmato una selezione dei cortometraggi più interessanti. Come ogni anno poi si è tenuto il concorso dei lungometraggi d’animazione, dieci, i titoli quest’anno in concorso, provenienti da tutto il mondo che si sono contesi il Platinum Grand Prize. A giudicarli, una giuria composta da Fulvia Caprara, giornalista de La Stampa, e dal collettivo di filmmaker Zapruder. Se lo scorso anno aveva trionfato il titolo del giapponese Hiroyuki Ofiura con “A LETTER TO MOMO” quest’anno è stata l’Argentina ad aggiudicarsi il primo posto con Anima Buenos Aires di María Verónica Ramírez.

Queste le parole della giuria a motivare il premio al lungometraggio Argentino.

“propone con originalità l’immagine di un Paese ricco di idee fervide, sospeso tra umorismo e nostalgia e capace di proiettarsi oltre il difficile periodo di crisi socioeconomica. Nell’opera si legge la vitalità inventiva di diversi autori che, come in un mosaico, recuperano la struttura a episodi offrendo un esempio brillante di modello realizzativo che rappresenta uno stimolo per produttori e registi della scena internazionale”.

Menzione speciale inoltre un altro film di grande ricchezza figurativa, il monumentale Consuming Spirits di Chris Sullivan (ne avevamo parlato qui). Un film frutto di 15 anni di lavoro, un opera d’arte totale di una complessità inusitata per un film d’animazione, queste le motivazioni della giuria per la menzione speciale:  

“complesso e terribile, che trasporta lo spettatore in un mondo angusto. La programmatica sgradevolezza di uno scenario senza scampo ci si offre come materia di sogno e poesia. Un’opera potente che non scende a compromessi”.

E se questi sono stati i premiati da parte della giuria il pubblico ha votato in maniera molto differente, infatti il voto popolare vede trionfare la pellicola giapponese Travelling Daru di Ushio Tazawa, mentre ex-aequo al secondo posto il francese Una Lagrima Furtiva di Carlo Vogele e Autor De Minuit ed il tedesco Atlas di Aike Arndt.

Per la categoria corti del Future Film Short, la giuria composta dai giornalisti Andrea Fornasiero e Romano Garofalo e dall’animatore Andrew Spradbery ha premiato l’Australiano Cedric & Hope di Pierce Davison originale e simbolicissimo lavoro in stop-motion sulle imprese di Cedric, crociato in guerra santa suo malgrado, per riconquistare la principessa Faith, attratta dalla prestanza dei cavalieri.  Così si è spressa la giuria nel votarlo:

“per il monito contro gli integralismi religiosi e il confronto tra fede e progresso, coniugato con un’ottima tecnica in stop motion e un racconto originale dal gusto ironico che sconfina nel non-sense”.

Una menzione speciale è andata invece al corto Olandese Tears of Steel di Ian Hubert, corto fantascientifico sul modello roboapocalittico di Terminator, realizzato con un software open source di grafica tridimensionale:

“per l’ottima fattura degli effetti speciali e la qualità della recitazione, oltre che per l’ironia con cui è demistificata con gusto pop l’ormai convenzionale ambientazione robot-apocalittica”.

Dandovi appuntamento alla prossima edizione del festival vi lasciamo con la locandina originale del film, delle brevi note sul film ed una scheda sintetica della regista.

Anima Buenos Aires di María Verónica Ramírez

María Verónica Ramírez nata a Buenos Aires nel 1957, dopo aver studiato disegno e pittura alla Scuola d’Arte, ha seguito studi di fotografia, animazione e restauro. Ha lavorato nella pubblicità e nel 1989 ha iniziato la carriera come assistente alla regia della serie TV a pupazzi Clemente. Nel 1990 crea insieme a Caloi, Caloi en su Tinta, un programma televisivo che dirige e produce. Tra il 1993 e il 2000 ha organizzato diversi concorsi nazionali d’animazione e retrospettive che hanno girato festival prestigiosi come il Festival d’Annecy. Dal 1995 è responsabile della CT Producciones, società di produzione per contenuti TV, pubblicitari e culturali. Ha prodotto e diretto oltre cento programmi di cortometraggi d’animazione per l’Unicef a salvaguardia dei diritti dell’infanzia.

Humor, tango ed emozione si fondono in un film che rivela l’anima nascosta di Buenos Aires attraverso lo sguardo acuto dei più importanti artisti dell’animazione e della grafica argentina. Ánima Buenos Aires è composto da quattro episodi, corrispondenti ciascuno ad un diverso punto di vista, ad un luogo peculiare di questa splendida città, vitale e contraddittoria, in cui il tango ha il ruolo di protagonista principale, insieme alla musica e alla danza. Straordinariamente ricco dal punto di vista stilistico originale miscela di animazione, collage, fotomontaggio,  stop motion e stencils che si mescolano attraverso un abile utilizzo di ironia, surrealismo e poesia, che dà vita ad un film di straordinaria ricchezza stilistica e concettuale.  Il film unisce la riflessione sul passato del paese, dallo sbarco degli spagnoli, all’arrivo dei primi simboli della modernità, a uno sguardo su un futuro in bilico tra cambiamento e regressione nostalgica.  Irresistibile in particolare il primo capitolo, la storia del carnicero Alberto, e gli intervalli tra gli episodi, guidati dalla danza di due tangueristencils animati sui muri e le strade della città.

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