Recensione Mazinkaiser SKL

Quasi un annetto fa vi abbiamo parlato di Mazinkaiser, oggi torniamo a parlarvi di un nuovo progetto legato al mondo ed ai personaggi nagaiani che pur portando un nome simile, si discosta notevolmente da quanto già visto in precedenza. Si chiama Mazinkaiser SKL, ma con il Mazinkaiser originale di undici anni fa, con Koji Kabuto e con le sue partite a scala quaranta con il Dr. Hell, non ha niente a che fare. Trattasi infatti di tre nuovi OAV, raccolti in un unico DVD/Blu-ray disponibile da qualche mese anche in Italia, con una nuova storia.

Prima degli eventi del anime, le tre fazioni – l’Esercito Garan, l’Esercito Kiba, e l’Hachiryokaku (l’armata di Aira), si combattono per il dominio totale della Machine Island, che occupano. L’isola è una prigione, isolata dal resto del mondo. Per garantirne la totale quarantena, un campo gravitazionale è stato formato all’interno dell’isola e Solo le macchine create dal WSO (governo mondiale) in tutto il mondo sono in grado di entrare o uscire dall’isola. L’isola contiene anche grande quantità di risorse, consentendo alle tre fazioni di creare infiniti eserciti di robot per i loro rispettivi eserciti.

Il WSO ha appreso che il campo gravitazionale ha raggiunto l’instabilità e esploderà entro 66 ore, distruggendo la Terra e la vita umana stessa. Ciascuna delle tre fazioni controlla una parte del meccanismo responsabile del funzionamento del campo gravitazionale. Conoscendo il pericolo di disattivare il campo gravitazionale e la lotta contro le diverse fazioni, il WSO decide di inviare la Skull Force. La Skull Force è divisa in due squadre – una delle quali è la Death Caprice composto da due soli membri, Ken Kaido e Ryo Magami, i piloti del Mazinga chiamato Mazinkaizer-SKL, mandati per primi sull’isola e temuti persino dal resto della Skull Force.

È sorprendente come Go Nagai venga visto diversamente a seconda delle persone. Molti hanno una visione di Nagai puramente leggera, come autore di storie licenziose alla “Cutie Honey” o di robottoni per bambini, o anche come semplice autore splatter/horror/hentai. Viene comunque associato a generi di puro intrattenimento e di scarsa profondità concettuale. Questa è una lettura sicuramente possibile e non c’è dubbio che gli autori di “Mazinkaiser SKL” la condividano. Infatti i tre OAV che costituiscono l’opera si riassumono in 80 minuti di azione, esplosioni e squartamenti robotici al ritmo di un pesante heavy metal. Non c’è trama, non ci sono personaggi, non ci sono neppure dialoghi (al più slogan auto-glorificanti tipo noi siamo l’Inferno!): c’è azione, azione e solo azione. Chi amava Go Nagai per le mazzate robotiche sicuramente si troverà a suo agio con “Mazinkaiser SKL” – SKL sta per “Skull”, ovvero “teschio”, perché il pilder ha la forma di un teschio. Si apprezzerà l’estrema fedeltà all’iconografia nagaiana, sia nel mecha design, con citazioni a “Mazinga Z”, al “Grande Mazinga”, a “Devilman”, sia nel character design, sia nei personaggi maschili sia in quelli femminili. Come livello di spettacolarità non ci si può decisamente lamentare, specialmente nell’ultima puntata, in cui abbiamo modo di rivedere tutte le vecchie armi dei vari Mazinga con una grafica del 2010: il Jet Scrandler, il Raggio Termico, il Doppio Fulmine, il Grande Tifone, i Pugni Atomici, eccetera. Per tutte queste persone “Mazinkaiser SKL” sarà una buona serie che merita la sufficienza e oltre, per tutti quelli che, invece, cercano anche una storia, una trama profonda ed anche una sorta di continuità con quanto già prodotto, purtroppo, la delusione è dietro l’angolo, ma la colpa di questa assenza di trama forse risiede nella brevità del progetto, non a caso il finale del terzo ed ultimo OAV tutto è, tranne che un finale vero e proprio, visto che vengono lasciati molti punti in sospeso e si fa intendere ad un proseguimento della storia che, forse, avrebbe approfondito e dato spessore a quella che noi abbiamo definito e definiamo una trama piatta ed inesistente, un’operazione commerciale, non troppo nascosta, che cerca di sfruttare il nome ed un marchio sinonimi di qualità senza proporre la stessa qualità che ha reso Mazinga un MUST per più generazioni nell’arco di oltre trent’anni.

L’edizione della Yamato Video è stata presentata a Lucca Comics&Games 2011, assieme ad Amon: L’Apocalisse di Devilman, e venduta a 19,99€, davvero un buon prezzo per un DVD che contiene l’intera serie composta da tre episodi, inoltre all’interno della confezione, provvista di un piccolo cofanetto in cartoncino in cui infilare la custodia del DVD, c’è un libretto pieno di informazioni secondarie e disegni di preparazione dei personaggi e dei mecha, oltre a delle brevi interviste a Go Nagai, autore dell’opera originale, Jun Kawagoe (Shutendoji, Shin Getter Robot The Last Day, Getter Robot Re: Model, Kotetsushin Jeeg), il regista, e Tadashi Hayakawa (Transformers: Car Robot, Yu-Gi-Oh! Duel Monsters, Kotetsushin Jeeg), lo sceneggiatore. Se ci aggiungiamo l’ottima prestazione di Maurizio Merluzzo (Ken Kaido), Lorenzo Scattorin (Ryo Magami) ed Elisabetta Spinelli (Tsubasa Yuki), il prodotto può considerarsi un buon rapporto di qualità e prezzo.

Ci sono dei piccoli nei in questa edizione, come degli errori a fine libretto, e l’assenza delle ending originali dei primi due episodi, ognuna delle quali verso il finale inseriva dei pezzi di preview dell’episodio seguente, o le sigle in versione senza le scritte dei titoli. Oltre a questi potremmo affermare che l’adattamento è stato fatto un po’ troppo pulito, togliendo un po’ ovunque espressioni colorite e volgari che potevano essere tradotte tranquillamente con parolacce in italiano. Suvvia, Mazinkaiser non è una serie per bambini, oltre al fatto di essere proposta per il solo pubblico dell’home video, potevate fare molto meglio! Ci risulta incomprensibile il motivo per cui non è stata tradotta la parola Hachiryokaku in Ottagono (che poi avrebbe rimandato ad un’altra base di comando militare famosa come il Pentagono)… Che sia stato fatto per dare un’aria più giapponese e misteriosa?


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