[Speciale] Black Jack

Visto l’annuncio dato solo qualche giorno fa, in questa notizia, relativo all’acquisizione dei diritti mondiali del manga di Black Jack per realizzarne una serie tv in Live Action ad opera dello studio indipendente Entertainment One (eOne), noi della redazione di Fumetti Anime And Gadget abbiamo deciso di dedicargli uno speciale per recensire il manga e presentare il personaggio a chi ancora non lo conoscesse.

Tra tutte le professioni quella che più ha a che fare con la vita e con la morte, e i loro infiniti misteri, è sicuramente la professione medica. Un medico si trova ogni giorno di fronte ad eventi straordinari come la nascita di una nuova vita o la sua fine; o di fronte a scelte etiche e morali che le gente comune può solo ipotizzare.

Su queste idee e sulle sue conoscenze mediche il dio dei manga, Osamu Tezuka (che per inciso aveva conseguito la laurea in medicina, ma non ha mai praticato), ha creato forse il suo personaggio più famoso ed enigmatico: Black Jack.

Black Jack è un medico radiato dall’albo, ma dal talento fuori dal comune, che riesce anche nelle operazioni più difficili o impossibili, ma per la sua opera richiede parcelle altissime. Questo medico mercenario è un personaggio misterioso, il suo viso, come del resto il suo corpo, è pieno di cicatrici dovute ad un incidente avvenuto quando era ancora bambino. Il particolare più interessante è il suo viso che ha un innesto di pelle più scura. Tezuka non ci da molti particolari sulla vita o sulla storia di questo personaggio, ma in realtà non è Black Jack il vero protagonista delle storie (il più delle volte episodi di 20 pagine auto conclusivi) ma i suoi pazienti; questi possono essere uomini ricchi, capi di stato, gente dello spettacolo, capi mafia, giovani sfortunati, leader politici o addirittura animali.

Pazienti che in qualche modo hanno a che fare con il medico senza licenza che, alla fine, cambia o sconvolge la loro esistenza. Black Jack ha la straordinaria capacità di far franare le loro certezze, di punire i colpevoli in una forma di giustizia, o di nemesis, dove la normale giustizia sembra impotente; in quest’ottica il “protagonista” del manga diventa una sorta deus ex macchina. Che può sembrare solo un vile mercenario ma che ha una sua morale e un suo altissimo senso di giustizia, accanto a lui c’è la “piccola” Pinoko che gli fa da infermiera, questa è stata “creata” dal dottore in una delle sue tante operazioni. Pinoko serve a Tezuka come spalla comica per smorzare i toni della vicenda molto spesso drammatici e sembra dare alla figura di Black Jack un po’ d’umanità sotto quell’aria di freddezza e razionalità che sembrano contraddistinguerlo.

Questa è forse l’opera più famosa e più personale del maestro, sicuramente dopo la fenice, dove Tezuka, sfoggia doti di notevole sceneggiatore e profondo conoscitore dell’anima umana e della società, ci mette dentro i più diversi temi, dalla solidarietà alla giustizia, dall’ambiente alla pace, dal razzismo alla inutilità della guerra, dalla corruzione politica a temi più profondamente medici, come l’eutanasia, i trapianti o casi clinici veramente strani ai limiti della scienza, che l’autore ha sicuramente potuto studiare quando frequentava la facoltà di medicina.

Una cosa interessante da notare è come l’autore abbia inserito nei vari episodi, più volte, personaggi che ricordano i protagonisti d’altri suoi lavori non è difficile riconoscere certe figure tipiche di Tezuka personaggi con nasi enormi, piccoli baffi o fanciulle che sembrano essere delle piccole bambole. Il disegno è quello classico di Tezuka molto caricaturale è semplice all’apparenza, ma in realtà molto complesso. Molto curati sono i disegni che illustrano parti anatomiche o organi interni e malattie come i tumori, che fanno emergere le conoscenze mediche acquisite durante gli anni di studio.

Black Jack è sicuramente uno dei primi anti-eroi dei manga, ed ha ispirato probabilmente personaggi come Capitan Harlock di Matsumoto od il Vilence Jack di Nagai. Da noi ci sono state tre edizione di questo manga. La Dynamic Italia ha pubblicato anni fa uno splendido volume con carta patinata che conteneva una decina di storie, ora quasi impossibile da trovare perché esaurito e non ha avuto ristampe. Poi ci sono stati 3 volumi da parte della Comic Art, in una edizione che lasciava molto a desiderare sotto tutti i punti di vista, dimensioni, stampa, adattamenti. L’edizione migliore resta quella della Harzard, piccola casa editrice che da anni pubblica, manga d’autore in particolar mondo le opere di Tezuka.

La versione della Hazard si compone di 25 volumi di 200 pagine l’uno, con un ottima della carta e della stampa. Questa è anche la versione più completa mai stampata al di fuori del Giappone, ma non la versione completa, infatti, nel corso degli anni l’autore ha cambiato editore e questo ha portato ad un frazionamento dei diritti d’autore, frazionamento che rende di difficile esportazione l’opera omnia del medico senza licenza.

Per finire, come tutti i manga di Osamu Tezuka, Black Jack è un opera complessa e difficile che tocca temi quali morte, eutanasia, AIDS, discriminazione razziale e tanti altri che ancora oggi sono attualissimi e che sicuramente deluderà le aspettative di chi cerca solo facile letture d’evasione o stupide storielle tutte uguali, ma emozionerà invece chi cerca un opera d’arte ricca d’umanità, di spunti su cui riflettere e da cui si posso trarre grandi insegnamenti di vita.

A cura di Alan Gray

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3 comments to [Speciale] Black Jack

  • seirog  says:

    non so perché, ma da come ne parlate mi ricorda il dr. House 🙂

    • Loki  says:

      in effetti qualche somiglianza con house c’é….ma é solo apparente, quindi ti consiglio vivamente di leggere questo manga e vedrai che mi ringrazierai 😉

  • ylper  says:

    scherzi vero? Paragonare black jack ad house equivale a svilire ed annullare il lavoro di una vita…quella di Tezuka….leggi il manga e capirai perché in Giappone Tezuka é chiamato il Dio dei manga 😉

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