Adattamento cinematografico internazionale per Una tomba per le lucciole

La Dresden Pictures ha annunciato l’avvenuta acquisizione per il Regno Unito dei diritti di produzione per un nuovo adattamento in Live Action di Una tomba per le lucciole, racconto romanzato semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka. I produttori Liam Garvo e James Heath hanno in progetto di iniziare le riprese nel 2014.

Ricordiamo ai nostri lettori che Isao Takahata e lo Studio Ghibli diedero vita al capolavoro animato ispirato all’opera di Nosaka nel 1988, stesso anno in cui Hayao Miyazaki realizzò per la Ghibli Tonari no Totoro. Una tomba per le lucciole fu insignito del premio speciale al Blue Ribbon-shō di Tōkyō nel 1989.

Secondo quanto raccontato dal lungometraggio del 1988, la sera del 21 settembre 1945, nell’atrio della stazione ferroviaria di Kōbe, un ragazzo muore di fame fra l’indifferenza dei passanti. Il suo unico avere è una scatola di latta che contiene piccoli frammenti di ossa. Quando la scatola viene gettata via da un inserviente, appare lo spettro di una bambina, presto raggiunto da quello del ragazzo. Inizia così il flashback che racconta la loro storia.

Nel giugno del 1945 a Kōbe l’orrore della Seconda guerra mondiale si abbatte sul giovane Seita che si vede costretto a scappare al rifugio antiaereo insieme al resto della popolazione del suo villaggio prendendosi in carico sua sorella Setsuko. Costretto a separarsi dalla madre, mentre il padre è impegnato come ufficiale nella Marina imperiale giapponese (si allude al fatto che sia probabilmente caduto in battaglia), fugge da casa senza quasi comprendere ciò che accade: è meravigliato all’inizio nel vedere che gli aerei non sganciano bombe esplosive ma incendiarie. Solo quando le case di legno intorno a lui iniziano a bruciare comprende appieno l’azione degli americani.

Durante il suo pellegrinaggio per la città rasa al suolo si reca alla scuola dove ritrova la madre. Mentre la sorella viene presa in cura da una conoscente Seita fa visita alla mamma ma la trova largamente ustionata e coperta di bende. La vede quindi morire sotto i suoi occhi e quando esce dalla scuola non gli resta che raccontare una bugia alla piccola Setsuko che da quel giorno non chiederà altro che rivedere la madre. Ma con una scusa il giovane riesce a tenerla a bada e a nasconderle la verità.

Seita si dirige quindi verso la casa di una zia, in un villaggio vicino, e riceve una calda accoglienza. La donna sembra molto disponibile e offre loro un riparo e del cibo. Seita crede quindi di aver trovato un luogo in cui stare ma, presto, quando il cibo inizia a scarseggiare, la zia si dimostra molto dura nei suoi confronti e il ragazzo si sente costretto a lasciare l’abitazione. Il personaggio della zia è caratterizzato da una forte devozione alla causa imperiale.

I due si trasferiscono quindi in un rifugio nelle vicinanze di un lago e per un po’ di tempo riescono a vivere grazie al riso che erano riusciti a comprare e ad altri prodotti che avevano lasciato nella loro vecchia casa. Ma ben presto il cibo finisce nuovamente e con i soldi rimasti il giovane non è più in grado di comprare viveri: la guerra ha portato al razionamento forzato delle provviste e nessuno può aiutarlo.

Iniziano così i tempi difficili e Seita è costretto ad allontanarsi dal rifugio per cercare il cibo arrivando a rubarlo ai contadini, che lo malmenano duramente, e a saccheggiare le case degli sfollati durante gli attacchi nemici. In questo tempo Seita assiste al veloce deperire della piccola Setsuko che ormai non ride e non gioca più come una volta, ma passa le giornate a dormire e lamentarsi. Quando Seita la porta dal dottore, questo gli confida che la bambina è denutrita e l’unica cosa di cui ha bisogno è il cibo, e non medicine.

Infine, un giorno, di ritorno dal solito pellegrinaggio in città, Seita scopre mentre va in banca dai cittadini, che l’Impero giapponese si è arreso incondizionatamente e che la flotta è stata affondata, compreso l’incrociatore dove stava il padre. Morto così anche il padre, il ragazzo scappa sofferente comprendendo che lui e sua sorella erano gli unici rimasti, senza più una casa dove andare.

Tornando al rifugio, Seita trova la sorella agonizzante nel proprio letto. La piccola è intenta a succhiare delle biglie scambiandole per delle caramelle e chiede al fratello se vuole anche lui delle polpette di riso che sono in realtà fatte di fango. Il ragazzo non può far altro che tentare di nutrirla con dell’anguria, ma ormai è troppo tardi.

Così, quando la guerra termina e la vita lentamente ricomincia, Seita è costretto a cremare la sorella da solo e a dirle addio, circondato da centinaia di lucciole danzanti nell’aria. Infine dopo qualche giorno anche Seita, ormai prostrato, muore.

Da allora sono passati molti anni e Kōbe è ora formata da moderni grattacieli, ma la sera sulla collina che sovrasta la città si possono ancora vedere Seita e Setsuko di nuovo insieme, seduti su una panchina circondati dalle lucciole.

Più di recente, in occasione del sessantesimo anniversario della fine della guerra (2005), NTV ha prodotto un retelling dal vivo delle vicende narrate in Hotaru no Haka, per la regia di Toya Sato.

Al meraviglioso e commovente film del 1988 appena descritto, seguì una produzione per la TV del 2005 è seguita successivamente da una pellicola del 2008, diretta da Taro Hyugaji.

La Dresden Pictures è la prima compagnia di produzione straniera ad ottenere i diritti di sfruttamento della storia originale che, se ben diretta, potrebbe essere un capolavoro.

Il lungometraggio di Takahata è arrivato anche in Italia ed è disponibile in edizione Home Video grazie alla casa milanese Yamato Video che ne detiene i diritti per l’Italia e si occupa della sua commercializzazione.

Il testo di Nosaka, purtroppo, anch’esso arrivato in Italia e pubblicato anni addietro sulla rivista letteraria Linea d’ombra è ormai di difficile reperibilità e lo si può considerare a tutti gli effetti un testo di grande valore letterario, storico e collezionistico.

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