¤ Recensione Il Corvo

Questo è il primo di tre speciali dedicati a fumetti per Halloween. Il primo è Il Corvo di James O’Barr. Il Corvo è un fumetto underground uscito alla fine degli anni 80, divenuto un cult e che raggiunse la fama grazie al film del 1994 con protagonista Brandon Lee, che morirà per un incidente proprio sul set di questo film.


La storia dell’arte e della letteratura è piena di opere nate nei modi più strani e spesso legate a eventi dolorosi nella vita di un autore. Nel 1978 la ragazza di James O’Barr, Bethany, muore in un incidente stradale, il dolore e il senso di colpa spinge James ad arruolarsi nei Marines e viene mandato a Berlino, ma nonostante la vita militare non riesce a sottrarsi alla perdita e al dolore per questo inizia a lavorare sulla storia del Corvo, altra fonte di ispirazione viene da un breve trafiletto di cronaca nera, una tragedia della follia come tante per una grande città come Detroit: una coppia di fidanzati uccisi durante una rapina per un anello da venti dollari.

O’Barr lavora sul Corvo per molti anni tra il 1981 e il 1989, ci ritornò più volte aggiungendo capitoli e migliorando il disegno. Nel 1989 finalmente trova un editore disposto alla pubblicazione: Caliber Press specializzata in fumetti indipendenti e underground che pubblica l’opera in quattro numeri, (il numero zero verrà pubblicato da Kitchen Sink Press nel Dicembre del 1998). In breve tempo questo fumetto diventa un cult nonostante sia pubblicato da una piccola casa editrice. Il Corvo è un fumetto dark/gotico con forti citazioni dal musica punk e dark e ai suoi artisti, non per niente il primo numero è dedicato a Ian Curtis, cantante dei Joy Division suicidatosi all’età di 23 anni.

La storia racconta della vendetta di Eric Draven verso una banda il balordi che stupra e uccide la sua fidanzata Shelly, mentre lui è ferito gravemente ed è allora che gli appare il Corvo. Riassunta in questo modo la trama del fumetto e del film di Brandon Lee del 1994 sono simili, anche se nel fumetto manca uno degli elementi sopranaturali che fanno parte della mitologia del personaggio nel film (e poi nei suoi seguiti) si vede chiaramente che Eric resuscita dalla morte uscendo dalla sua tomba ed Eric vede attraverso gli occhi del Corvo, come nel lungometraggio l’Eric fumettistico è invulnerabile ed immortale nonostante venga ferito da varie armi.

Nel fumetto il lettore viene a conoscenza del passato della tragedia del protagonista solo nell’ultimo numero, poco prima d’uccidere l’ultimo degli assassini, per poi trovare la pace sulla tomba dell’amata. Tutto il fumetto è costruito come un sogno dove il lettore non ha riferimenti sull’ordine cronologico degli eventi. Le scene violente in cui Eric compie la sua vendetta nei bassifondi di una città senza notte lasciano spazio a scene di ricordi o di sogni e visioni dove spesso si fa l’uso del acquarello o della china.

Tra un capitolo e un altro spesso ci sono delle poesie o delle citazione e persino testi di canzoni.

La sceneggiatura è veramente ispirata soprattutto nella scelta delle battute del protagonista che spesso sono ricche di frasi che sembrano essere dettate dal delirio o dalla follia, ma che restano memorabili per esempio questa: “Sono l’errore del pilota, l’aborto inaspettato, il cromosoma impazzito… Sono la completa e totale follia… Sono la paura.”

Il disegno è in bianco e nero, con una netta predominanza del nero. La composizione della tavola cambia quasi da pagina a pagina e come lo stile di O’barr, che cambia la tecnica usata, si vede che il fumetto è stato ripreso più volte nel corso di un intero decennio e spesso risulta difficile capire se nei quattro capitoli che compongono l’opera ci siano state delle aggiunte a posteriori. O’barr dimostra d’essere un ottimo disegnatore soprattutto nell’uso del bianco e nero e nel corso dell’opera, soprattutto nella versione a volume, si può notare come il disegno migliori di tavola in tavola. Nell’ultima parte si nota sicuramente un’influenza da parte di Frank Miller e del suo Sin City soprattutto nel disegno e nell’inquadratura delle singole vignette spesso a tutta pagina.

Con l’uscita del film e il relativo successo il fumetto uscì dai confini del fumetto underground per essere conosciuto da un pubblico molto più vasto. Da noi inizialmente fu pubblicato in 4 albi (tra cui un numero zero) dalla Magic Press che “approfittò” del successo del Corvo per proporre al pubblico italiano molte altre importanti serie del fumetto, così che nella rivista il corvo presenta… trovarono posto opere come Uncle Sam da un’idea di Alex Ross, Preacher di Garth Ennis, Kabuki di David Mack, Sandman di Neal Gaiman e il suo spin-off Lucifer di Mike Carey

100 Bullets di Brian Azzarello e Fables di Bill Willingham.

Negli States dopo il film dal 1996 in poi uscirono nuove serie a fumetto e alcuni romanzi, dove il protagonista dopo essere ucciso con una persona che ama torna in vita resuscitato dal corvo per compiere la propria vendetta.

Hollywood non si lasciò perdere la possibilità di fare altri film del Corvo, uscirono ben tre sequel The Crow: City of Angels (1996) dove è presente anche il personaggio di Sarah oramai adulta che serve da legame con la prima storia.

The Crow: Salvation (2000) pessimo film che cerca goffamente di tornare ai temi del primo film.

The Crow: Wicked Prayer (2005) giudicato talmente brutto che si preferì farlo uscire direttamente per il mercato home video.

Oramai da alcuni anni si parla di fare un remake del primo film, ma sembra che il progetto non debba andare in porto visto che al progetto si sono susseguiti diversi registri e diversi protagonisti e persino i diritti cinematografici sono passati da una casa di produzione a un’altra.

Dopo la Magic Press (che ha pubblicato anche le altre serie), il corvo fu ristampato nella serie a fumetti Darkside che uscivano in allegato alla Gazzetta dello Sport. Due anni fa la BD pubblicò l’edizione deluxe in volume che uscì in occasione di Etna Comics 2013 in cui era ospite anche l’autore James O’Barr che sarà ospite a Lucca Comics di quest’anno.

A cura di Filippo Caracciolo

Lascia un commento