Soldatini di carta a Etna Comics

Nel novero delle mostre presenti ad Etna Comics oggi vogliamo soffermarci in particolare su una che ci ha incuriosito per il tema trattato quello dei Soldatini Di Carta “Gioco infantile e piacere adulto”

Pubblicati dagli anni ’30 su periodici a fumetti come Argentovivo!, Il Cartoccino dei Piccoli, Il Balilla, Vispa Teresa, Totò a fumetti, Corriere dei Piccoli, Il Giornalino, Il Vittorioso, Linus… e illustrati da grandi nomi del fumetto italiano come: Dino Battaglia, Franco Caprioli, Leone Cimpellin, Guido Crepax, Rinaldo D’Amì, Francesco Gamba, Hugo Pratt, Sergio Toppi…

Di fronte a tali nomi che rappresentano il gotha dell’illustrazione italiana, messo da parte lo stupore iniziale, ci siamo documentati e siamo qui a raccontarvi di questa particolare mostra, non ce ne vogliano gli esperti del settore, sicuramente commetteremo qualche strafalcione non essendo esperti del settore, ma semplici appassionati di fumetto salteremo, quindi, la parte storica per concentrarci sulla produzione di questi soldatini di carta legati al mondo del fumetto, sappiate solo che i primi soldatini di carta stampati in Italia dalla famiglia Remondini di Bassano del Grappa sono datati 1772.

I soldatini di carta, per chi è nato negli anni ‘50 non sono una novità, come abbiamo detto si trovavano nelle pubblicazioni a fumetti a partire dagli anni ’30, bastava incollarli su del cartoncino e ritagliarli, i più esperti li incollavano direttamente sul compensato e poi con l’archetto da traforo completavano l’opera. Sicuramente con questo secondo metodo le figurine duravano più a lungo ed erano un ottimo surrogato dei soldatini di pasta che all’epoca di fronte ad uno stipendio medio di quaranta/cinquantamilalire costavano dalle 60 alle 100 lire l’uno, ecco quindi spiegato il successo che questi figurini, che non costavano nulla visto che facevano parte del fumetto, anzi ne completavano l’offerta editoriale assieme alle rubriche e agli articoli.

Ma gli eserciti di carta non erano solo un gioco da ritagliare e incollare con la coccoina, ma svolgevano anche una funzione didatticainfatti le armi e le uniformi rispecchiavano fedelmente quelle usate dai vari eserciti, inoltre era il primo e forse unico modo di venire a contatto con culture lontane.

L’aspetto più divertente, per quanto ci riguarda, e scoprire gli insospettabili autori che si celano dietro le tavole da ritagliare. Il Corriere dei Piccoli ne ha regalati moltissimi a partire dal 1953 al 1968 ecco quindi gli Ateniesi ed i Samurai magistralmente illustrati da Hugo Pratt, i Cavalieri di Sergi Toppi, l’esercito Piemontese di Dino Battaglia

Il Corriere dei Piccoli non è stata l’unica pubblicazione a dedicare spazio ai soldatini, Guido Crepax per la rivista Linus ha realizzato la Battaglia di Waterloo con figurini amorevolmente disegnati con le divise rosse dell’esercito inglese, le divise turchine per quello francese. Uomini a piedi e a cavallo, cannoni, bandiere… Con una grande cura per i dettagli, e decine di soldatini in pose differenti. Inoltre, le immagini sono stampate da entrambi i lati, mostrando il personaggio di fronte e di schiena. Il Duca di Wellington e Napoleone Bonaparte, in sella ai propri destrieri, conservano ancor oggi tutta la loro maestosità. Provate a giocare con noi nel riconoscere gli eserciti di carta disegnati dai maestri del fumetto italiano nella gallery che vi proponiamo in calce all’articolo.

icollezionisti

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