Recensione Satanik

Prima di parlare di Satanik dobbiamo fare un doveroso piccolo passo indietro. Siamo a metà degli anni 60, Diabolik usciva da oramai due anni e con lui era nato il genere dei Neri, fumetti con anti-eroi criminali che piacevano molto agli italiani.


L’editoriale Corno, casa editrice che in quegli anni aveva portato i fumetti Marvel in Italia, aveva già pubblicato nell’agosto del 1964 Kriminal creato da Luciano Secchi in arte Max Bunker e Roberto Raviola in arte Magnus.

Kriminal, nato sulla falsa riga di Diabolik, ne risultava essere molto più violento ed esplicito. Se il maestro del crimine di Clerville ha un certo codice d’onore, Kriminal è spietato, sadico e senza scrupoli.

Bunker e Magnus si spingono ancora oltre con la loro nuova creatura Satanik. Le novità in Satanik sono molte, per iniziare la protagonista è una donna, in un’epoca in cui nei fumetti le donne sono solo eterne fidanzate dei protagonisti maschili.

Il primo numero: la legge del male esce nel dicembre del 1964 e questo narra le origini della protagonista, Marny Bannister che ha 25 anni ed è dottoressa in chimica presso l’università di New York, il suo viso è sfigurato dalla nascita, per questo lei tenta un esperimento alla Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Marny e così facendo si trasforma nella bellissima e letale Satanik, la rossa del diavolo.

In questo primo episodio Bunker distrugge la famiglia, che nel 1964 era ancora considerata sacra, i familiari della protagonista la trattano malissimo solo per il suo aspetto. In questa prima avventura Bunker gioca con due idee molto radicate nella società d’allora, ovvero: che le donne non siano in grado d’uccidere e di commettere crimini e che l’aspetto fisico riesce ad aprire molte porte.

Marny prima della trasformazione, nonostante sia una dottoressa laureata in chimica, non riesce ad avere il rispetto della famiglia e di chi le sta vicino.

Satanik, dopo la trasformazione, nonostante sia una figura molto negativa e sociopatica, dimostra d’essere una donna indipendente, tanto da riuscire a sedurre un uomo d’affari, Nelson Dreyfus, che somiglia moltissimo al classico Lex Luthor dei primi fumetti di Superman.

Diventata l’amante di Dreyfus, gli fa redigere un testamento in cui l’unica erede è Marny, cioè la sua vera identità, in seguito lo avvelena e lui muore in un indicente d’auto.

Intanto il padre si è suicidato dopo aver scoperto che l’unica sua figlia naturale e la deforme e odiata Marny.

Satanik divenuta ricca vuole vendicarsi del resto della sua famiglia, una notte in un parco seduce davanti alla sorella il fidanzato di quest’ultima, Ted, e poi lo uccide.

Ritorna a casa per continuare la sua vendetta, ma l’arrivo del tenente di polizia Trent la ferma, i due iniziano a combattere, ma una lampada a olio cadde e si scatena un incendio. Satanik muore tra le fiamme; o almeno così sembra perché nel secondo numero la ritroviamo viva e di nuovo pronta ad altre malefiche avventure.

A differenza di Kriminal (con il quale avrà alcuni crossover), Satanik fin dalle prime storie avrà a che fare con creature sopranaturali come vampiri e membri di strane sette segrete, ottenendo anche dei poteri magici che la trasformeranno in una vera strega. Nei 231 numeri che compongono la sua serie il personaggio cambierà più volte, trasformandosi da sadica killer a un’antieroina, fino a diventare un’investigatrice privata. Molto forte nel fumetto è la presenza di scene dall’alto contenuto erotico, senza mai arrivare al porno.

Satanik sarà uno dei personaggi che porterà i fumetti neri alle eroine sexy degli anni 70, le vampire Zola, Jacula e Sukia, Isabella contessa dei diavoli ecc.

I disegni sono eseguiti da molti disegnatori diversi, ma il nome più importante è sicuramente quello di Magnus, che aveva già realizzato le storie di Kriminal. Come per tutti i fumetti neri abbiamo quasi sempre due vignette per ogni pagina, spesso prive di sfondi e con i primi piani dei personaggi.

Il successo del personaggio è immediato, ma purtroppo con le vendite arrivano anche le polemiche e le querelle, arrivando persino a una interrogazione parlamentare per bloccare la pubblicazione di questo genere di fumetti. La pressione dei Mass-media e della società divenne così forte che nel 1974, esattamente dopo 10 anni di pubblicazione e 231 numeri Satanik chiude, lo stesso accade a “fratello maggiore” Kriminal.

Nel 2004 in occasione del suo quarantesimo anniversario, vengono pubblicate due nuove storie di Satanik che vogliono in parte essere un vero epilogo della serie originale, ritroviamo Satanik come spirito in grado di reincarnarsi in altre donne e il capitan Trent oramai invecchiato sempre al suo inseguimento.

Satanik ebbe un posto molto importante nella storia e nell’evoluzione del fumetto italiano, ma per molti decenni non ci sono state ristampe, costringendo spesso i lettori vecchi o nuovi a cercare i vecchi numeri. Nel 2011 uscì una prima ristampa ad opera della Mondadori, pubblicata dopo il successo nella stessa formula di Kriminal, questa ristampa comprendeva due storie a numero con ricchi editoriali da parte di Max Bunker, purtroppo non era un’edizione integrale dell’opera preferendo una selezione di storie disegnate da Magnus. Nel giugno di quest’anno sempre per la Mondadori esce una nuova ristampa questa volta integrale e cartonata con cinque storie a volume per un totale di quattordici uscite.

A cura di Filippo Caracciolo

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