[Speciale] Live Action Movie (parte 5)

Altra domenica ed altro appuntamento con lo speciale dedicato al mondo dei Live Action asiatici tratti da manga ed anime. Quest’oggi parleremo di un live action ispirato ad uno dei più bei e commoventi manga sentimentali di sempre. Stiamo parlando di Maison Ikkoku un film del 1986 diretto da Shin’ichirō Sawai, adattamento live action della serie omonima di manga e anime firmati Rumiko Takahashi e che ha per interpreti Mariko Ishihara / Kyôko Otonashi, Ken Ishiguro / Yûsaku Godai, Masatô Ibu / Yotsuya-san, Yumiko Fujita / Ichinose-san, Yoshiko Miyazaki / Akemi-san, Hisako Manda, Kunie Tanaka.

La trama di questa trasposizione cinematografica è più o meno questa: Kyōko Otonashi è la nuova manager dello stabilimento Ikkoku, dopo aver ottenuto tale incarico dal padre del suo defunto marito. La ragazza è molto graziosa e gli inquilini notano subito la sua bellezza, specialmente Godai, un ragazzo perseguitato dalla sfortuna e deriso dai suoi vicini di stanza che si mette in testa di conquistare il cuore della donna.

Ma Godai non è ancora un uomo. A stento riesce a diplomarsi e non può permettersi di mantenere una donna con i lavoretti part time con cui paga l’affitto della sua stanza. Durante tutto questo tempo Kyōko si rende conto che anche lei prova qualcosa per il ragazzo, ma si sente in qualche modo ancora legata al suo vecchio compagno, morto appena dopo sei mesi di matrimonio. La donna si ritrova quindi combattuta tra il desiderio di avere un uomo con sé e la sua fedeltà verso il marito defunto.

Durante la permanenza presso l’Ikkoku-kan accadono diversi fatti particolari agli inquilini, specialmente riguardo allo strambo Yotsuya, perseguitato dalla polizia prima e da una suicida (che afferma di essere stata da lui amata e poi abbandonata) dopo. Tra un inconveniente e l’altro il rapporto tra Kyōko e Godai si rafforza sempre di più e i due finiscono infine per stare insieme.

Il film è un collage di gag e situazioni già viste nell’opera originale. La psicologia dei personaggi viene semplificata per poter descrivere le problematiche di questi in poco meno di due ore. Così il fulcro della trama diventa il cruccio di Kyōko che non sa se donare o meno il proprio corpo (e il proprio amore) a Godai, frenata da un insistente suono di campane di cui non vi è traccia ad esempio nella serie animata. Gli attori, sebbene fisicamente lontani dalle controparti originali, sono riportati piuttosto fedelmente, anche se alcuni personaggi principali come Mitaka, non vengono mostrati per l’intera durata della pellicola.

Nel film vengono utilizzate le due canzoni di Gilbert O’Sullivan Get down e Alone again (naturally). Essendo il film presente nelle sale nipponiche nella settimana di programmazione dell’episodio 24 della serie animata, si realizzarono (per quell’episodio solamente) due sigle con le suddette canzoni come forma di promozione.

Questo film non è stata l’unica operazione in live action dedicata a questo manga, infatti, nel 2007 fu realizzata un mina serie (di soli due episodi) che ha riscosso un discreto successo. Senza entrare troppo nei dettagli di quest’ultimo progetto (che ritroveremo a suo tempo in un’altra puntata di questo speciale) possiamo dire che mentre il film di Maison Ikkoku del 1986, girato con una evidente penuria di mezzi a disposizione, affrontava gran parte della trama condensandola in circa un’ora e mezza, risultando poco fedele all’opera originale e dimenticando alcuni dei personaggi principali, il live drama del 2007 (che copre i primi 8-9 episodi della serie) può vantare su una fedeltà maniacale rispetto all’anime. A cominciare dall’ambientazione, ovvero la Maison, perfettamente ricostruita sia negli interni che nella parte esterna basandosi sui disegni originali e riempita di oggetti (il telefono rosa, ad esempio) che richiamano quelli visti in precedenza negli altri adattamenti. Da citare poi il grembiule che sfoggia Kyoko, identico all’originale.

Anche i personaggi risultano molto simili alle controparti disegnate, ad eccezione del solo Yotsuya, interpretato da Ittoku Kishibe, lievemente troppo anziano per il ruolo. Le gag sono quelle della serie originale riproposte fedelmente dal vivo e la recitazione, specialmente quella di Godai, unita alla musica di sottofondo e alle scenografie ricreano perfettamente l’atmosfera dell’animazione regalando allo spettatore una piacevole sensazione di déjà-vu.

Anche per questa settimana siamo arrivati alla conclusione dello speciale sui live action asiatici tratti da anime e manga. Se è vero che oggi ci fermiamo qui, è altrettanto vero che siamo ben lontani dal concludere il nostro viaggio, quindi continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

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