[Speciale] Live Action Movie (parte 3)

Rieccoci al nostro appuntamento settimanale dedicato al mondo dei Live Action prodotti in asia ed tratti da anime e manga. Per questo nostro terzo appuntamento, parleremo di un personaggio famoso a livello planetario e che proprio quest’anno compie 40 anni. No non stiamo parlando di Devilman che per una strana coincidenza compie anche lui 40 di vita quest’anno, stiamo parlando del ladro gentiluomo di terza generazione Lupin III.

Il live a lui dedicato è del 1974, girato interamente in Giappone e della durata di 82 minuti. La regia del film è stata affidata a Takashi Tsuboshima, mentre il cast è composto da: Yuki Meguro / Lupin III, Kunie Tanaka / Daisuke Jigen, Shirô Itô / Inspector Zenigata, Arihiro Fujimura / The Superintendent, E.H. Elic / Sir Mokkinbat, Maria Anzai / Mysterious Girl, Hideko Ezaki / Fujiko Mine, Takashi Ezaki /. Toyama, Akira Hitomi / Oooka, Kiyoshi Maekawa / Marutakadai, an Assassin, Rina Natsuki / Yamako Asama, Akira Oizumi / Ichiro Rokunawa, an Assassin, Junichi Tanaka / Miroku Ooguchi, Minoru Uezu / Gosaku Inakadori, Rinichi Yamamoto / Genkurobei.

La storia ricorda da vicino quella vista nell’episodio, “Majusshi to yobareta otoko, al secolo “La Barriera Invisibile” dove il nostro ladro si trova di fronte ad alcuni noti cantanti anni 70 (Emi o le Poppies) ma ricorda da vicino anche “Un gioco da ragazzi” – I serie, in cui Lupin usa strani oggetti aspiranti per colmare il suo sacco di fronte ad una teca in frantumi (scena del Trailer).

Più in dettaglio possiamo dirvi che il film inizia con Lupin III che ruba un’automobile da un parcheggio pubblico ad una coppia. Mentre fugge con la nuova autovettura, nota una giovane e bellissima donna, alias Fujiko Mine, che è rinchiusa dentro un cellulare diretto verso la prigione. Desideroso di salvare la meravigliosa ragazza, Lupin le si avvicina e le promette che entro quella stessa notte l’avrebbe aiutata ad evadere. E così avviene: il ladro libera Fujiko; in cambio, spera che la fuggitiva sia disposta a concedergli “le sue grazie”, ma Fujiko stordisce il ladro (il quale viene catturato ed interrogato dall’ispettore Zenigata), mentre lei riesce a dileguarsi. Frattanto, il pistolero Daisuke Jigen è impegnato nella continua ricerca del protagonista, Lupin III, il quale è l’ultimo discendente nonché sopravvissuto del glorioso impero dei Lupin, raso al suolo dalla terribile famiglia di mafiosi italiani Maccherone. Jigen intende ritrovare il nipote di Arsenio Lupin in modo da cercare di ricostruire insieme a lui il grande impero della famiglia dei Lupin.

L’incontro fra il ladro Lupin ed il pistolero Jigen non tarda ad arrivare, ma quest’ultimo rimane molto deluso dall’atteggiamento del protagonista, intento solo a pensare al gentil sesso e decisamente non intenzionato a far ritornare alla luce l’impero di cui facevano parte suo padre e suo nonno. Frattanto l’ispettore Zenigata comincia ad essere ossessionato dal pensiero di arrestare Lupin III, ma nonostante i continui tentativi la sconfitta è l’unico risultato che il poliziotto riesce ad ottenere (senza contare poi i suoi due buffi assistenti, che ne combinano una dietro l’altra e che sono sempre oggetto di sfogo da parte di un troppo spesso nervoso Zazà). Fujiko, intanto, convince Lupin a rubare alcuni gioielli preziosi da una mostra; ma la donna (come prevedibile) non esita a ricorrere al suo famoso doppio gioco avvertendo Zenigata delle intenzioni del ladro gentiluomo. Infatti, la donna riesce a impossessarsi delle ricchezze facendo pagare le conseguenze del furto soltanto a Jigen e Lupin, che comunque sfuggono ai poliziotti.

