Ozzy - Cucciolo coraggioso

¤ Recensione Ozzy – Cucciolo coraggioso

Ozzy – Cucciolo coraggioso è un film d’animazione del 2017 diretto da Alberto Rodriguez, sceggiato da Juan Ramón Ruiz de Somavía e con le musiche di Fernando Velázquez.


Ozzy un simpatico beagle, svolge una vita serena e idilliaca fino al giorrno in cui i suoi padroni, devono improvvisamente partire per il Giappone senza la possibilità di portarlo con loro. Profondamente addolorati, i Martins dovranno cercare una sistemazione temporanea per Ozzy e la scelta ricade su un canile extra lusso. Ma quello che all’apparenza sembra un paradiso di amore e coccole, si rivelerà ben presto una terribile prigione per cani, gestita da un proprietario malvagio. Ozzy dovrà trovare la forza di resistere e il coraggio di scappare grazie anche all’aiuto dei suoi nuovi amici a 4 zampe.

Alberto Rodriguez ha realizzato un film all’altezza delle più prestigiose produzioni made in Usa rivolgendosi al pubblico dei più piccoli senza però dimenticare i loro accompagnatori.

La storia fa entrare subito i bambini in empatia con il protagonista grazie alle caratteristiche che gli vengono attribuite: simpatico, giocherellone, combina guai e un po’ fifone o, perlomeno, non in grado di reagire ai soprusi che il ragazzino che consegna i giornali al mattino e il suo cane belva gli riservano. La separazione forzata (ma nelle previsioni temporanea) dai padroni lo catapulta in un universo concentrazionario che agli adulti ricorderà film come Fuga per la vittoria, Le ali della libertà o Fuga da Alcatraz.

Gioioso, socievole e solitamente mansueto, Ozzy sa essere anche capriccioso. Molto intelligente e placido, ma spesso anche codardo, Ozzy non è un eroe: semplicemente non è nel suo DNA. Ha tuttavia la fortuna di avere quattro zampe molto veloci su cui può contare… Vorrebbe seguire la sua famiglia ovunque, anche in Giappone! Ma Ozzy, in Giappone, non può andare. Convinti di mandarlo in quella che sembra un’oasi per gli amici a quattro zampe, la sua famiglia lo lascia nelle mani sbagliate e il nostro protagonista finirà in una vera e propria prigione per cani. Nonostante Ozzy abbia sempre avuto una vita piena di comfort, amore e attenzioni, non tarderà a tirar fuori tutta la sua intraprendenza e il suo coraggio per riuscire a scappare e salvare i suoi amici di sventura

Tutto questo però senza mai perdere di vista il pubblico di riferimento, grazie anche alla caratterizzazione dei comprimari (Hot Dog, Rutto e Scheggia) e dei ‘cattivi’: il ‘direttore del carcere Roccia e il boss Don Vito tanto raffinato quanto pericoloso. Non manca poi, come dovuto in casi come questo, una ‘morale’. Ozzy, dopo un’iniziale smarrimento, decide di reagire utilizzando l’astuzia e trovando dentro di sé il coraggio per prendere decisioni importanti che conducano lui e i suoi compagni verso la libertà.

Il regista e animatore alberto Rodriguez qui al suo esordio in un lungometraggio per il grande schermo ha collaborato al film d’animazione in 3D Il bosco incantato vincitore di due premi Goya, ha ricevuto una nomination agli Oscar per il migliore progetto di laurea grazie al suo corto animato L’incredibile storia della mia bisnonna Olivia, diretto un altro minifilm pluripremiato, Las gafas equivocadas (Gli occhiali sbagliati) e curato le animazioni della serie animata Pocoyò come aiuto regia e co-regista e diretto un altro minifilm pluripremiato, Las gafas equivocadas (Gli occhiali sbagliati).

Tuttavia, il lungometraggio animato di Alberto Rodríguez – nonostante il pregio di un intreccio potenzialmente molto avvincente – risulta un po’ carente in alcuni snodi narrativi, lasciando in ombra le vicende dei villain originari (i proprietari della fittizia Beauty Farm per animali) in favore delle dinamiche che si creano nella prigione canina fra guardie e carcerati a quattro zampe. Il risultato è un film che non scalda l’atmosfera al di sopra di un livello tiepido ma che, tuttavia, risulta sufficiente per un piacevole pomeriggio al cinema in compagnia dei propri bambini.

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