¤ [Speciale Live Action] Superman (1978)

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action di produzione Americana realizzata nel 1978 ed il cui titolo è Superman, tratto dall’omonimo fumetto, ideato da Jerry Siegel e disegnato da Joe Shuster.


La regia di questa trasposizione in live action, è firmata da Richard Donner un regista, produttore cinematografico e fumettista statunitense, dotato quindi della giusta sensibilità artistica per dirigere questo Cinecomics. Il film ebbe talmente tanto successo che due anni dopo ne diresse il seguito, ma Donner è ricordato anche per aver diretto la saga di Arma letale, Ladyhawke, I Goonies, assieme a tantissimi prodotti per la televisione spaziando dai telefilm ai film per la tv.

Il cast di è così composto: Gene Hackman, Ned Beatty, Glenn Ford, Marlon Brando, Christopher Reeve, Susannah York, Margot Kidder, Jackie Cooper, Trevor Howard, Terence Stamp, Harry Andrews, Vass Anderson, John Hollis, Diane Sherry, Jeff Atcheson, Billy Mitchell, Robert Henderson, Larry Lamb, Larry Hagman, Rex Reed, Valerie Perrine, Phyllis Thaxter, Maria Schell, Jeff East, Jack O’Halloran, Sarah Douglas, Marc McClure.

Pianeta Krypton. Jor-El, uno degli uomini più influenti del pianeta, accusa davanti al Consiglio di Governo tre pericolosi ribelli, il generale Zod, Ursa e Non, di avere complottato per rovesciare l’ordine costituito, facendoli condannare all’esilio perpetuo nella Zona fantasma, una dimensione parallela in cui i prigionieri esistono in una sorta di limbo, alienati dal mondo reale.

Geniale scienziato, Jor-El successivamente informa le autorità che il mondo kryptoniano è condannato a venire risucchiato nel proprio sole rosso nel giro di soli trenta giorni, e che pertanto è indispensabile iniziare a trasferire l’intero popolo su un altro mondo abitabile. Il Consiglio di Governo teme che Jor-El voglia scatenare il panico e le sue teorie vengono respinte: la comunità scientifica è infatti convinta che Krypton stia soltanto cambiando la propria orbita e che non sussista alcun vero pericolo per la popolazione. Jor-El allora, in accordo con la moglie Lara, costruisce una piccola astronave con la quale salvare almeno il piccolo figlio Kal-El verso un mondo incredibilmente lontano, che i nativi chiamano Terra, illuminato da un sole giallo, lo stesso che, data l’insolita biologia genetica e molecolare dei kryptoniani, gli conferirà poteri superumani. Il veicolo viene lanciato nell’iperspazio appena in tempo, e il pianeta esplode violentemente insieme al proprio sole, esattamente come lo sventurato Jor-El aveva previsto. Il viaggio, che avviene a velocità della luce, per il veicolo durerà tre anni, mentre per il resto dell’universo trascorreranno molti secoli.

Il piccolo Kal-El raggiunge la Terra e si schianta in un campo di grano a Smallville, in Kansas, dove viene trovato e adottato dai coniugi Jonathan e Martha Kent, che lo chiameranno Clark. Quando compie i diciotto anni, Clark Kent ha già sviluppato moltissimi dei suoi poteri: può correre più veloce di un treno, può vedere attraverso gli oggetti e addirittura sollevare a mani nude degli autoveicoli. L’unico tormento che lo insegue è la curiosità circa le sue vere origini e il motivo per cui dispone di questi straordinari poteri, che lo rendono diverso dagli altri.

Alla morte del padre adottivo Jonathan, Clark ritrova un misterioso cristallo verde luminoso e percepisce di doversi recare nell’Artide. Giunto tra le nevi e i ghiacci perenni, lancia il cristallo nel mezzo di una calotta, da cui emerge una struttura cristallina monumentale, la Fortezza della solitudine. Clark accede alle memorie custodite in essa, frutto del lavoro di suo padre Jor-El, la cui proiezione gli riferisce che egli è l’unico superstite di un pianeta esploso ormai da centinaia di anni. Sotto la guida paterna, Clark comprende chi è in realtà, e che cosa deve fare: aiutare l’umanità a evolversi senza però interferire nella sua storia.

