¤ [Speciale Live Action] Il Marmittone – The Sad Sack (1957)

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di un film il cui titolo è Il Marmittone – The Sad Sack. Il film del 1957 è tratto dal fumetto Sad Sack di George Baker.


La regia del serial venne affidata a George Marshall un regista, attore e sceneggiatore statunitense che cominciò la sua carriera durante il periodo del muto, firmando numerosi western, un genere che in seguito non ha mai abbandonato completamente. Un altro genere in cui Marshall eccelleva era la commedia brillante: ha girato una mezza dozzina di pellicole con Bob Hope e Jerry Lewis, lavorando anche con W.C. Fields, Jackie Gleason, Stanlio e Ollio e Will Rogers.

Il ricco cast de Il Marmittone – The Sad Sack è così composto: Jerry Lewis (qui in uno dei primi girati dal comico americano dopo la fine del sodalizio artistico con Dean Martin) nei panni di Meredith T. Bixby, David Wayne nel ruolo di Dolan, Phyllis Kirk che interpreta Maj. Shelton, Peter Lorre che impersona Abdul, Joe Mantell nei panni di Pvt. Stan Wenaslawsky, Gene Evans nel ruolo di Sgt. Pulley, George Dolenz che interpreta Ali Mustapha, Liliane Montevecchi che impersona Zita, Shepperd Strudwick nei panni di Gen. Vanderlip, Abraham Sofaer nel ruolo di Hassim, Mary Treen che interpreta Sgt. Hansen.

Bisby, soldato semplice, è una frana. Per impedirgli di combinare ulteriori guai viene affidato prima alle cure di una psicologa, poi alla custodia di due caporali. Ma tutto questo non impedisce a Bisby di farsi abbindolare da un gruppo di malviventi che sta cercando di vendere un nuovo tipo di mitragliatrice a un sultano in guerra. I due caporali, con l’aggiunta di una ballerina, lo salveranno giusto in tempo, anche se in seguito a varie peripezie, dato che erano stati catturati e imprigionati.

Inizialmente concepito per essere un film destinato alla coppia Martin & Lewis, il copione fu in seguito rivisitato per il solo Jerry Lewis.

La comicità di Jerry Lewis in questa pellicola è l’unica ancora di salvezza per un film che pecca di un “copione informe, mal sceneggiato, poveramente dialogato e svogliatamente diretto.” La pellicola risulta così poco appariscente e godibile non per un pessimo soggetto da cui è tratto ma per il pesante rimaneggiamento che ha dovuto subire per supplire all’improvvisa assenza di Dean Martin che, come accennato pocanzi, aveva appena rotto il sodalizio artistico con Jerry Lewis. Per chi fosse troppo giovane per conoscere i fatti, diciamo che, il 25 luglio 1956, a dieci anni esatti dall’inizio della loro unione artistica, Lewis e Martin annunciarono la loro separazione nel corso di uno show al Copacabana di New York. Da più parti arrivarono richieste, ingaggi e proposte affinché i due si ricongiungessero, ma la rottura fu definitiva. L’affiatamento era venuto meno a causa dello sbilanciamento dei ruoli cinematografici via via sempre più a sfavore di Martin. Particolarmente imbarazzante fu la pubblicazione di una fotografia sulla copertina di Look Magazine, che nel 1954 utilizzò un’immagine pubblicitaria del duo, tagliando però la metà della foto in cui appariva Martin. Ecco spiegato perché Il Marmittone abbia risentito così pesantemente di questa improvvisa rottura che ne ha determinato una repentina riscrittura del copione.

Originariamente disegnato in pantomime da George Baker, Il marmittone ha debuttato nel giugno del 1942 come un fumetto nel primo numero della rivista settimanale Yank, the Army Weekly. Il fumetto fin da subito si è rivelato essere molto popolare, e un’edizione da collezione rilegata Baker’s wartime Sad Sack strips è stata pubblicata da Simon & Schuster, Inc. nel 1944, con un follow-up, The Sack Sad New (1946). Il libro originale è stato contemporaneamente pubblicato sia come un’edizione tascabile per le forze armate, sia per il mercato di massa con un’edizione standard. Dopo la fine della guerra, The Sad Sack è stato pubblicato in diversi giornali in syndication fino al 1957. Successivamente Baker ha poi venduto i diritti alla Harvey Comics, che ha prodotto un gran numero di spin-off commerciali.

Sfortunatamente, considerato anche il periodo storico in cui fu realizzato e pubblicato, questo fumetto non arrivò mai in Italia ma, nonostante questo, grazie al nome di Jerry Lewis la sua trasposizione in live action è arrivata anche in Italia uscendo prima al cinema e, dopo diversi passaggi televisivi, anche in Home Video in vhs a cavallo tra gli anni ottanta e novanta e, in tempi più recenti, è stato riproposto anche in formato DVD e Blu Ray, il che rende possibile acquistarlo ed inserirlo nella propria collezione.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

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