La RW Lion, ha reso disponibile l’anteprima di New 52 Limited 16 – Wonder Woman 02: Coraggio, volume già disponibile in tutte le fumetterie dal 6 Settembre. L’anteprima in questione la trovate in calce a questo articolo.
Prosegue la proposta della RW Lion sui volumi dedicati alla supereroina amazzone più famosa del mondo dei fumetti infatti, nei giorni scorsi, è stato reso disponibile il secondo ed attesissimo volume di Wonder Woman, appartenente alla collana New 52 Limited.
New 52 Limited 16
WONDER WOMAN 02: CORAGGIO
(Contiene Wonder Woman 7-12)
di Brian Azzarello, Cliff Chiang, Tony Akins
9788868732882
16,8×25,6, C, 144 pp, col.
€ 16,95
Wonder Woman va all’inferno! Dopo aver messo Poseidone, Ade ed Era l’uno contro gli altri, Ade rapisce Zola e la intrappola agli Inferi. Toccherà all’Amazzone cercare di liberarla, e scoprire quale sia il vero intento del Signore degli Inferi. Continua la raccolta in volume della più recente serie dedicata a WONDER WOMAN!
Wonder Woman è un personaggio dei fumetti creato da William Moulton Marston nel 1941, pubblicato dalla DC Comics, ed è considerata una delle tre icone di base dell’universo immaginario della DC Comics, insieme a Batman e Superman.
Il sito web IGN ha inserito Wonder Woman alla quinta posizione nella Top 100 Comic Book Heroes, ovvero la classifica dei cento migliori supereroi dei fumetti, dietro a Wolverine e davanti a Capitan America.
Teorico del femminismo, Marston, come asserì poco prima della sua morte, avvenuta nel 1947, creò il mito di Wonder Woman per dare un simbolo alle donne, un modello che fosse in grado di portare avanti con forza le loro idee ed il loro mondo:
| « Il miglior rimedio per rivalorizzare le qualità delle donne è creare un personaggio femminile con tutta la forza di Superman ed in più il fascino di una donna brava e bella. » |
| (William Moultom Marston) |
Ammantato dei colori della bandiera statunitense, il personaggio fa il suo esordio sul n.8 di All Star Comics (1941), per poi diventare uno dei personaggi più inarrestabili di tutta l’editoria a fumetti di genere supereroico.
Il suo esordio e la sua carriera sono poi uniche e incredibili, soprattutto perché la maggior parte degli eroi dei fumetti e dei pulp magazine di quel periodo erano incentrati intorno alla figura di un maschio forte e avventuroso, pronto a salvare la fanciulla di turno e a mostrare muscoli e cervello fuori della norma. In maniera abbastanza incredibile, Wonder Woman divenne, ben presto, la protagonista di ben quattro testate:
–Wonder Woman, che esordì nell’estate del 1942;
-la già citata All Star Comics;
–Sensation Comics, dove venivano pubblicate principalmente le avventure della Justice Society of America, nei cui ranghi era entrata nel corso del n. 12 di ASC;
–Comics Cavalcade, pubblicazione trimestrale dove era possibile leggere anche le avventure di Flash e Lanterna Verde.
Il personaggio supera la crisi che negli anni cinquanta colpisce l’industria dei comics a causa della ben nota crociata del dr. Wertham (Seduction of the Innocent del 1954), che accusa i fumetti di minare l’integrità morale dei giovani lettori. In particolare Wonder Woman, con i suoi vestiti e i suoi modi disinibiti, era ritenuta un pessimo esempio per le fanciulle del paese e le situazioni sull’Isola Paradiso al limite dell’omosessualità. La creazione di severe regole da parte della Comics Code Authority, unite al fatto che già dal 1947 Marston era morto lasciando le redini della serie ad altri scrittori più tradizionali, causò una involuzione qualitativa e l’abbandono del femminismo convinto. È di questi decenni la creazione di Wonder Girl, dell’aereo invisibile e di altre situazioni assurde o romantiche che si allontanarono dallo spirito originario del personaggio.
A partire dal 1968 gli autori Mike Sekowsky, Dennis O’Neil e Dick Giordano rivitalizzarono la serie, cambiando radicalmente lo status del personaggio, che alla fine degli anni sessanta risultava totalmente anacronistico. Wonder Woman perde tutti i suoi poteri, abbandona il costume tradizionale e assume l’identità di Diana Prince. Grazie all’aiuto di un nuovo personaggio, I Ching, si addestra nelle arti marziali e affronta tutta una serie di avventure che, pur in uno stile totalmente diverso, ritrovano l’antico spirito del personaggio. L’esperimento ha successo (e la serie di Wonder Woman sfugge ancora una volta alla chiusura), ma dura solo fino al 1973, quando i poteri e il costume vengono ripristinati e le storie riprendono quelle della Golden Age, riscritte e ridisegnate.
Cambiamenti, però, arriveranno nuovamente: con il n.329 di Wonder Woman del 1986, il matrimonio con Steve Trevor chiudeva l’era di Diana Prince per aprire quella della principessa Diana.
Dopo Crisi sulle Terre infinite, infatti, la serie ricominciò dal numero 1 la pubblicazione delle avventure di Wonder Woman, che venne affidata a George Pérez, il quale prese al volo l’occasione per rivoluzionare non poco il personaggio, legandolo sempre più alla sua tradizione greca. Questo arco di storie (una sessantina o poco più) sono probabilmente le migliori mai realizzate sul personaggio, grazie alle quali Perez dimostrò tutta la sua bravura non solo come disegnatore, ma anche come narratore.
Nel luglio 2010, in occasione dell’uscita del seicentesimo numero della sua serie, DC Comics ha rinnovato il costume dell’eroina, a opera di Jim Lee, con un paio di pantaloni neri attillati, un corsetto rosso e una giacca blu.
