Recensione Boogiepop Phantom

Ciò che sto per recensire è un titolo che in passato ha beneficiato di due distinte distribuzioni in home video, entrambe ad opera della Dynit che lo fece uscire prima per le fummetterie e successivamente anche per la collana da edicola “Anime Horror”, stiamo parlando di Boogiepop Phantom.

Trattandosi di un horror in piena regola, non si può fare a meno di considerare per prime le atmosfere che in questo caso sono state rese veramente alla perfezione grazie a una grande regia, un accompagnamento sonoro stranissimo ma veramente molto efficace che raggiunge, senza neanche troppe difficoltà, lo scopo prefisso, e ad un altrettanto strano uso dei colori che creano una particolare atmosfera adattissima alla storia. I risultati di questo mix sono atmosfere spesso opprimenti, a volte surreali e, quando necessario, anche normali.

Per chi non conosce qualche cosa dei romanzi, da cui quest’opera è stata ispirata (troverete un ampio ed esaustivo elenco dei romanzi a fine recensione), possiamo dire che i primi episodi risultano piuttosto enigmatici poiché la serie è solamente ispirata al primo volume e sviluppa un plot completamente nuovo (per esempio già nel secondo episodio compare quello che poi da il titolo alla serie ma che nei romanzi non esiste). Sicuramente i primi episodi possono sembrare quasi incomprensibili, ma in realtà è una incomprensibilità effimera poiché tutto viene spiegato con il passare degli episodi ma anche da un episodio all’altro, basta seguire con attenzione il susseguirsi degli eventi per veder svanire nel nulla quella evanescente aurea d’incomprensibilità che pervade gli episodi di questa serie. Per esempio il comportamento dei personaggi protagonisti di queste puntate in molti casi appare totalmente privo di senso e non si capisce che cosa li spinga ad agire in certi modi, tuttavia nella serie viene svelato tutto e certi comportamenti, che un istante prima risultavano illogici ed incomprensibili, acquistano di colpo un significato, fornendo anche spiegazioni a certe azioni che prima sembravano anche troppo misteriose. Come dicevo questo accade anche di episodio in episodio e si ha un primo esempio già all’inizio della serie: nella seconda puntata si capisce perché un personaggio si è comportato in un determinato modo nel primo episodio, dove per altro compare per pochissime scene (e per la cronaca questo personaggio è il “protagonista” del secondo episodio… ognuna delle prime 4 puntate è incentrata su un personaggio diverso ma che interagisce in svariati modi con gli altri). Per ottenere tutto questo sono stati utilizzati, almeno nelle prime puntate, una grande quantità di flashback e degli incastri di eventi veramente impressionanti.

Il primo episodio ha un ritmo decisamente lento ma che viene spezzato improvvisamente in diversi punti con un cambio di ritmo che serve a tenere lo spettatore in un particolare stato d’animo di pieno coinvolgimento. Il secondo invece è più movimentato, sia all’inizio che nella seconda metà. La trama? Impossibile descriverla perché tutto quello che accade, anche i minimi particolari apparentemente insignificanti, sono piuttosto importanti quindi dovrei riportare tutto minuto per minuto, battuta per battuta ed anche così risulterebbe completamente incomprensibile questo perchè la storia non si riesce ad intuire nemmeno da questi primi due episodi. Inoltre la presenza di un “personaggio” che non esistente nella serie originale, ma che in questa trasposizione animata assume un ruolo fondamentale, getta un bel po di incognite e quindi è difficile immaginare come procederà la versione animata basandosi solamente ed unicamente sulle prime puntate. In generale si può dire che Boogiepop è un cosi detto “shinigami” (dio della morte) che, nel momento in cui percepisce che il mondo sta per attraversare un momento di crisi, si impossessa di un corpo umano da utilizzare per poter sterminare quelli che lui definisce “nemici del mondo”. Ma chi o cosa sono quelli che lui definisce “nemici del mondo?” I soliti alieni alla conquista della terra? I soliti che vogliono impadronirsi del pianeta o che, più cretini, vogliono distruggerlo? Ovviamente nulla di tutto questo, ma non posso certo mettermi ad anticipare questo, rischierei solo di rovinarvi la visione. Detta così potrebbe sembrare una cosa banale, ma in realtà sotto c’è ben più di quanto si potrebbe immaginare… e del resto quello che ho appena riportato non è la trama della serie, è solo una brevissima introduzione su chi o cosa è l’entità chiamata Boogiepop.

