Dellamorte Dellamore

¤ [Speciale Live Action] Dellamorte Dellamore (1994)

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una co-produzione tra Italia, Francia e Germania realizzata nel 1994 ed il cui titolo è Dellamorte Dellamore.


Dellamorte Dellamore, tratto dall’omonimo romanzo di Tiziano Sclavi, creatore e sceneggiatore del famoso fumetto Dylan Dog – di cui Dellamorte Dellamore è un alter ego.

La regia della pellicola è stata curata da Michele Soavi, un regista, attore e sceneggiatore italiano. Iniziò a lavorare nel mondo del cinema grazie a Joe D’Amato, svolgendo per lui varie mansioni. In seguito è aiuto regista di Lamberto Bava e Dario Argento e inizia una carriera di attore. La sua prima regia è Deliria, uno slasher prodotto da Joe D’Amato, che vince il Festival di Avoriaz. Il film ottiene un buon successo, e il secondo lavoro di Soavi, La chiesa, è prodotto e scritto da Dario Argento. Nel 1994, ormai considerato un degno erede di Argento, gira un film particolare e originale, comprendente elementi grotteschi e horror, Dellamorte Dellamore, tratto dall’omonimo romanzo di Tiziano Sclavi (scrittore noto anche per essere il creatore del fumetto Dylan Dog). Il film però non ottiene il successo sperato, e così Soavi abbandona il cinema per dedicarsi agli spot pubblicitari e alla televisione, per la quale dirige varie fiction che hanno un gran successo di pubblico.

Il cast della pellicola è così composto: Rupert Everett nei panni di Francesco Dellamorte, Anna Falchi che impersona “Lei” (vedova/segretaria di Civardi/Laura), François Hadji-Lazaro nel ruolo di Gnaghi, Mickey Knox che interpreta Marshall Straniero, Fabiana Formica nei panni di Valentina.

     

A Buffalora, piccolo centro del Nord Italia, (metafora della Provincia che sulle proprie radici contadine ha costruito una civiltà paralizzata dalla burocrazia e da un finto benessere), Francesco Dellamorte, un trentenne “eterno adolescente”, si è volontariamente recluso nel proprio lavoro di guardiano del Cimitero. Si protegge dalle emozioni, inventandosi un quotidiano fatto di rituali: il lavoro, la lettura dell’elenco del telefono, il sogno che un giorno troverà un lavoro importante, che lo porterà lontano, verso una vita vera. La sua unica compagnia è Gnaghi, il suo assistente: un concentrato di diversità, affezionato al suo principale/padrone. La malinconica accettazione del Nulla Quotidiano si popola di “mostri”. I morti, risorgono. E Dellamorte trova quella che crede essere una ragione di vita. Deve impedire che i Morti invadano il mondo dei Vivi. Per questo gli spara in testa e li riseppellisce. Ma quello che potrebbe essere un gesto eroico, lui lo trasforma in una appendice del suo lavoro. Il mondo dei Vivi, pensa che l’invasione dei Ritornanti sia una delle sue invenzioni. Nemmeno l’amore acquisterà una forza vitale per Dellamorte. Per tre volte incontrerà la sua Donna Ideale sotto le sembianze di una vedova; della segretaria del Sindaco; e di una giovane prostituta. Ma tutte le volte la Morte lo costringerà a rinunciare all’Amore. E Dellamorte è talmente prigioniero di questo meccanismo, da non accorgersi che per lui non fa differenza uccidere i Morti o i Vivi. Quando Dellamorte si rende conto di aver perso la propria identità, cercherà di fuggire. Ma la sua fuga è destinata a fallire. Il resto del mondo, il mito dell’attesa di un’altra vita, non esiste. E Dellamorte è costretto a tornare indietro. Ma quel tentativo di fuga gli ha aperto gli occhi. Nella difesa del proprio piccolo mondo interiore, Dellamorte trova la forza di riconoscere la propria ragione di vita. Adesso è pronto a crescere

Come dicevamo in apertura, il film non registrò il successo sperato e le cauese di questo fiasco possono essere magistralmente sintetizzate nella dichiarazione che il regista stesso fece dopo i deludenti esiti del botteghino:

« Era un film anomalo: non solo era un film di genere, poteva riuscire un fiasco micidiale per la sua stupidità; nel senso che, comunque, aveva come background un umorismo da fumetto… Puoi pure pensare di trasportarlo uguale nel cinema, quel tipo di umorismo, ma non è così: se lo rifai uguale fai una cazzata; e quindi il racconto doveva essere tutto giocato sul filo di un rasoio, senza scadere nella commedia, nella consapevolezza di far ridere – ma nello stesso tempo doveva far ridere, perché se non avesse fatto ridere sarebbe stato un fiasco – né nel film di paura, perché non voleva essere un film di paura o di effetti speciali: la gente o vuole ridere o vuole aver paura, in mezzo non c’è niente, se ci vai esplori una terra di nessuno.»

Il film è caratterizzato, infatti, da una forte dose di umorismo nero, e grande importanza riveste la componente scenografica, che valse alla pellicola il premio David di Donatello per la migliore scenografia del 1994, ma questo non bastò per salvarlo.

Trattandosi di una produzione anche italiana, il film arrivò anche nelle nostre sale, ma il grande fiasco che registrò, compromise i passaggi televisivi che, a loro volta, condizionarono negativamente anche il mercato dell’Home Video e, solo di recente (era il 2011), ne abbiamo avuto una triplice edizione degna di nota. La prima in DVD singolo disco, la seconda sempre in DVD in doppio disco con l’aggiunta di una corposa quantità di contenuti extra e la terza ed ultima edizione in Blu Ray che ripropone in alta definizione l’edizione DVD in doppio disco.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!


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