Dallo Studio Studio Bozzetto & Co un cartoon contro le dipendenze

Un cartone animato per spiegare i pericoli, e le possibili cure, legati alle dipendenze. È il progetto che lo Studio Bozzetto & Co che ha creato per Humanitas Gavazzeni. Le dipendenze sono purtroppo uno dei temi più difficili da affrontare, sia per quanto riguarda il percorso di cura, sia per quanto riguarda il vasto tema della cultura della prevenzione sempre alla ricerca di strumenti e linguaggi incisivi ed efficaci.
Su questo spinoso argomento ha lavorato lo Studio Bozzetto & Co che ha creato per Humanitas Gavazzeni un cartone animato, nell’ambito del progetto di promozione della salute “ComunicAnimare la salute” che ha come target i giovani, e visibile sul canale YouTube dell’ospedale, oltre che sul sito www.humanitasgavazzeni.it
Nell’animazione vediamo un tramonto, una spiaggia, e un ragazzo e una ragazza che si corrono incontro sorridenti. Qualcosa però rallenta il ragazzo che ha legata al piede una catena che, al posto della classica palla, trascina una bottiglia, una sigaretta, una slot machine. Tra gli oggetti di dipendenza presenti nel cartone animato, abbiamo scelto di puntare l’attenzione sul fumo che tra i giovani e gli adolescenti è purtroppo in costante aumento, con innumerevoli ripercussioni sulla salute.
Ne abbiamo parlato con il dottor Lamberto Maggi, pneumologo di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.

Negli ultimi anni il numero dei fumatori in Italia è in leggera ma costante diminuzione ma purtroppo non tra i giovani per i quali la sigaretta è ancora un oggetto del desiderio.
Purtroppo è cosi. Secondo i dati più recenti, quelli dell’indagine dell’Istituto Superiore della Sanità – Doxa del 2010, il 73,4% dei giovani fumatori prende il vizio sotto l’influenza degli amici: si fuma perché “lo fanno tutti”. E i giovani fumatori, tra i 15 e i 24 anni d’età, rappresentano il 21,9% dei fumatori che complessivamente nel nostro paese sono ben 11,1 milioni pari al 21,7% della popolazione totale. Ma non solo: l’indagine ha rilevato che il 34,5% dei baby-fumatori inizia a fumare prima dei 15 anni e il 50,8% tra i 15 e i 17 anni: quindi l’85,3% dei ragazzi inizia prima del 18mo anno d’età, quando vanno ancora a scuola.

Quali sono le ripercussioni sullo stato di salute dei giovani?
Il fumo è il maggior pericolo per la nostra vita e uccide più vite umane di qualunque altra malattia: probabilmente non ne abbiamo una esatta percezione perché il danno da fumo si instaura lentamente e proprio questa “lentezza” del danno ci induce, soprattutto quando siamo giovani, a pensare di aver tempo per rimediare: ma questo non è possibile perché i danni provocati dal fumo sono sempre irreversibili. L’apparato più direttamente esposto è l’apparato respiratorio ma fumare fa male a quasi tutti gli organi del nostro corpo, provoca da solo molte malattie e peggiora eventuali malattie non direttamente causate dal fumo. La nicotina inoltre influenza il cervello, il sistema endocrino, il comportamento ma soprattutto, è ormai ben dimostrato, crea una reale dipendenza non solo psicologica, che è la principale causa della difficoltà a smettere al pari di alcool e droghe.

Quali sono le principali patologie correlate al fumo?
Le conseguenze del tabagismo sono davvero pesanti. Chi fuma ha una possibilità di ammalarsi di tumore al polmone 20 volte superiore rispetto a chi non fuma, e va ricordato che si tratta di un tumore che il più delle volte non lascia scampo. Ma non solo; tra fumatori vi è un aumento anche dei tumori del laringe, della vescica, del pancreas. Per non parlare della BPCO, che più comunemente conosciamo come bronchite cronica o enfisema, malattia altamente invalidante la quale, oltre a causare un alto numero di morti (sarà presto la 4ta causa di morte nel mondo occidentale) compromette pesantemente la qualità di vita nell’età adulta: se ci capita di vedere qualcuno che cammina utilizzando un bombola di ossigeno, possiamo essere abbastanza sicuri che si tratta di un ex fumatore che credeva che, ” tanto lui”, avrebbe smesso in tempo. Anche l’asma, malattia non causata dal fumo e molto comune tra i giovani, viene drammaticamente peggiorata dal fumo di sigaretta che riesce a trasformare una malattia facilmente curabile in una malattia cronica con danno irreversibile esattamente come la BPCO. Il fumo è inoltre considerato un serio fattore di rischio per molte patologie del sistema circolatorio: si calcola che contribuisca ad una morte su tre per patologie cardiache a causa degli effetti sui vasi coronarici; si stima che sia responsabile del 60% delle malattie cardiache con decorso infausto. Ma non solo le arterie del cuore sono danneggiate dal fumo: il restringimento dei vasi delle gambe causa l’arteriopatia obliterante degli arti inferiori che rende difficile e doloroso il cammino perché il sangue non riesce a circolare, fino ad arrivare a situazioni ancora più drammatiche. Il restringimento dei vasi del cervello causa difetti di irrorazione con danni spesso molto gravi e il restringimento dei vasi che irrorano il sistema genitale può portare all’impotenza.

Il pacchetto di sigarette oggi riporta messaggi molto forti sul rischio del fumo ma, vista la diffusione del vizio, pare non abbiano effetti positivi. Come possiamo convincere i giovani a non iniziare a fumare? O a smettere?

Chi ci riuscirà merita le più alte onorificenze in campo sanitario, economico e sociale e sarà un benemerito dell’umanità. Nonostante i danni da fumo siano ormai ben noti e nella popolazione adulta, almeno nei paesi più evoluti, ci sia una buona presa di coscienza con progressivo declino del consumo di tabacco, questo non è sufficiente a scoraggiare i giovani che vedono ancora nel fumo un momento di emancipazione e di riproduzione del modello uomo o donna. In realtà i giovani dovrebbero sapere che oggi l’abitudine tabagica è maggiormente diffusa tra persone di basso livello culturale e sociale e nei paesi meno sviluppati. E’ curioso inoltre constatare come spesso questi ragazzi abbiano anche comportamenti paradossali: è frequente osservare giovani asmatici che rifuggono dall’uso di farmaci sicuri e utilissimi “perché i farmaci fanno male”, ma fumano. È frequente trovare giovani, soprattutto ragazze, che sono molto attente all’alimentazione e al cibo biologico, ma fumano. Come non vale l’alibi “che senso ha smettere di fumare se poi devo respirare l’aria inquinata”: non c’è inquinamento ambientale che competa con i danni da fumo che rimane, al di là di ogni dubbio, il maggior inquinante inalato. Ciò non toglie che ci si possa impegnare su tutti e due i fronti invece che subire i danni di entrambi! In attesa del benemerito dell’umanità, credo che il principale aiuto che noi adulti possiamo dare ai nostri ragazzi sia l’esempio: non fumare o smettere se noi stessi siamo fumatori.



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