Giunto a trent’anni, Clark inizia a lavorare come redattore presso il Daily Planet, la principale testata giornalistica della città di Metropolis, dove recita la parte del ragazzetto imbranato, timido e ridicolmente goffo. Al suo fianco lavorano la giornalista Lois Lane, il fotografo Jimmy Olsen e il redattore capo Perry White. Proprio in quei giorni, nei sotterranei di Metropolis, il criminale Lex Luthor sta tirando i fili per completare una folle e complessa macchinazione che gli frutterebbe miliardi di dollari: da tempo, infatti, sta comprando a prezzi stracciati molti terreni brulli e desertici in California, e tra breve il governo statunitense lancerà due missili atomici sperimentali. Il suo intento è riprogrammarli perché esplodano sulla Faglia di Sant’Andrea, facendo sprofondare la California in mare e provocando un enorme rialzo del prezzo dei terreni acquistati.

Clark fa la sua prima apparizione in costume, blu e rosso con un grande mantello, per salvare la vita a Lois, in pericolo su un elicottero, sventando poi due rapine e salvando l’Air Force One del Presidente degli Stati Uniti da un temporale devastante. Tornato alla Fortezza della Solitudine, Kal-El chiede al padre Jor-El consiglio sul da farsi. Il padre gli suggerisce di mantenere la sua identità terrestre e di continuare ad aiutare i bisognosi, ricordandogli di non interferire con la storia umana per alcun motivo.

Lois Lane intervista lo sconosciuto eroe, che le riferisce di arrivare dal pianeta Krypton e di essersi messo a disposizione per servire la giustizia. È proprio lei a coniare il nome con cui l’insolito paladino della giustizia diverrà famoso: Superman. Lex Luthor, frattanto, si rende conto che, per evitare impedimenti nella realizzazione del suo piano, deve eliminare il nuovo eroe. Indagando sulle origini del nemico, scopre che alcuni frammenti del pianeta esploso, composti di kryptonite, sono arrivati in massa sulla Terra, e che questo minerale avrebbe effetti letali su qualunque kryptoniano.

Parlando tramite ultrasuoni, Luthor invita Superman nel suo rifugio, facendogli credere con l’inganno che sta per uccidere il popolo di Metropolis con del gas letale. Quando i due finalmente si incontrano, il folle criminale lo espone alle radiazioni di un frammento di kryptonite, che in pochi istanti indebolisce Superman fino quasi a ucciderlo. Intanto, i due missili riprogrammati vengono lanciati su due traiettorie opposte: uno diretto in California e l’altro nel New Jersey. La bella collaboratrice di Lex Luthor, Miss Teschmacher, temendo per le sorti della propria madre che abita nella zona che verrà colpita dall’impatto dell’esplosione (Hackensack nel New Jersey appunto), libera Superman dal meteorite mortale. Riacquistata la propria forza il supereroe tenta di fermare i due missili, ma riesce a deviarne solo uno. L’altro, esploso nel punto voluto da Luthor, causa una catastrofe e la faglia di Sant’Andrea inizia a spostarsi. Superman fa l’impossibile in pochi minuti: salva uno scuolabus mentre il Golden Gate sta per crollare, si sostituisce alle rotaie ormai divelte per far passare indenne un treno, raggiunge il sottosuolo e rialza il poco terreno finito in mare e blocca la piena proveniente dalla diga ormai distrutta. Tuttavia una sciagura lo sorprende.

Lois Lane, infatti, è in California, nei pressi della Diga di Hoover, per riportare al Planet un colossale scoop giornalistico proprio sul grosso magnate che sta comprando ad un prezzo molto alto dei terreni praticamente senza valore. Mentre sta guidando su una strada in mezzo al deserto, la giornalista cade con la sua auto in una voragine causata dal terremoto. Superman ode la chiamata di aiuto della ragazza con il super udito, ma il terremoto è più veloce. Giunto sul posto, può solo rendersi conto della morte dell’amata. Fuori di sé, violando il comando del padre che gli impone di non interferire nella storia degli uomini, Superman torna indietro nel tempo di alcuni minuti (volando a velocità superluminale intorno alla Terra), così da salvare la donna. Alla fine, Superman consegna in carcere Lex Luthor, infuriato per la sconfitta e il denaro perduto.

