“Nel West, se la realtà e la leggenda incontra la realtà, vince la leggenda.” Questa citazione viene dal film L’uomo che uccise Liberty Valance, del “padre” del genere western John Ford, ed è con questa affermazione che si basa questo volume di Tex scritto e disegnato dal maestro Paolo Serpieri.
Serpieri è uno dei grandi maestri del fumetto italiano dal tratto unico ed eccezionale, basti vedere alcune delle sue opere come l’indiana bianca e altri fumetti di genere Western e la sensuale e bellissima Druna, sua eroina in molte storie dove la fantascienza si mischia all’horror e all’erotico.
In questo volume edito dalla Sergio Bonelli, Serpieri si cimenta con il loro personaggio più storico e rappresentativo: Tex Willer. Tex è il più grande eroe del fumetto italiano per intere generazioni di lettori, creato nel 1948 da Giovanni luigi Bonelli (padre di Sergio Bonelli e fondatore della omonima casa editrice), con i disegni di Aurelio Galleppini (conosciuto con il soprannome Galep). Tex è un personaggio molto forte che ancora oggi resta uno dei più popolari, nonostante il western sia un genere oramai quasi dimenticato.
In questo fumetto di “sole” 50 pagine è pieno di punti di riflessione, proprio sul genere Western e sul significato che hanno le leggende e il loro rapporto con la realtà. Perché a differenza di altri generi, il Western si basa su un periodo storico ben preciso quello della frontiera americana, durante l’espansione degli Stati Uniti verso ovest nella metà dell’800. Gli USA all’epoca erano una nazione ancora giovane, soprattutto in rapporto ai paesi del vecchio continente, una nazione alla ricerca di miti e leggende con cui confrontarsi che fossero completamente americani. Così furono presi alcuni personaggi storici del lontano West e trasformati in eroi leggendari come ad esempio: William F Cody (il famoso Buffalo Bill), il pistolero James Butler Hickok, e i discutibili fratelli Earp e il loro amico Doc Holliday; tutti personaggi la cui leggenda ha superato la verità storica, spesso trasformando dei delinquenti in eroi.
Serpieri in questo volume s’ispira proprio al personaggio Wyatt Earp, il quale fu più volte intervistato dal giornalista Stuart Lake ed incontrò a Los Angels l’allora giovane regista John Ford, come anche il grande attore John Wayne anche lui all’inizio della carriera, ed è proprio dai racconti di Wyatt Earp che nasce il genere Western come noi lo immaginiamo grazie al grande schermo. Serpieri immagina che l’ormai vecchio Kit Carson in un manicomio a New York, racconti a un giovane scrittore il suo primo incontro con Tex Willer.
Conosciamo così il giovane Tex, molto diverso dall’eroe forte e granitico a cui i lettori sono abituati. L’aquila della notte appena ventenne, con i capelli lunghi, si vendica di un gruppo di banditi che hanno massacrato una famiglia della sua tribù Navajos. Finito lo scontro Tex, rimasto senza colpi, uccide l’ultimo cattivo usando un Tomahawk. La scena ricorda molto il finale dello spaghetti-western l’originale Django del 1966 diretto da Sergio Corbucci con protagonista Franco Nero.
La banda di criminali erano anche dei mercanti d’armi che vendevano vecchi fucili agli indiani, e che avevano ucciso la famiglia Navajos colpevole d’aver aiutato Kathy Logan, ragazza bianca che era stata accolta da Navajos dopo la morte dei suoi genitori. Kathy poi è stata rapita da Luna Nera capo Kwahadi e dei Comanches. La storia di Kathy ricorda molto il famoso film Sentieri Selvaggi di John Ford con protagonista John Wayne, come anche una precedente storia del maestro Serpieri l’indiana bianca, pubblicata per la prima volta nel 1983 sulla rivista Orient Express.
Oltre ad essere giovane, questo Tex sembra essere più simile a quello originale apparso nelle prime storie scritte da Giovanni Luigi Bonelli, un personaggio con diversi lati oscuri e sicuramente meno politicamente corretto.
Da notare come questa storia sia inquadrata in un contesto storico ben preciso, dove Serpieri fa impugnare a Tex una pistola molto conosciuta, una Colt Dragoon del 1848. Pistola usata anche dal pistolero James Butler Hickok che aveva di quest’arma un modello Navy, cioè realizzata per la marina statunitense. La Colt Dragoon si vede spesso al cinema per esempio nei film di Sergio Leone, il personaggio di Clint Eastwood ha proprio questa pistola. Il maestro Leiji Matsumoto rielabora quest’arma per le sue storie di fantascienza, Harlock e altri suoi importanti personaggi hanno una Cosmo Dragon.
Altro riferimento è il personaggio di Kit Carson storico morto in New Mexico nel 1868, viene allora da chiedersi chi sia veramente il vecchio narratore di questa storia? Mentre l’identità dello scrittore viene scoperta solo nell’epilogo.
I disegni sono veramente notevoli e ricchi di particolari, il maestro Serpieri si è sicuramente documentato sul periodo storico, anche se si può notare una piccola imprecisione dovuta ai vestiti di Tex Willer, la famosa camicia gialla e i pantaloni blu che sembrano essere dei jeans, ma i Jeans “diventarono” blu solo dopo la guerra di secessione, cioè dopo il 1866, ma dopo come si poteva cambiare i vestiti di Tex Willer.
Sul fronte della sceneggiatura, si può notare prima di tutto dei dialoghi molto lunghi, cosa che può sembrare strana soprattutto ai lettori più giovani, visto che il fumetto negli ultimi decenni è diventato sempre meno “parlato”. Sono presenti anche delle didascalie anche queste insolite per il fumetto più moderno.
Il personaggio più importante è naturalmente Tex che, nonostante sia molto giovane, resta imponente ed è su di lui che si concentra tutta la storia, mentre Kit Carson nelle sue versioni da vecchio o da giovane svolge il solo ruolo di narratore. La storia ci presenta un West molto selvaggio, un luogo lontano nella leggenda, con regole spesso molto crudeli che vanno ben oltre il concetto di bene e di male. Nella storia Tex fa un atto selvaggio, un rituale di guerra tipico degli indiani, da questo punto di vista ci viene presentato un’aquila della notte in bilico tra due mondi quello degli indiani e quello degli uomini bianchi; questo dualismo fa somigliare questo giovane Tex Willer ad un altro eroe di terre selvagge e senza confini, cioè Tarzan delle giungle africane.
Questo è sicuramente un volume da comprare (visto anche il prezzo contenuto per un cartonato di grande formato), non solo dai fan di Tex, ma da tutti i lettori del buon fumetto anche solo per l’arte del maestro Serpieri, di cui purtroppo ancora non esiste una raccolta che riunisca e proponga tutta la sua produzione.
A Cura di Alan Gray
