La Bonelli a Etna Comics

La Sergio Bonelli editore è nel panorama delle case editrici di fumetti certamente al primo posto nelle classifiche di vendita in Italia, non ci stupisce quindi che Etna Comics gli abbia dedicato ben 3 mostre.

La prima dedicata alla memoria di Sergio Bonelli che celebra (a un anno dalla sua scomparsa) l’autore, l’editore, il viaggiatore, il “sognatore”. Un omaggio doveroso con una quarantina di tavole originali dove i disegnatori della sua “scuderia” (e non solo) lo disegnano ora come Mister No BO con un po’ di pancetta, ora un semplice peones in partenza per il suo ultimo viaggio, conclude la mostra un ricco portfolio di foto scattate dallo stesso Bonelli nei suoi consueti viaggi in Amazzonia ed Africa.

 

 

 

 

La seconda mostra il cui titolo è: 30, 70, 100 anni per Martin Mystere, 30 come gli anni di vita editoriale del detective dell’impossibile, 70 come gli anni, (secondo la sua immaginaria biografia), 100 come gli anni della storia del fumetto che la mostra ripercorre attraverso le tavole di Martin Mystere firmate da nomi veramente prestigiosi (Alessandrini, Bottaro, Castelli, Filippucci,Giardino, Marzia, Palumbo, Pepe, Roi, Silver, Zaniboni). Tavole in cui Martin Mystere si trasforma ora in Yellow Kid ora in Little Nemo, ma anche in supereroe, in manga, in Topolino e in tanti altri noti personaggi, ma anche Java, Diana, Orloff, sono protagonisti di questo percorso alternativo nella storia del fumetto.

 

 

La terza mostra è invece dedicata a Gallieno Ferri, un autentico pilastro della casa editrice Bonelli.

Genovese classe 1929. Esordisce, quale migliore disegnatore da una selezione operata dall’editore De Leo, illustrando Il Fantasma Verde e Piuma Rossa firmandosi “Fergal”. Quindi nel 1949 illustra la prima serie a strisce di Maskar , successivamente lavora con Il Vittorioso alle serie Jolly e Capitan Walter. Per il mercato francese disegna i personaggi western di Tom Tom e di Thunder Jack. Nel 1960, insieme a Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) dà vita al personaggio di Zagor, di cui illustra numerose storie e TUTTE le copertine (compresi gli speciali annuali, i maxi Zagor,  gli almanacchi e gli speciali dedicati al panciuto messicano Cico).

Nel 1975 quando nasce un’altra celebre creatura di Sergio Bonelli: Mister No, Ferri ne disegna il numero uno e le copertine dei primi 115 numeri.

Il maestro assieme allo sceneggiatore attuale di Zagor Moreno Burattini si sono a lungo intrattenuti col pubblico, spiegando l’evolversi e il perché di alcune censure dei fumetti, se negli anni ‘50 la frase di Tex “lo sceriffo e i suoi scagnozzi” diventa “lo sceriffo ed i suoi uomini”, successivamente a tale periodo non si può parlare più di censure ma di “aggiustamenti” politically correct  così nell’albo N° 66 (Belve) Zagor prende letteralmente a “mazzate” i lupi in copertina, nel N° 336 (L’uomo con il fucile) pronuncia la frase (riferita a dei lupi che prima lo stavano letteralmente sbranando): “…Ma ormai siamo in salvo, non c’è motivo di uccidere quel lupo… Ci ha assaliti solo per sfamarsi e si è dimostrato un avversario degno di rispetto”

icollezionisti

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>