Nei mesi scorsi abbiamo parlato ripetutamente di Alan Moore, per iniziative tutte molto lontane dal mondo del fumetto, come ad esempio l’uscita di un suo album (trovate la notizia in questo articolo). Quest’oggi però torniamo a parlare si di Alan Moore, sempre per un’altra iniziativa legata al movimento Occupy, ma rappresenta (anche se in maniera indiretta) un ritorno al mondo del fumetto da parte dell’autore che ha scritto un saggio sul fumetto.
Se da un lato è vero che questa iniziativa sancisce un consolidamento del rapporto tra l’autore ed il famoso movimento di protesta, dall’altro lato fa sperare i fan di tutto il mondo in un ritorno di Moore al mondo del fumetto vero e proprio.
Il saggio sul fumetto sarà pubblicato nella primavera del 2013 nell’antologia Occupy Comics. Occupy Comics è un progetto kickstarter prodotto dallo studio Black Mask di Matt Pizzolo, che raccoglie lavori, disegnati e non, di autori “ispirati dal movimento Occupy Wall Street, e intenzionati a raccontare le storie di quelle persone là fuori che rischiano per un’idea”. I proventi delle vendite, ovviamente, verranno utilizzati per finanziare il movimento di protesta, secondo il paradigma dell’arte che, oltre a descrivere e diffondere il cambiamento, lo sostiene attivamente.
Il contributo di Moore a questa raccolta si intitola Buster Brown at the Barricades, ed è un’analisi della storia del fumetto come mezzo di ribellione. Rifacendosi al teorico Scott McCloud, l’autore inglese individua infatti tutta la forza riformatrice della letteratura disegnata: dagli antichissimi geroglifici blasfemi e anti-autoritari nascosti nelle piramidi alle vignette satiriche e pornografiche del 1700, dalle incisioni ottocentesche di Wiliam Blake alle strisce pubblicate sui quotidiani statunitensi agli inizi del ventesimo secolo (Buster Brown è appunto una strip umoristica creata dal pioniere R. F. Outcault nel 1902).
Già questa potrebbe essere una buona notizia, ma non finisce qui, infatti, Matt Pizzolo fondatore e organizzatore di Occupy Comics e della HALO 8 Entertainment in una e-mail a Wired ha fatto sapere che al progetto collaborerà anche il grande David Lloyd che realizzerà diverse illustrazioni che andranno a corredo del saggio.
L’adesione di Lloyd al progetto coincide anche con la riunione (dopo anni) con Moore e questo potrebbe essere inteso bene come un evento epocale che farà sicuramente parlare di se, ma non finisce qui.
Matt Pizzolo prosegue la sue email dicendo: “È giusto dire che Alan Moore e David Lloyd sono i padrini non ufficiali del movimento Occupy Wall Street. È davvero incredibile poter vedere due creatività il cui lavoro è stato fonte di ispirazione per i manifestanti di strada partecipare a un progetto creativo che si ispira dai manifestanti di strada. Si tratta di un ciclo molto virtuoso.” Dichiarazioni importanti che fanno ben capire cosa ci si dovrà aspettare da questo saggio ed ancora una volta non finisce qui, infatti Pizzolo ci da un ulteriore motivo di interesse per questo particolare progetto, concludendo la propria email dando un elenco di altri artisti che, a vario titolo, parteciperanno al progetto dando il loro personale contributo con le loro illustrazioni e gli artisti in questione sono:
Mike Allred (Madman)
Shannon Wheeler (Too Much Coffee Man)
Eric Drooker (Flood!)
Charlie Adlard (The Walking Dead)
Marc Andreyko (Manhunter)
J.M. DeMatteis (Spider-Man: L’ultima caccia di Kraven)
Joshua Dysart (The Unknown Soldier)
Steve Niles e Ben Templesmith (30 giorni di buio)
Ryan Ottley (Invincible)
Dean Haspiel (American Splendor)
Purtroppo al momento non sappiamo dirvi se l’opera in questione arriverà anche da noi ma, visti i nomi coinvolti nel progetto, ce lo auguriamo comunque, come di consueto, continueremo a seguire la vicenda da molto vicino e, non appena vi saranno gli inevitabili sviluppi, immancabilmente vi aggiorneremo in tempo reale, quindi continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!