Ora però parliamo un po del lato tecnico perché anche qui c’è molto da dire. Prima di tutto il character design è senza dubbio piuttosto anomalo rispetto alle altre serie animate giapponesi. Direi che è anomalo quasi tanto quanto lo é quello di “serial experiments lain” serie che si collega molto a questa, quello di “Perfect Blue” o quello di “Blood the last vampire” di cui troviamo le stesse atmosfere cupe. Probabilmente dal punto di vista estetico o narrativo potrebbe non piacere a qualcuno, dal punto di vista puramente tecnico invece è innegabile che si tratti di un disegno praticamente perfetto: mai uno scadimento durante gli episodi, mai un errore di prospettiva, con un tratto sempre estremamente pulito. Inoltre c’è da dire che Shigeyuki Suga, character designer della serie TV, è riuscito a rielaborare al meglio il tratto e lo stile di Kouji Ogata (illustratore dei romanzi originali a cui si ispira Bolgiepop Phantom). Molto buoni anche gli sfondi, che raggiungono ottimi livelli soprattutto per quel che riguarda i paesaggi. Occorre fare però un discorso a parte per le colorazioni perché c’è stato un uso dei colori veramente stranissimo. Niente colori sgargianti come siamo abituati, al contrario sono sempre piuttosto sbiaditi e le tinte tendono ad essere molto scure. Piuttosto alternativo come uso, ma si sposa alla perfezione con la serie e contribuisce moltissimo a fare atmosfera (e in un horror l’atmosfera è uno degli elementi fondamentali).

Per finire, l’accompagnamento sonoro/musicale merita un discorso a parte. Già, l’ho definito proprio “sonoro/musicale” perché in questa serie si arriva addirittura in certe situazioni a non capire più quali siano le BGM e quali siano i semplici rumori (d’ambiente o per così dire “scenografici”). Soprattutto nel primo episodio fanno da BGM dei semplici sibili, dei suoni distorti e ripetuti con frequenza casuale e addirittura un battito cardiaco. Esistono anche brani suonati ma che comunque non arriverei mai a definire musicali perché non sono veri e propri pezzi da ascoltare. Tutti i pezzi sono piuttosto strani e si allineano con il genere horror della serie. Insomma l’accompagnamento sonoro di “Boogiepop Phantom” non avrebbe praticamente alcun senso se ascoltato al di fuori della serie animata. Sono tutti pezzi che servono per creare atmosfera e spesso per appesantirla (e ci riescono perfettamente) ma non sono propriamente adatti per essere ascoltati da CD seduti comodamente sulla poltrona.

Giunti a questo punto direi di tirare le somme. Indubbiamente “Boogiepop Phantom” non è la solita serie con ragazzine kawaii, mascotte varie e animaletti pseudo-simpatici e/o parlanti, colori sgargianti, gag divertenti e altre cose simili. Questo è un horror vero e proprio: ci sono molte scene non propriamente leggere, già nel secondo episodio ci lascia le penne qualcuno, gli episodi sono realizzati con colori scuri che incupiscono le fantastiche atmosfere già cariche di tensione. Il tutto è condito con una realizzazione tecnica ben superiore alla media attuale per una serie televisiva e con una regia veramente incredibile, con animazioni che possono essere tranquillamente paragonate con quelle di “Serial Experimental Lein”. La regia è affidata al talentuoso Takashi Watanabe che abbiamo già conosciuto per aver diretto in passato le serie TV di “Slayers” e che fino a sei mesi prima di lavorare a “Boogiepop Phantom” ha diretto una serie che spesso sfiora i limiti dell’assurdità più totale, ovvero “Stellar Buster MITO”, ma anche se ha alle sue spalle seri di genere così diverso ed opposto a Boogiepop Phantom, è ugualmente riuscito a svolgere un lavoro impeccabile sotto tutti i punti di vista.

