Festeggiati i 60 anni di Moncler con il fumetto Mon Duck

“Non amo festeggiare il mio compleanno, ma questo è un momento importante per Moncler”. Così, uno schivo Remo Ruffini, ha annunciato nei giorni scorsi l’imminente celebrazione dei primi 60 anni di attività dell’azienda francese. Che ha scelto un modo originale per farlo: i fumetti.

Una nuova serie di fumetti interamente dedicati alla mascotte-simbolo della label, il papero Mon duck. Un’avventura cartonata per ogni decennio di storia del piumino nato in Francia a Grenoble nel 1952, e portato a nuova vita nel 2003, grazie all’estro di Remo Ruffino, attuale presidente e direttore creativo. Un modo ironico, ma al tempo stesso coerente con la label del galletto, capace di celebrare la sua storia proiettandosi nel futuro.

Un futuro sicuramente roseo visti gli ottimi risultati del primo semestre dell’anno, che per Moncler si chiudono con ricavi per 155 milioni, in aumento di un incoraggiante +38% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «Il Giappone e la Cina hanno mostrato una crescita eccezionale del business e hanno più che raddoppiato in valore, a livello di fatturato retail», si legge in una nota diffusa dal gruppo Moncler, conglomerata al quale fanno capo oltre al marchio del galletto anche Henry Cotton’s, Marina Yachting e Coast Weber&Ahaus e la licenza 18CRR81 Cerruti. Intanto il gruppo a livello globale porta a casa ricavi per 225 milioni di euro, in aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Sarà infatti il disegnatore trentino Christian G. Marra a pubblicare a puntate sul sito del brand la storia di Moncler attraverso le avventure di MonDuck, un papero appassionato di montagne e alpinismo. Proprio come René Ramillon, ideatore per caso della prima giacca imbottita di soffice piumino d’oca contro il freddo, che l’amico esploratore Lionel Terray spinse a tradurre in un vero e proprio marchio di abbigliamento tecnico, dando vita nel 1952 all’avventura che continua tutt’ora.

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