Gli incontri impossibili di Moreno Burattini (parte 3)

Proseguiamo con gli incontri impossibili di Moreno Burattini, per i più distratti ne avevamo parlato qui e qui, ricordandovi sempre che il buon Moreno li pubblica con cadenza settimanale nella sua pagina facebook. Oggi siamo in grado di mostrarvi un clamoroso cambio di patner e la resa di Diabolik, nonchè i 2 “volti” di Jacula, ma partiamo con il set degli incontri impossibili, un clamoroso dietro le quinte documentato in questa foto

Dopo questo “scoop” che ci mostra il set degli Incontri Impossibili, con Moreno che fotografa Mefisto alle prese con Geppo, passiamo alla carellata di immagini di questo terzo incontro partendo con esplicite avance di Java a Miele e con un imbarazatissimo Zagor alle prese con una sua invadente fans:

 

Zagor e… Marta

A seguire la resa di Diabolik, ed il clamoroso cambio di patner da parte di Ginko

Diabolik e Pedrito

 

Ginko e Cattivik

Ed eccoci arrivati ai 2 “volti” di Jacula alle prese con Soldino e Nick Carter

Jacula

e per finire 3 icone del fumetto italiano, ma che dico italiano 3 icone del fumetto M O N D I A L E: Sor Pampurio, Nonna Abelarda e l’Omino Bufo

Sor Pampurio e Volto Nascosto

 

Gea e nonna Abelarda

 

L’Omino Bufo e Kinowa

AVVISO sono anni che cerchiamo di scrivere su un capolavoro fumettistico mondiale l’OMINO GUFO

…  no maledizione volevamo dire l’OVINO BUFO

L’OMINO BUFO ok questa è buona

Dicevamo l’Omino Bufo scritto e “magistralmente” disegnato dal “pittore dei santini” pesudonimo dietro il quale si nasconde Alfredo Castelli, poliedrico sceneggiatore italiano nonchè “padre” di Martin Mystere, l’Omino Bufo nasce quasi per caso, per riempire uno spazio rimasto bianco sul Corriere dei Ragazzi, Castelli si improvvisa disegnatore e inventa su due piedi una striscia comica. Lo stile grafico è approssimativo e le battute sono scontate, però la striscia scatena la fantasia dei lettori che cominciano a spedire al Corriere decine di gag per l’omino bufo, interpretando lo stile demenziale della striscia dove le battute si annunciano con un “Adeso si ride” e si concludono con “Che bufo! Che bufo!

Destinato a un’unica apparizione per coprire un vuoto di stampa dovuto ad un errore tecnico, l’Omino Bufo diventa un personaggio stabile del Corriere dei Ragazzi, fino alla chiusura della testata nel 1976, continuando le sue avventure su Cattivik, Lucca Comics nel 2005 gli dedica una mostra e noi neanche un articolo?

 

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