In conclusione consiglio questa serie a tutte quelle persone che amano il genere horror e le sue atmosfere cupe, a chi vuole una serie con una storia intrigante e non banale, a chi vuole una serie ben animata e anche a tutti quelli che pensano che attualmente non esistano serie innovative. È facile infatti notare come lo staff abbia realizzato “Boogiepop Phantom” con l’intenzione di creare una produzione in grado di distaccarsi da tutto il resto ed effettivamente ci sono riusciti piuttosto bene. Si tratta di una serie piuttosto alternativa sotto molti punti di vista, ma questa sua alternatività non fa scadere lo spettacolo nella noia nemmeno negli episodi con uno svolgimento piuttosto lento come il primo.

Boogiepop Novels

Boogiepop wa Warawanai (February 25, 1998) ISBN 4-8402-0804-2

Boogiepop and Others, released in United States March 2006

Boogiepop Returns: VS Imaginator Part.1 “SIGN” (August 25, 1998)

Boogiepop Returns: VS Imaginator Part.2 “PARADE” (August 25, 1998)

Boogiepop in the Mirror: “Pandora” (December 25, 1998)

“Does anybody really know what time is it?”

Boogiepop Overdrive: Waikyokuou (Feburary 25 1999)

Heartbreaker II

Yoake no Boogiepop (May 25, 1999)

Boogiepop at Dawn

Boogiepop Missing: Peppermint no Majutsushi (August 25, 1999)

Peppermint wizard, or Rize and fall of poor innocent puppet

Boogiepop Countdown: Embryo Shinshoku (December 25, 1999)

“The EMBRYO” 1st half -erosion-

Boogiepop Wicked: Embryo Enjyou (February 25, 2000)

“The EMBRYO” 2nd half -eruption-

Boogiepop Paradox: Heartless Red (February 25, 2001)

THE UNUSUAL CONTACT OF VERMILION HURT & FIRE WITCH

Boogiepop Unbalance: Holy & Ghost (September 25, 2001)

Holy and Ghost are steeped in plastic crimes

Boogiepop Staccato: Jinx Shop e Youkoso March 25, 2003)

Welcome to Jinx Shop

Boogiepop Bounding: Lost Moebius (April 25, 2005)

Lost in Moebius

Boogiepop Intolerance: Orphe no Hakobune (April 25, 2006)

These serialized novels take place within the Boogiepop universe:

BEAT’S DISCIPLINE SIDE1 [Exile] (March 25, 2002)

BEAT’S DISCIPLINE SIDE2 [Fracture] (August 25, 2003)

BEAT’S DISCIPLINE SIDE3 [Providence] (September 25, 2004)

BEAT’S DISCIPLINE SIDE4 [Indiscipline] (April 25, 2005)

Short stories

Metal Guru (June 18, 1999)

LONDON CALLING (September 18, 1999)

Shinigami wo Michinagara (December 18, 1999)

My Death Waits

Boogietalk Poplife (February 25, 2000)

Boogietalk, Poplife(in Petssounds)

CHARIOT CHOOGLE (March 18, 2000)

Tenshi-hen (September 25, 2003)

Shingan ni Tsuite

Other Boogiepop Works

Boogiepop wa Warawanai (Boogiepop Doesn’t Laugh)

Volume 1

Volume 2

Boogiepop Dual: Loser’s Circus

Volume 1

Volume 2

Boogiepop and Others

Boogiepop Phantom

Music Inspired by Boogiepop and Others (30 April 2002)

Published in the USA by Animetrax.

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