La famiglia Maccherone, intanto, si prefissa l’obiettivo di uccidere l’ultimo superstite dell’impero dei Lupin, alias Lupin III. Ma il ladro sfugge a tutti gli attentati preparati per lui e sfugge numerose volte ai tranelli mortali dei Maccherone. Successivamente, la stessa famiglia di mafiosi cerca di impossessarsi di una statuetta di terracotta che si dice sia stata trasportata sulla Terra da un gruppo di alieni. E, come se non bastasse, i Maccherone rapiscono Fujiko. Lupin, intanto, decide di farsi “arrestare” da Zenigata consegnandosi a lui di sua spontanea volontà, ma quando viene a sapere da Jigen che l’amata Fujiko è stata catturata, evade senza alcuna difficoltà per salvare la donna del suo cuore.

Dopo alcune divertenti peripezie, Lupin salva Fujiko e riesce a mettersi in salvo, impedendo inoltre ai Maccherone di impossessarsi della statuetta di terracotta. Proprio perché ha scongiurato questo pericolo, la polizia giapponese ordina all’ispettore Zenigata di premiare Lupin III consegnandogli un riconoscimento ufficiale. Anche se fortemente umiliato, Zazà cerca di consegnare il riconoscimento al ladro gentiluomo, che però vedendo arrivare in lontananza l’ispettore crede che quest’ultimo voglia (come al solito) arrestarlo e quindi inizia a fuggire a gambe levate con Fujiko e Jigen, il quale in una delle ultimissime battute del film osserva:

« “Se andiamo avanti così, altro che impero Lupin! Al massimo vedrò… casetta Lupin!!!” »

Il film, conosciuto anche col titolo “Lupin III – Strana strategia psicocinetica”, è di certo imperdibile per ogni fan del nostro eroe: in pieno stile anni Settanta, Lupin veste interamente di bianco, ha un paio di basette ed una “L” tatuata sul petto; Fujiko è una ladra formidabile, e Jigen porta sotto la giacca ogni tipo di revolver e di mitra. L’unico assente è Goemon, mentre Zenigata, senza il suo cappello, è accompagnato da due assistenti decisamente poco svegli. Il film, ottimamente strutturato, eccellente per alcune simpatiche trovate, non perde mai di vista lo spirito del fumetto. Una delle scene senz’altro più divertenti è quella in cui il prete dell’orfanotrofio, dove Lupin è cresciuto, racconta a Jigen le tribolazioni che ha dovuto sopportare a causa di quel bambino “molto particolare”.

Il film è arrivato anche in Italia e grazie alla Yamato Video è possibile recuperare e conservare nella propria videoteca una discreta edizione DVD di questo particolarissimo film di Lupin che, cosa strana per un personaggio famoso a livello planetario che ha appena compiuto il suo quarantesimo anno di vita, è l’unico Live Action a lui dedicato mai girato.

Concludiamo questo nostro terzo appuntamento con una curiosità tratta da un articolo di Andrea Baricordi apparso su Kappa Magazine n°90, del dicembre 1999, Edizioni Star Comics:

[…] Anni dopo un produttore americano corteggiò la TMS per trarre un film dal vivo dalle avventure del nostro ladro, ma poi non se ne fece più niente. Voci di corridoio affermano che la sceneggiatura, già pronta all’epoca, sia poi stata modificata per divenire “Hudson Hawk”, un film molto divertente in cui Bruce Willis impersona un abile genio del furto che esce di prigione dopo svariati anni e si trova invischiato in un complotto internazionale volto a ritrovare un meccanismo di Leonardo Da Vinci utile a trasformare il piombo in oro. I personaggi sono ironici, i cattivi sono quanto di più fumettoso esista e le scene d’azione sono in perfetto Miyazaki style. Le voci affermano, in effetti, che questa dovesse essere una trasposizione de “Il castello di Cagliostro”, il film di Lupin III più noto negli USA, e parrebbero consolidate dal fatto che l’ambientazione prevalentemente italiana utilizzasse come scenario per il gran finale la Rocca di San Leo… dove il vero conte di Cagliostro è stato rinchiuso per anni!  Tratto dal manga Monkey Punch (in Italia noto come Lupin III) di Kazuhito “Monkey Punch” Kato.

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