¤ Recensione Fuga dal pianeta Terra

Fuga dal pianeta Terra (Escape from Planet Earth) è un film d’animazione del 2013 diretto da Cal Brunker. È una commedia fantascientifica che ha come protagonisti del cast vocale originale. Brendan Fraser, Rob Corddry, Ricky Gervais, Jonathan Morgan Heit, Jessica Alba, Sofía Vergara, Paul Scheer, Sarah Jessica Parker, James Gandolfini.


Nel cast vocalee italiano troviamo: Alessandro Quarta, Fabrizio Pucci, Barbara De Bortoli, Stefano De Sando, Francesca Fiorentini, Luca Tesei, Nanni Baldini, Luigi Ferraro, Laura Romano, Francesco Bulckaen.

Sul pianeta Baab l’astronauta Scorch Supernova è un eroe nazionale. Maestro di audacia nelle missioni più pericolose, Scorch riesce a compiere prodezze incredibili grazie al silenzioso aiuto del fratello Gary, responsabile delle missioni alla BASA.

Quando il capo della BASA Lena informa i fratelli di un S.O.S. arrivato da un pianeta notoriamente pericoloso, Scorch decide di agire per conto suo e rifiuta i consigli datigli dal fratello. A causa di questa sua leggerezza l’astronauta si trova coinvolto in una trappola del malvagio generale Shanker e Gary decide di raggiungere la Terra per salvare suo fratello, la moglie e il figlio. Al suo arrivo, l’alieno viene catturato dai terrestri e condotto nell’Area 51. Qui fa amicizia con un gruppo di compagni di cella e inizia a progettare un piano per evadere da quella prigione.

Non è un film che si avventura in zone cinematograficamente inesplorate, Fuga dal pianeta Terra, ma conduce la propria missione d’intrattenimento a destinazione con successo e suscita là dove deve l’emozione e la risata, senza eccessi e senza gravi dimenticanze. Non un prodotto particolarmente artistico, dunque, né sul piano visivo né su quello del racconto, ma il risultato di un solido mestiere, incarnato principalmente da Cal Brunker (debuttante alla regia ma esperto di lunga data del settore), che ha il pregio aggiunto di uscire da condizioni produttive non comparabili con quelle dei colossi più noti dell’animazione.

Rientra nel merito del buon mestierante, d’altronde, anche quello di saper individuare i giusti modelli di riferimento: in questo caso, non è difficile rintracciare, dietro le imprese di Garu Scorch e compagni, due grandi esempi recenti dell’avventura di gruppo al cinema, vale a dire Guardiani della galassia e Mostri contro alieni. Dal primo, il film di Brunker prende a prestito l’ispirazione per la scena della rivolta in prigione e per il personaggio di Aiò, sorta di Groot al femminile, decisamente meno incisiva e raffinata, mentre il film della Dreamworks è un riferimento diretto sotto numerosi aspetti (il blutonium al posto del quantonium, e non solo), al punto che Fuga dal pianeta Terra può quasi considerarsi un suo epigono. In entrambi i casi, i due modelli restano inarrivabili, lontani qualche galassia almeno.

Le buone intenzioni del film della Rainmaker Entertainment, infatti, restano ancorate a terra da un disegno senza grande espressività e da una sceneggiatura spesso ingenua, che accenna ma non scava, accontentandosi di chiudere il cerchio con una favola famigliare a lieto fine e lasciando al resto della compagnia una colorata funzione di sfondo.

Diciamo che alla Rainmaker non riesce il colpo dell’Illumination Entertainment, quello che ti fa centrare una serie come Cattivissimo Me, che fa sfracelli anche a un budget concorrenziale per Pixar o DreamWorks Animation. Fuga dal pianeta Terra è sempre in bilico tra le sue ambizioni da grande schermo e il trascorso professionale dello studio che l’ha prodotto. Per un buon design degli ambienti c’è una caratterizzazione piuttosto essenziale dei personaggi, per alcune gag e tormentoni divertenti c’è una storia molto ingenua e ideale soprattutto per i bambini, per delle animazioni eseguite tutto sommato con cura, ci sono effetti e dei dettagli non più che basici.

Rimangono all’attivo un ragionamento elementare ma condivisibile sulla coesione della famiglia (e sull’emancipazione femminile all’interno della stessa, da non sottovalutare), nonché un gusto buffonesco parodistico che potrebbe intercettare gli appassionati di fantascienza più volenterosi, a patto che siano disposti a lasciarsi andare di fronte a un: “James! Cameron! Prendeteli!”. E il ritmo generale riesce spesso a distrarre dalle défaillance tecniche e di sceneggiatura, un pregio che altre produzioni a medio budget animate di poche pretese non hanno (si veda l’approssimazione di Pedro – Galletto coraggioso).

Non ricorderete Fuga dal pianeta Terra a lungo, ma a voi e ai vostri figli assicurerà per lo meno un pomeriggio dignitoso.


Lascia un commento