Mickey Mouse Mystery Magazine è una serie della Disney, pubblicata tra il maggio 1999 e il marzo 2001. Fa parte, dopo PKNA e prima di Witch, della triade che ha rinnovato il fumetto Disney nel nuovo millennio.
Mickey Mouse Mystery Magazine era un fumetto a cadenza bimestrale ideato da Simone Stenti e scritto dallo sceneggiatore Tito Faraci, pubblicato da The Walt Disney Company Italia; in tutto sono usciti 12 numeri di questa testata, tutti nel classico formato spillato tipo comic book.
Mickey Mouse Mystery Magazine è ritenuta, dai numerosi estimatori della serie, una delle migliori testate Disney di sempre insieme a PK. Risulta probabilmente la serie più matura dedicata a Mickey Mouse, dove lo stesso Topolino si trova a dover cambiare per poter sopravvivere in una metropoli più “cattiva” rispetto a quella di origine. La Disney tuttavia, a causa dell’innovazione nella natura del personaggio, non vede di buon occhio l’esperimento, e per questo dal secondo numero in poi vediamo al termine di ogni episodio Topolino seduto nella sala di un cinema, come se stesse guardando un film delle proprie avventure come se avessero voluto slegare Topolino dalla continuity di queste storie. Come se fossero accadute in un altro tempo e in un altro luogo.
I dodici numeri di Mickey Mouse Mystery Magazine (dal N 0 al N 11) compongono una sola storia suddivisa in vari episodi, ambientata nella strana città di Anderville, Topolino infatti è catapultato dalla tranquilla e rassicurante Topolinia alla caotica e inquietante Anderville. E’ solo, senza il suo fidato amico Pippo, senza l’eterna fidanzata Minni e senza il pacioso commissario Basettoni.
Nella città di Anderville Topolino si troverà implicato in indagini e misteri, a spasso tra atmosfere noir ed improbabili nuove amicizie, lontano anni luce dai personaggi del mondo Disney. La serie è caratterizzata da una continuity ed una trama incalzanti che però si perdono con gli ultimi 4 numeri della testata, a favore di storie autoconclusive ed un finale di saga repentino che non ne valorizza la profondità.
I testi di Faraci vengono impreziositi dai disegni (tra gli altri) di Giorgio Cavazzano, Alessandro Perina e Claudio Sciarrone, con uno stile innovativo sia per il montaggio molto libero delle vignette che per la narrazione a puzzle, ricca di flash-back e di scene il cui significato diventa comprensibile solo col procedere della storia.
I temi trattati sono mirati ad un pubblico decisamente più maturo dello standard delle avventure di Topolino. La storia portante infatti tratta di tentati omicidi, criminalità organizzata, corruzione e spionaggio industriale, mentre anche il personaggio di Topolino stesso è molto più adulto e serio di quello tradizionale. Le conclusioni delle storie non sono del tutto liete: anche se Topolino riesce, in ogni numero, a vincere una battaglia (impedendo un delitto o salvando un innocente), spesso ad essere arrestati sono soltanto i pesci piccoli, mentre i criminali peggiori rimangono impuniti.
Nonostante tutte queste novità volute dagli autori, ma contrastate dalla stessa Disney la serie chiude. Un Topolino troppo maturo e adulto, troppo lontano dagli standard Disneyani, con una serrata continuity, lo scarso seguito di allora fece chiudere la testata dopo solo 12 numeri, restastando però nel cuore di tutti gli appassionati, serie non difficilissima da completare (visto la brevità della stessa) difficile in ogni caso trovarla completa visto il gran numero di persone interessata alla stessa.
Nella gallery in basso potete vedere le dodici copertine della serie e il cofanetto (questo si di difficile reperibilità) che compongono questo piccolo gioiello Disneyano un po’ fuori le righe.
