Come ogni domenica torna puntuale la nostra rubrica dedicata al mondo dei live action tratti da anime e manga. Questa settimana vi parliamo non di un film bensì di un progetto molto più vasto ovviamente tutto in live action partito nel 2003, progetto prodotto e girato interamente in Giappone da Ryuhei Kitamura ed interpretato da Yumiko Shaku, Takao Osawa, Shosuke Tanihara / Kanzaki. Stiamo parlando di Skyhigh, a volte scritto Sky High o Sky high, una serie tv che ebbe tanto successo da beneficiare di un lungometraggio entrambi tratti dall’omonimo manga di due volumi di Tsutomu Takahashi.
Non possiamo parlare della serie tv senza parlare del manga, che, pubblicato in Giappone dalla Shūeisha (sulla rivista Weekly Young Jump), è arrivato anche in Italia grazie alla Star Comics, che lo ha proposto sulla testata Point Break ai numeri 46 e 47. In seguito, visto il successo conseguito, Tsutomu Takahashi ne ha realizzato due sequel intitolati rispettivamente Skyhigh: Shinshō e Skyhigh Karma.
Nel manga Izuki è la custode della porta del rancore, dove giungono le anime delle persone che hanno subito una morte violenta. Ad esse vengono offerte tre possibilità: accettare la morte e andare in paradiso, rifiutare la morte e vagare nel mondo come fantasmi oppure uccidere qualcuno con una maledizione. L’ultima possibilità però comporta la condanna all’inferno, senza possibilità di rinascere.
Seppur molto brevi, le storie riescono sempre a catturare l’attenzione per la notevole varietà di situazioni che propongono, vendette personali, omicidi sentimentali, per non parlare e dei personaggi che le compongono, che in più di un’occasione, grazie a Izuki ritrovano la loro umanità riuscendo a prendere decisioni molto importanti.
Non mancano nemmeno le riflessioni su un tema importante come la vita; spesso ci troveremo di fronte a personaggi soli e molto malinconici per i quali la vita è solo una lunga e triste attesa verso la morte che, una volta giunta, li farà riflettere su ciò che si sono persi e, purtroppo, non riavranno più indietro.
La crudezza dei dialoghi è affiancata a disegni altrettanto forti che non disdegnano scene che a primo impatto possono lasciare sbigottiti e che risultano come un pugno nello stomaco per il lettore.
La bellezza del manga la si coglie specialmente nel secondo volume in cui avremo una ministoria di lunghezza tripla permettendo di sviluppare e caratterizzare meglio i personaggi per creare un finale molto riuscito e anche commovente, il che, per un manga di questo genere, non è una impresa facile.
Come abbiamo detto, si tratta di una trama intrigante che, nella serie tv, è stata ripresa abbastanza fedelmente, cosa questa che ne determinò il successo ed innescò la reazione a catena che ha, nel giro di poche settimane, portato alla realizzazione del lungometraggio.
In questa pellicola troviamo un assassino seriale asporta alle sue vittime il cuore e lo porta con se. Kanzaki è il detective del caso; il giorno del suo matrimonio, Mina, la sua fidanzata, viene uccisa con le stesse modalità delle altre vittime. In seguito scopre che il genetista Kudo, aiutato dalla sua diabolica segretaria Rei, è il serial killer: quando essi avranno sei cuori saranno in grado di richiamare i demoni da oltre il “Gate of Rage”, i quali esaudiranno ogni loro desiderio, facendo cadere l’oscurità sulla terra. Mina nel frattempo è diventata il guardiano del Cancello e si trova a combattere Kudo quando questi viene ucciso; Kanzaki si lancia nel mondo dei morti per proteggerla.
In estrema sintesi la trama del film è questa, purtroppo il successo che la serie tv aveva riscosso non venne replicato, ed in effetti il film risulta poco convincete da diversi punti di vista, anzi il risultato appare a tratti grossolano. Il regista Ryuhei Kitamura può considerare questa pellicola come un vero e proprio flop che, per sua fortuna, non ha replicato con il più fortunato e riuscito film di AZUMI di cui vi parleremo in una prossima puntata del nostro special dedicato ai titoli in live action tratti da anime e manga.
Arrivati a questo punto della recensione solitamente partiamo con i consigli di visione, questa settimana il consiglio che vi diamo è quello di leggere prima il manga e solo dopo scegliere se sia il caso di passare anche alla versione live action. Resta sottointeso che prima di vedere il film sarebbe più opportuno vedere anche la serie tv, sia per un discorso di completezza, che di coerenza. Viste le tematiche trattate consigliamo il pacchetto completo (manga, serie e film) solo ai veri appassionati di tali opere e ne sconsigliamo la visione a tutti gli altri.
Anche questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, prima di chiudere vi diamo appuntamento alla prossima settimana per un’altra imperdibile puntata del nostro speciale sui live action tratti da anime e manga, quindi continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!