La storia è ripartita in tre distinti momenti: la distruzione di Krypton, l’adolescenza di Clark Kent, la lotta contro Luthor. Si passa dalle scenografie immaginifiche del pianeta morente, alla serena ambientazione della campagna americana, per finire, poi, nell’episodio di azione, dove modellini ed effetti speciali la fanno da padrone. Delle tre parti, migliore sembra essere la seconda dove il grande mestiere di Glenn Ford dà l’impronta ad un ritratto affettuoso della provincia americana, con echi da illustrazione alla Norman Rockwell, e dove il giovane Superman, non ancora investito del ruolo di difensore della “democrazia”, ha modo di divertirsi spensieratamente a scagliare nel cielo palloni da rugby o a correre più veloce dei treni. Il cast, composto da grossi attori di sicuro richiamo, è dominato dalla presenza di uno ieratico Marlon Brando, che pur comparendo soltanto per poco più di un quarto d’ora nelle sequenze iniziali (per un compenso astronomico), lascia un’ombra ingombrante sull’intero film. Simpatici “cameo” sono riservati a Noel Neill e Kirk Alyn – già interpreti “storici” di Lois e Superman -, qui, nella parte dei genitori di Lana Lang. Il film richiese 5 anni di preparazione accompagnati da una serie di sondaggi di opinione e campagne pubblicitarie. La regia, prima che a Donner, era stata proposta a Spielberg e a Guy Hamilton; la scelta del protagonista fu decisa soltanto un mese prima dell’inizio delle riprese, dopo che la stampa aveva fatto i nomi di attori molto quotati. Eccellenti sono i titoli di testa elaborati da Roy Page e Sheldon Elbourne. Le musiche sono di John Williams, (Guerre stellari e Incontri ravvicinati del terzo tipo). La scenografia è di John Barry, (Arancia meccanica e Guerre stellari) e la fotografia è di Geoffrey Unsworth (2001 Odissea nello spazio e Zardoz). Ad Unsworth, morto durante la lavorazione, il film è dedicato. Per simulare il volo di Superman venne usato il sistema di lenti sincronizzate denominato Zoptic (Zoom Optic). A lavori finiti, la spettacolarità fu assicurata, e si riuscì nel complesso a cogliere l’atmosfera delle avventure straordinarie del super-eroe come soltanto i cortometraggi animati di Richard Fleisher erano riusciti a fare prima. Ma nell’insieme il film fu – come qualcuno disse – un kolossal mancato. I difetti vanno addebitati alla sceneggiatura e alla direzione degli attori. L’impianto della sceneggiatura, elaborata da troppe persone risulta eccessivamente “serioso”: manca quella dose di humor che i nomi di Newman e Benton (autori del musical anni ’60 “It’s a Bird … It’s a Plane … It’s Superman!”) potevano garantire, mentre prevale la scrittura pesante del romanziere Puzo, consacrato come sceneggiatore tra i più quotati dopo il grande successo del Padrino.

Nato nel 1933 come personaggio di fumetti, ideato da Jerry Siegel e disegnato da Joe Shuster, famoso dal 1938, passato alla radio, ai cartoons e a interminabili serial cinetelevisivi, ribattezzato Nembo Kid da Mondadori dopo il 1954, l’eroe di cartone ritorna in un film da 35 milioni di dollari (ne incassò 82 soltanto in USA). Questo primo lungometraggio di Superman vantava 2 record: i 3 milioni di dollari pagati a M. Brando per un’interpretazione di poco meno di 15 minuti e i titoli di coda che durano 7 minuti e mezzo. Il film vinse l’Oscar straordinario per gli effetti speciali a Colin Chilvers.

Questo film, in tempi recenti (era il 2007), è uscito sia in dvd che in blu ray presentando una nuova traccia giustificato dall’inserimento di un quarto d’ora di film più reintroducendo tutte le parti che erano state inizialmente tagliate al montaggio.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!


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