Partita a Roma una mostra dedicata a Valentina la Sexy Eroina dei Fumetti

A Roma 120 tavole originali di Guido Crepax, per raccontare il rapporto tra la bella fotografa e il mondo che la circonda. E Demetra Hampton, l’attrice che le diede un volto (e il corpo…) in tv.

Prima di tutto e di tutti, l’occhio di Guido Crepax, e insieme a lui quello del suo personaggio, la fotografa Valentina Rosselli, ha scomposto, spaccato in più piani la tavola a fumetti, mettendo insieme sogno e realtà, piani americani, primi piani e dettagli infinitesimali, accavallati in un gioco di sequenze dal chiarissimo sapore cinematografico. E lo ha fatto un anno prima che David Hemmings, il fotografo di Blow Up di Michelangelo Antonioni, “scattasse” una nuova frontiera del cinema, fatta di fermo-immagine che in un dettaglio possono rivelare l’anima di una fotomodella, o il segreto di un delitto nascosto nell’angolo di una foto fatta al parco. E ancora, lo ha fatto due anni prima che Hugo Pratt “sdoganasse” la graphic novel made in Italy con La ballata del mare salato, il romanzo a fumetti dove per la prima volta compare Corto Maltese; insomma,

Perchè Valentina, che nasce appunto nel 1965, deve molto alla musica, alla moda, alla letteratura, ma tra tutte le passioni di Crepax è al cinema, al suo montaggio e al suo sguardo da regista che è dedicata la mostra Valentina Movie. Curata da Archivio Crepax e Vincenzo Mollica, è, questa, la prima esposizione romana dedicata a Valentina e al suo ideatore Guido Crepax, scomparso settantenne nel 2003, promossa dalla Provincia di Roma e organizzata da Civita. Vi si ammirano 120 tavole originali, in diverse stanze arricchite da gigantografie e videoinstallazioni che raccontano il rapporto tra Valentina e lo stile di Crepax, il mondo della moda, la musica, il sogno, la psicanalisi e le diverse città in cui si ambientano le avventure dell’eroina.

Al secondo piano si accede allo studio di Guido Crepax, tagliato da una parete con due porte disegnate che consentono al pubblico di guardare dal buco della serratura immagini vietate ai minori per il loro particolare contenuto erotico. Ma in casa Crepax non c’era nessun segreto, come nota il figlio dell’artista, Guido, che coi fratelli Caterina e Giacomo, assistiti dalla mamma Luisa, ha dato vita ad Archivio Crepax: «Valentina è sempre stata un personaggio di famiglia», ricorda, «mio papà in casa lavorava e non nascondeva nulla, era tutto alla luce del sole. Per me era naturale incontrare Valentina, all’inizio pensavo che il personaggio partisse da mia mamma». E invece è a Louise Brooks, attrice degli anni 20-30, che si rifà fisicamente – e non solo – Valentina. «Anch’io, per non essere da meno, volli tagliarmi i capelli allo stesso modo e mi scoprii la fronte con la frangia», racconta la signora Crepax nel libro Valentina come Louise Brooks: il libro nascosto (Fandango, a cura di Vincenzo Mollica e Antonio Crepax), sapiente montaggio di tutte le tavole “valentiniane” in cui compare la diva di alcuni celebri film di Pabst, che a metà anni 60 era quasi completamente dimenticata.

«Quando incontrai Louise Brooks 77enne, a casa sua a Rochester, durante un viaggio con Hugo Pratt», ricorda Mollica, «lei mi parlò di Guido esprimendo un grande debito di riconoscenza». Nel libro Fandango compare il carteggio tra il fumettista e l’attrice, che non si incontrarono mai dal vivo, ma si scrissero a josa. «Guido, tu hai afferrato la mia vera essenza, mi hai capita senza avermi incontrata che nei film», gli scrive l’attrice con la frangetta. E al connubio Valentina-Brooks è dedicata la prima stanza della mostra, dove si dà conto anche del fatto che Valentina nel fumetto è presentata come un personaggio reale, con una data di nascita (1942), una carta d’identità, l’indirizzo di casa – via De Amicis 42, Milano – che poi è lo stesso dell’autore. «Rileggendo le sue storie posso dire che Valentina era mio papà», dice Antonio Crepax, «anche perché le frasi che dice lei nei balloon le diceva lui in casa…». Identificazione totale, autobiografismo di un personaggio che invecchia con l’autore. «Su questo mio padre era maniacale», spiega Antonio, «perché era un creativo fantasioso, ma con un rigore militare, e la volontà ferrea di far tornare tutto al posto giusto… Valentina ‘nasce’ nel 1965 quando ha 23 anni, poi la rivediamo giovane in un paio di “prequel”… Poi forse di questo invecchiare di Valentina mio papà si pente, perché a un certo punto questo personaggio che per 30 anni è stato la sua compagnia non lo aiutava più a sentirsi giovane».

Oggi Valentina vive nel mito. E dopo una prima riduzione televisiva con il volto e il sembiante di Demetra Hampton negli anni ’80 – se ne vedono spezzoni in mostra a Palazzo Incontro – addirittura Jessica Alba si era fatta un paio d’anni fa coi Crepax per interpretare l’eroina col caschetto. «Non se ne è fatto nulla», spiega Antonio Crepax, «volevano appropriarsi totalmente del personaggio, ma noi non eravamo d’accordo. Certo se si facesse vivo un Luc Besson, che già si è cimentato coi fumetti del francese Tardi, forse ne uscirebbe un lavoro più sofisticato, nel rispetto del canovaccio e dello stile originale». E allora sì, si chiuderebbe il cerchio di Valentina Movie.

Info: Palazzo Incontro, via dei Prefetti 22, Roma – apertura al pubblico mercoledì 30 maggio, fino al 30 settembre, orario dal martedì alla domenica 10/19. La mostra resterà chiusa dal 6 al 20 agosto 2012. Prezzo: intero 6 euro, ridotto 4

Alessandro Trevisani

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