¤ Recensione New Female Prisoner Scorpion: Special Cellblock X

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione Giapponese realizzata nel 1977 ed il cui titolo è New Female Prisoner Scorpion: Special Cellblock X (Shin joshuu sasori: Tokushu-bô X).


Come dicevamo pocanzi, New Female Prisoner Scorpion: Special Cellblock X è un film del 1977, diretto da Yu Kohira ed è il seguito diretto di New Female Convict 701: Scorpion che, l’anno prima, ha costituito da vero e proprio reboot di Sasori.

Questo è il sesto film legato al personaggio di Sasori creato dal mangaka Tooru Shinohara. Un’infermiera viene accusata di essere coinvolta nell’omicidio di un importante politico che minacciava di far venire a galla situazioni di corruzione. Una volta incarcerata tenterà la fuga da questo luogo a dir poco inospitale.

Il Cast della pellicola è composto da: Yoko Natsuki, Takeo Chii, Masashi Ishibashi, Junkichi Orimoto, Hiroshi Tachi, Kaori Ono.

In questa nuova avventura, Nami (Yôko Natsuki) fugge dal penitenziario per vendicarsi del deputato Katô (Junkichi Orimoto), ma riesce solo a ferirlo e viene ricatturata. Al suo ritorno in carcere, viene presa di mira, oltre che dal direttore e dalle guardie irritate per aver fatto una cattiva figura, anche dalle altre detenute cui la sua fuga è costata una punizione supplementare.

L’unica persona dalla sua parte è Kiyomi (Kaori Ono), una ragazza che non dimentica un antico debito con lei. A complicarle ulteriormente la vita arriva anche Tamura (Hiroshi Tachi), un secondino spietato deciso a piegarne la volontà con ogni mezzo.

Nami, soprannominata Sasori [scorpione], non è però tipo da arrendersi, e sopporta ogni genere di maltrattamento, sostenuta dal pensiero di potersi un giorno vendicare dell’uomo che ne ha causato la rovina.

Il film sarebbe perfettamente utile, ma con ogni parola, gesto e azione (in gran parte superflua), lo spettatore non può fare a meno di ricordare Kaji, che si adatta semplicemente al personaggio che viene rappresentato qui, molto meglio.

   

Non che Takigawa sia una cattiva attrice. È solo che Kaji ha fatto un’impressione così forte nel ruolo, chiunque altro recita il personaggio è quasi destinato a sembrare una pallida imitazione in confronto.

Senza Kaji o i tocchi surrealisti portati alle precedenti voci da Shunya Ito, non c’è davvero molto da distinguere dalla fine più ruvida del genere pinku, con Kohira che sembra interessare particolarmente lo stupro.

Le sezioni dopo lo scoppio di Nami sono le migliori, in termini di stile, ed è difficile mettere il dito su qualsiasi problema: “competente” è probabilmente una buona parola per questo. Ma probabilmente la più schiacciante accusa, è che ho visto il film, ho scritto la maggior parte della recensione e poi ho realizzato che quasi nulla della seconda parte mi era rimasto per la testa.

Ho finito per dover rivedere il film, solo per convincermi che non ero stato chiamato a cena a metà strada o qualcosa del genere. Non l’avevo fatto: non era riuscito a farmi un’impressione significativa.

Nonostante il manga e la relativa pellicola cinematografica abbiano spopolato in Giappone, al punto da creare una vera e propria saga cinematografica, questa pellicola, nel momento in cui scriviamo, non è stata ancora acquistata da nessun editore italiano, il che ne ha precluso l’uscita in home video.

Chi fosse interessato a vere e/o recuperare la pellicola dovrà, necessariamente, ripiegate sul mercato estero o, una qualche edizione fansubata in italiano.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

New Female Prisoner Scorpion: Special Cellblock X

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